Foto: Facebook Fedez
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Da marzo J-Ax e Fedez saranno in tour insieme, ma non mancano già quei fan che si sentono brutti per via dei prezzi non proprio pop-hoolisti.

Nonostante abbiano raggiunto 5 dischi di platino, 102 milioni di visualizzazioni di Vorrei ma non posto e la vetta dei biglietti più venduti, non inizia nei migliori dei modi il progetto che vede uniti il Rap’n’Roller e il cantautore 2.0 diversamente rapper. Infatti, da quando sono stati messi in vendita i biglietti, sono piovute le critiche per via dei prezzi.

Per ogni data sono presenti diversi tipi di biglietti che vanno dai 32/35 € fino ad arrivare a 200 €. Avete letto bene, duecento euro. A quanto pare, proprio questa suddivisione e le relative cifre hanno sollevato delle polemiche che lo stesso Ax ha provato a sedare.

Tra chi accusa Ax di volere rinnovare la sua schiera di fan e i vari (ormai in loop) “era meglio prima” di chi rimpiange i vecchi raduni, è arrivato il Vaffanclub annunciando la possibilità di selezionare i partecipanti per degli incontri nel backstage con gli artisti, ma è servito a poco.

È giusto fare delle critiche, ma i due soci di Newtopia hanno fatto bene i conti dal punto di vista dei soldi, anzi dei prezzi. Più che le cifre, bisogna notare la discriminazione dei prezzi. Questo tour non sarà né nei locali né nelle piazze, ma nei palazzetti e ciò consente di diversificare i prezzi in base all’ubicazione dei posti. Inoltre, i Vip package offrono ulteriori servizi che vanno ad ampliare il prodotto per arricchire l’esperienza del consumatore finale, ovverosia chi assisterà ai concerti.

Quindi 200 € non sono tanti? Non è così, sono veramente troppi per la maggior parte del pubblico e quelli a 32/35 € non consentono, ahimè, né di sgomitare né di aspettare fuori dai cancelli dalla mattina per la transenna, ma quegli artigiani con due dipendenti hanno messo su un’azienda che è cresciuta velocemente per fare business anche con la musica e di certo trarranno ulteriore esperienza dalla vicenda per la loro attività imprenditoriale.

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Donato Cerone
Freelance thinker. Adoro l'economia, ma la tradisco con la comunicazione ed il marketing. Amo il rap e l'hip hop culture, ma ho il vizio del rock.