"Alex", il nuovo album di Raige. In vendita e in download dal 9 settembre
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In occasione dell’uscita del suo nuovo ed intimo disco, Alex, noi di Hano non abbiamo perso occasione per far due chiacchiere con Raige!
Il disco sa di pop, contiene un importante featuring con Marco Masini e una bellissima e toccante dedica alla madre scomparsa di recente!

Allora Raige: l’ultima volta che abbiamo fatto due chiacchiere è stato più di un anno fa in occasione dell’uscita di Whisky, il singolo che, a quanto c’eravamo detti, avrebbe dovuto anticipare l’album Alex in uscita qualche mese dopo. Il disco poi è uscito un anno e passa dopo e Whisky non c’è!

Whisky non c’è perché nel frattempo è cambiato tanto.
Avevo scritto un disco di una pesantezza emozionale incredibile perché avevo vissuto un periodo molto cupo, quindi mi sono messo una mano sulla coscienza e ho rifatto tutto da capo tenendo solo cinque pezzi. Poi nel momento di rifare la scaletta non abbiamo messo Whisky perché stiamo pensando a delle cose da fare in futuro…
Anche se in realtà è un pezzo che a me piace molto e che sta andando molto bene; è quasi disco d’oro… speriamo presto!

Dunque parliamo un po’ di Alex: il tuo disco più intimo e personale.

Secondo me si

Nella cartella stampa che ci è arrivata c’è anche scritto che è un disco “di svolta”, però devo dirti che secondo me tutta questa svolta non c’è, visto che comunque anche Buongiorno L.A. era un disco che un po’ troncava con il tuo passato da rappuso.

Si, anche se in questo disco c’è più cantato però i temi sono sempre di uno spessore tale che si collegano.
Sai mi sento come se avessi la spada di Damocle di Toraki sulla testa. Non si sa bene perché quel disco è diventato, secondo la gente, uno dei più importanti della storia del rap, anche se su 15 pezzi in 13 cantavo i ritornelli, a mio modo certamente, ingenuamente.
Quindi in realtà non c’è cambiamento, la cartella stampa è fatta da persone che per lavoro devono scrivere cose che colpiscano ma io credo che più che i contenuti sia cambiata la forma: i pezzi ora sono più cantati però chi ha fatto la scelta di seguire me lo fa per i testi. Ecco perché sui miei social network spesso e volentieri invece che mettere i selfie o l’orologio o la macchina preferisco mettere la frase.

Di conseguenza non è più giusto in nessun caso definirti un rapper; come ti dobbiamo chiamare? Cantante? Artista?

Raige, Alex, Rage, Raigge, Reig…

… e se dovessimo mettere Alex su uno scaffale della Feltrinelli dove lo metteremmo? Secondo me finirai comunque sotto Rap/Hip Hop

Guarda questa cosa che dici è abbastanza accettabile, però io ho esplicitamente chiesto alla mia etichetta di spostarmi di categoria perché ci vuole una certa onestà intellettuale nei confronti di chi ti ascolta e compra un CD, così mi sono fatto spostare sotto POP.
E ci sta, soprattutto perché sento delle cose sotto Rap/Hip Hop che non dovrebbero essere lì.
Quindi mi sono detto: “non è che sei bravo a predicare e poi razzoli male, allora ti fai spostare” però ne parlavo anche prima, e dicevo: sapresti in che scaffale mettermi? Tu mi dici Rap/Hip Hop, però ragazzi anche se questo fosse l’album di svolta Pop incredibilmente bello che funziona e divento ricco, io non voglio prendere nessuna distanza dal rap; il rap ci sarà sempre nelle mie canzoni, fatto nel mio modo e messo dove secondo me serve.
In questi pezzi nuovi in Perfetto c’è il rap, ne Il Rumore che fa c’è il rap, in Non c’è niente da ridere c’è il rap, La vita che va c’è il rap in tutta la terza strofa finale. Quindi insomma ce ne sono di pezzi con il rap.

Però mi sembrano comunque pezzi con un rap leggero, molto melodico come rap. Non vorrei prendere fischi per fiaschi ma mi sembra quasi un qualcosa alla Ghemon, dove il rap c’è ma non si sente

Si ecco forse il mio è un rap più cantautorale da quel punto di vista, lui è molto più blues, più jazz. Però anche quando lavoro con degli autori il loro lavoro è principalmente sulla parte musicale.
Però si, non è che il rap è meno musicale, è che dico meno parole, c’è meno quantità di parole e quindi anche le metriche sono meno serrate.
In realtà questo non accade in brani come Perfetto, che ha dei pezzi anche un po’ più fulminei, però ho già dimostrato che quella roba la so fare, devo continuare ancora trent’anni?

