Ghemon
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“Adesso si torna in studio”: la nostra chiacchierata con Ghemon alla fine del suo tour durato due anni

Siamo stati al District Festival di Legnano e tra le varie cose abbiamo avuto modo di fare due chiacchiere con Ghemon alla fine del suo live!
Le vacanze non l’hanno provato ed è tornato decisamente in forma!

Abbiamo un sacco di cose di cui dovremmo parlare, soprattutto di tutti i tuoi giri e di quello che stai combinando nella vita! Però quasi come se fosse un’intervista al contrario io partirei da i tuoi progetti futuri.
Il tour sta per finire, e adesso?

Si va in studio e si riparte da zero! Sono mesi che sto scrivendo e componendo e la novità è che rispetto a prima sto componendo io: con la band e da solo. Anche tutte le strumentali e le musiche le sto facendo io ed è una grande novità rispetto a prima. Però tanto ho sempre messo bocca sulla mia musica, quelli che facevano musica per i miei dischi hanno sempre avuto grandi rotture di coglioni! Adesso non rompo più il cazzo a nessuno e la band mi segue, quindi è molto divertente anche scambiarsi le idee: tu ne hai una, poi arriva un altro che la modifica, “così si, così no” ed è molto stimolante.

Le sonorità saranno sempre come quelle dell’ultimo disco?

Si direi di sì, anche se meno eleganti e con un po’ di sudore e pancia in più

Ho visto che hai fatto una lunga e piacevole vacanza negli stati uniti

Più di una!

Mi sono chiesto: cosa ci fa Ghemon sul set di The Get Down?

Ghemon è come un satellite che emana dei segnali, quindi alla fine mi tirano dentro perché secondo loro il racconto che faccio delle cose è vero, di conseguenza vengono fuori delle opportunità proprio per questo!

Quindi cos’hai fatto sul set? Dovevi fare una comparsata, no?

Si però poi purtroppo quella non è stata fatta, però sono stato sul set, ho visto tutto quello che succedeva e consiglio assolutamente la visione della serie! È super educativa!

Parlando di USA: ci sarà un pezzo di Ghemon anche in NBA 2K17…

Si evidentemente l’America mi porta bene! Sono anni di soddisfazioni di sorprese, di sbattimento niente male; però allo sbattimento seguono i risultati quindi uno è motivato a fare di più! Adesso sto bene, sono contento ma non mi basta! Ci riaggiorniamo tra un po’!

So che sei un grande fan del Basket e non posso non chiederti se sei stato più contento per Lebron o più triste per Steph Curry…

In quel momento non ero né da una parte né dall’altro, ero per lo Show… Lebron è entrato nella storia e Curry ha decisamente tempo

Siamo un po’ in ritardo eh! Però non abbiamo mai avuto occasione di fare due chiacchiere su Orchidee: chi sono gli orchi e ci sono le dee?

Mha era un nome che riassumeva mille cose della vita: gli orchi non per forza devono essere persone fisiche ma idee, pensieri, momenti scuri. Le dee tendenzialmente sono le donne o comunque se non sono le donne sono le streghe, se non sono le streghe sono le muse e boh. La vita è fatta di suggestioni.

Ho notato che le orchidee, invece, hanno significati diversi a seconda della cultura: ad esempio in Cina sono simbolo di purezza mentre qui da noi sono più legate alla fertilità!

Si l’ho scelto per quello! In realtà l’ho scelto per il gioco di parole e poi ho capito che con il gioco di parole potevo assegnare un miliardo di significati e ho pensato “questo è il nome giusto per me”. Il prossimo non so ancora quale sarà!

Magari un altro fiore!
Ho visto qualche giorno fa che sei uscito a bere con i tuoi fan: l’idea ti è venuta così? Com’è andata?