Certo soprattutto perché quando si fa un disco l’unico a cui devi dimostrare qualcosa è a te stesso

Si però nel momento in cui tu fai rap di un certo tipo fai a gara a chi ce l’ha più lungo, e secondo me a trent’anni fai prima a buttarti fuori dalla finestra perché sei un caso di quelli che la propria arte è stata mangiata dal personaggio. Quindi o il personaggio era tanto grande o, più spesso e volentieri, l’arte era troppo piccola.

Senti prima parlavi di una tua fan base che ti sei costruito soprattutto per i testi: quindi secondo te chi sono i tuoi fan? Quanti anni hanno?

Sono sicuramente più grandi della media del rap perché io non sono così cool, non sono vestito colorato ecc.
Quindi sicuramente sono più grandi e lo vedo anche ai miei concerti. Sono dei poveri stronzi come me che fanno delle debolezze la propria forza, questo mi sento di dire.

Pensi che con il tempo sia cambiata? O sono più o meno gli stessi che ti seguono da Toraki?

Bè certamente non tutti mi possono seguire, però sicuramente ne ho tanti che hanno acquistato Toraki e ci sono ancora, cresciamo assieme.

Dunque Toraki è uscito nel 2007, io avevo 14 anni e non l’ho comprato! Però ho invece sempre seguito con molto zelo le tue avventure con i One Mic. Facciamo un attimo un off-topic: cosa ne pensi delle carriere che stanno intraprendendo i tuoi compagni? E loro cosa ne pensano della svolta tua?

Ma loro sono felici e noi ci vogliamo molto bene: io penso che entrambi stiano facendo il giusto: Marco che ha preso questa direzione filo francese, secondo me stilosissima ma dovrebbe avere lui il coraggio di mostrarla ancora di più; poi Ensi, cazzo devi dire di Ensi? Lui è il rap italiano. Nessuno come lui ha delivery e conoscenza del mezzo, forse che hanno lo stesso approccio rap vero c’è solo Noyz e basta.

Mi fa impressione come abbia pochissimi haterz, e questo vale anche per te! Leggendo i commenti in rete quasi nessuno ti dice “ah venduto, ah l’etichetta, ah la major ecc.”

A loro non frega un cazzo! Chi segue me ha fatto una scelta fin dall’inizio, ha scelto un approccio diverso. Io, da che mondo è mondo, anche di pezzi autocelebrativi ne avrò fatti tre perché mi avevano rotto i coglioni Ensi e Rayden se no neanche li avrei fatti. Non è quel tipo di cosa che piace a me.
Io non scrivo da professorino, non ho la presunzione di insegnarti qualcosa della vita perché già non c’ho capito un cazzo, quindi figurati, non mi comporto in questo modo e questa roba passa.

Ti senti maturato artisticamente? Hai raggiunto la piena maturità artistica?

No, penso di no, però penso di aver raggiunto una capacità di scrittura importante.

Devo dire che questa cosa l’ho notata nel pezzo con Marco Masini, perché con lui che è sicuramente un ottimo scrittore di testi non si nota la differenza tra il suo cantato e il tuo cantato.

Il pezzo l’ho scritto tutto io in realtà quindi grande, grazie.

Allora infondo ho un buon orecchio! Com’è stato lavorare con Marco?

Bè figo perché se io e te facciamo musica assieme e come dicevamo prima facciamo a gara a chi ce l’ha più lungo, e siamo in cameretta felici e contenti che stiamo spaccando a dire “minchia bella sta roba, spacca sta cosa” e magari hai anche i fan e fai milioni di visualizzazioni, si, è bellissimo. Ma se un mostro sacro della musica, che avrà venduto 7 o 8 milioni di dischi, viene lì e ti dice “o bischero è bella questa cosa che tu stai facendoè più figo. Già il fatto che abbia sentito i miei lavori è importante, il fatto che poi gli siano piaciuti anche di più!

Non è la prima volta che lavori con un cantautore italiano, vedi Annalisa, che differenze hai riscontrato nel lavorare con l’uno e con l’altra?

Bè con Anna sono proprio amico, usciamo assieme, ci becchiamo e scriviamo assieme, c’è un rapporto diverso che con Marco, anche per una questione di lontananza e di età, non ci può essere. Io e Annalisa abbiamo la stessa età, siamo amici ed usciamo anche perché è cresciuta a Torino.

A proposito di Torino. C’è sempre stato tanto della tua città nella tua musica…

…perché è elegante!

Si Torino è sicuramente elegante, ma io sono di Milano e qua si dice Piemuntes fals e curtes, c’è un po’ di rivalità!

Ah si? Da me si dice che la cosa più bella di Milano è il treno per Torino! (risate)

Però insomma questo disco mi sembra meno torinese e più italiano

Durante la composizione del disco l’ho vissuta poco la mia città, sono sempre stato in giro come uno zingaro grazie alle mie origini montenegrine e quindi si sente meno, è vero. Però cerco sempre di dare un’impostazione torinese, anche nei video, come quello che ho girato per mia madre dove Torino di notte è splendida. Secondo me non avrei questa voglia e questa forza se fossi nato in un altro posto, perché comunque Torino questa cosa te la trasmette.

Ho visto che spesso fai anche dei concerti gratuiti a Torino

Si ne ho fatti due di fila lo stesso anno: a giugno ad Alpignano, che è proprio il nostro paese d’origine nella provincia e li terronaggine estrema, è arrivato il sindaco a darci le chiavi della città, il premio istituito da Alpignano per gli alpignanesi che si sono distinti, quindi si quella alla fine è casa.
Però lo stesso anno ho suonato in piazza Castello a Torino da solo, che è una cosa abbastanza importante, poi l’abbiamo riempita tutta, c’era il karaoke, bellissimo!

Senti tornando a parlare del disco: Capolavoro mi sembra la traccia che c’entra un po’ meno con le altre, forse per il ritmo, le tematiche…

Si lo dico solo a te: non mi piace e non l’avrei messa, te lo giuro!
Non la volevo, nella scelta dei pezzi non volevo mettere Capolavoro! Invece la mia manager, che parlare con lei è come parlare con questo tavolo, mi ha detto “fidati di me che serve” ma a me non piaceva.

Tempesta invece mi è sembrata quasi una dedica ai tuoi fan

Si è un po’ un inno, una dedica a me, a Dio, cantata.

Tu sei religioso?

Non convenzionalmente, non credo nelle istituzioni come la chiesa. Non è che lo faccio per partito preso perché ho letto qualche vangelo apocrifo, non me ne frega un cazzo. Però penso che il rapporto con Dio dovrebbe essere più alla portata di tutti.

Bè poi penso che la traccia con Marco Masini sia un motivo di orgoglio

Certo però i miei pezzi preferiti rimangono: Non c’è niente da ridere, che è il mio preferito in assoluto; Nemmeno il buio, dove rappo di brutto e faccio la seconda strofa che è una legnata; e Mi sembra il minimo.

Dove finisce il cielo no?

No quella è quella per mia madre, è fuori concorso, ci sono troppo affezionato.

Mi sembra il minimo mi sembra un pezzo da Raige, metà tra una cosa rap e metà tra una cosa pop, una buona via di mezzo

Si sicuramente è vero, però guarda ti sottoscrivo con il sangue che quella che diventerà il prossimo singolo per cui la gente impazzirà è Quando sorridi per me.

Si mi sembra molto un pezzo tipo Mille volte ancora, nell’album Addio

Si però vedrai che il pezzo sarà quello. Me ne sono reso conto in questi giorni quando ho pubblicato la frase “Corriamo il rischio di essere felici, che dici?” e è apparsa su muri, piazze, lenzuoli e alcuni se la sono tatuata.

A proposito di quello che hai detto ora: c’è questo dubbio che mi perseguita da un po’ e colgo l’occasione per parlarne con te.
Ho questa domanda che mi ronza in testa da quando è uscito Noi Siamo Il Club dei Club Dogo.
Mi sembra che da allora molte canzoni di rapper che escono come singoli in radio siano costituite semplicemente da frasi fatte; create apposta per essere messe come stati su Facebook dai ragazzini, didascalie alle foto, tatuate ecc.
Non pensi che il rap stia prendendo questo trend di lanciare la frase invece che comunicare un messaggio?

Io mi chiedo se a trent’anni, quasi quaranta, hai voglia di parlare ai ragazzini di tredici. Io non lo faccio e non me ne frega un cazzo.
Io ho un profondo rispetto per i Club Dogo, rappano da paura ancora adesso, ma io non so scrivere come scrivono loro, so scrivere come so scrivere io.
Ogni cosa sarebbe una forzatura, mettici il fatto che io non sono per niente trendy e modaiolo. Io guido una macchina da 50.000 euro e non ho bisogno di mettere la foto su facebook.

Che macchina guidi?

Un tuareg

Titolo dell’articolo: Raige guida un Tuareg, non comprategli il disco che non ne ha bisogno!

Anche sta voglia di mettere foto mentre ti droghi, puttane ecc. ma io mi chiedo: ma un minimo di decenza, di senso civico, no? È tutto apparire, forse fa cool.
Ma io quello che penso è che metà di questi rapper italiani, se fossero 15 minuti in uno stanzino con i miei parenti o con i miei amici non sarebbero loro ad aprire la porta.
Quindi secondo me, fanno ridere.
Oh! Però ce ne sono anche un sacco di bravi!

A proposito degli altri: stanno succedendo un sacco di cose strane sulla scena italiana, con l’avvento della trap, drill ecc.
Vorrei sentire un doppio parere: cosa ne pensa il Raige vecchia scuola e cosa ne pensa quello pop di ora

A me è sempre piaciuta questa cosa. Il problema è che copiano tutto, dalle basi, alle metriche ai testi; devo ringraziare Dio che si rivolgono ad un pubblico di decerebrati di merda che non capiscono nulla, però prima o poi questa cosa finirà. Più prima che poi.

Torniamo su Alex: è un disco per le donne? Dedicato a loro?

Si, però credo che nei pezzi si sentano anche altre cose, anche in quelli d’amore. C’è un sempre una bella denuncia, un po’ toccare un nervo scoperto.

Mi sarei aspettato un pezzo dedicato ai tuoi nipotini!

C’era ma non l’abbiamo messo! Però ci sono diverse frasi nel disco riconducibili a loro.

Leggendo una tua vecchia intervista su Panorama avevo scoperto che Buongiorno L.A. era un disco fortemente influenzato dal libro Buongiorno Los Angeles di James Frey. C’è un’influenza letteraria per questo disco invece?

Letteraria no, poi c’è un po’ di tutto ma non consciamente. Secondo me ci siamo inventati qualcosa che prima non c’era. Non credo ci sia un altro album che suoni così.

Però sai sono tanti i rapper che stanno passando a fare qualcosa di più pop o melodico

Si però fanno proprio pop, mentre per quello che scrivo io mi butto più sul cantautorale.
In realtà il singolo Domani non è molto esemplificativo del disco, perché è il pezzo più leggero.
Al di là di quello, nell’album anche la ballad più ballad di tutte che è Mi sembra il minimo è in ¾, quindi non è rap. Dovrebbe farti sorgere delle domande. ¾ è proprio il tempo della ballad nazionale italiana e prima tu mi stavi dicendo che ti era sembrata una buona via di mezzo, quindi faccio una roba che è tutta mia.
E comunque io ho cantato prima di tutti gli altri!
E comunque anche se non ho cantato per primo canto meglio!
SENZA AUTOTUNE MERDE!!

Prima hai detto che “Domani” è un brano leggero. Mi sembra che tutto il disco sia apparentemente leggero ma che ci sia qualcosa sotto, un cassetto nascosto

Si c’è decisamente, infatti i pezzi hanno più chiavi di lettura. Dopo che li senti un po’ di volte e li assimili c’è sempre una chiave di lettura diversa.

Adesso è arrivato il momento di una piccola critica: io sono sempre molto attento e polemico su certe cose.
Non mi piace per niente la copertina, sembra quella di un disco da cantante neomelodico napoletano

(risate) magari! Guarda la scelta di metterci la mia faccia è perché ne vado fiero, orgoglioso e quindi ci metto la faccia. L’ho chiamato Alex perché se lo merita, c’è una presa di posizione e di coscienza!
La faccia è la prima cosa che vendi di te.
Poi guarda l’unica cosa che curo veramente, ma veramente, del packaging sono i testi nel booklet, ci tengo troppo che ci siano insieme ai saluti, ai ringraziamenti e a una frase per i fan! Quello mi interessa.
Poi dai sulla foto sono figo!

Chiudiamo con le domande di Hano!
Angolo della puttHana: prostituisci il tuo disco

Compratevi Alex perché se già mi conoscete non rimarrete delusi, se non mi conoscevate e non avete mai sentito il mio disco dovete farlo perché vi state perdendo un pezzo importante, se mi conoscete e mi odiate perché sono cambiato allora ascoltatevi Alex! Così vi rimangiate tutto quello che avete detto ai vostri amici del cazzo! Merde! Vi Odio!

Angolo della shampista: regalaci un pettegolezzo!

Stasera scopo!

Angolo MarzulliHano: fatti una domanda e datti una risposta!

Minchia queste domande sicuro le inventa Carlito e poi ti obbliga a farle!
Ti piace tanto il tuo disco?
Minchia se mi piace!

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Giacomo Jack Frigerio
Classe 1993, Giacomo Jack Frigerio vide per la prima volta la luce in Monza e da allora vi vive più o meno stabilmente. Dopo un percorso scolastico travagliato capisce che le cose che li vengono meglio sono scrivere e sputare sentenze; da allora si dedica ossessivamente a queste due. Opinionista per Hano.it dal 2015 e frequentatore assiduo di osterie, trattorie e vinerie; tra i suoi hobby potete trovare: l'hip hop, la musica, le tavolate di amici, poltrire e guardare la pioggia da un luogo asciutto