Si ero in studio, chiuso a fare le mie cose e volevo provare a fare questa cosa. Era una bella dose di realtà, soprattutto per me che sono molto riservato e che crede ancora nella magia dell’artista che sta un po’ chiuso nelle sue cose, anche se internet la sta facendo un po’ perdere perché si scavalca tutto… Invece in quel momento ho pensato “chissà che succede se mi bevo una birra con i ragazzi”. Alla fine ho notato che le persone che ascoltano la mia musica sono come me, quindi esperimento stra riuscito!

Anche se internet ha accorciato un sacco gli spazi tra chi canta e chi ascolta!

Eh sì, però non sempre si può

Ti sei evoluto parecchio come artista negli ultimi anni, secondo te i cambiamenti che ci sono stati nella tua persona si sono riflettuti sulla tua musica, o viceversa, sono stati i cambiamenti nella tua musica a cambiare te come artista?

Sai cosa, due anni fa ti avrei risposto in maniera diversa da oggi: oggi ti dico, no.
Il baco che diventa farfalla è già una farfalla in partenza.
Ero dietro un bozzolo e adesso io e la mia musica siamo veramente me.
Prima erano me ma non quello che veramente c’era dentro. Poi impari, sbagli, maturi e piano piano diventi te stesso.

Ci sono tanti artisti che stanno seguendo il tuo filone, trasportandosi da un rap più purista a cose più pop/melodiche, con la band che suona live ecc. Ti senti un po’ un orgoglioso precursore?

Bè io l’ho sempre voluta fare questa cosa, è una vecchia storia che mi porto avanti. Diciamo che l’Italia non ha una storia di musica Black, quindi per comunicare quello che volevo comunicare la cosa è stata fatta passare come qualcosa di Pop, mentre se uno viene a vedere un live trova del rap, del soul, del funk, del blues. Io ho mangiato pane e musica Black da quando avevo 12 anni, quindi questo è tipo posare una pietra per me e qualcun altro che arriverà dopo e che lo vorrà fare.

Non ti chiedo le tue influenze musicali altrimenti potremmo stare a parlarne per ore: però seguendo i tuoi consigli per gli ascolti ogni tanto trovo qualcosa che mi fa un po’ storcere il naso, come ad esempio Timmy Turner…

Minchia mi piace tantissimo! Bassi mi dice sempre questo: come fai a passare da Miles Davis a Desiigner in un secondo? Perché mi piace la musica! Come mi posso guardare Scarface e dopo un secondo 4 cazzoni al college o una cosa così.
Io so il peso che do alle cose, quindi nel momento in cui do pesi diversi me la godo.
Adesso per esempio mi sto ascoltando il disco di Frank Ocean, che è una roba super concettuale, sia Endless che Blondie, e poi il resto del giorno mi ascolto il disco di Tory Lanez!

Di italiano?

DI Italiano in questo momento niente.
I ragazzi nuovi che fanno rap italiano, diciamo Trap o Drill, li ascolto tutti e li seguo tutti perché mi ascolto anche la versione americana: delle volte dico bravi, figata, delle volte invece mi faccio una risata.
Poi meglio che il mondo si evolva anche in quel senso, se no staremmo indietro! Magari domani mattina mi ci metto e lo faccio anche io, non si può mai sapere!
Prima ero lì che mi scambiavo i messaggi con Mecna e mi diceva “Ah cazzo il nuovo disco di Travis Scott, che figata, mi sto sentendo l’anteprima”, e adesso me lo voglio sentire anche io! Non è che sto tutto il giorno in libreria a farmi le pippe sui libri.

Però quello che succede in America è poi difficile da replicare qui con risultati interessanti.

Ti ripeto io ascolto tutto: quello che mi piace e mi diverte me lo godo anche in italiano e basta

Finiamo con le classiche domande di Hano.it

Sono preoccupato!

Angolo della Shampista: regalaci un pettegolezzo

La mia dieta è la dieta a Zona, che seguo da 5 anni e ho perso 26kg. Perché ho due palle così!! (gesto non mimabile) e quando decido di fare una cosa la faccio! Questo è il gossip!

Angolo della puttana: prostituisciti

Io mi sto rompendo il culo per una cosa che non esiste: datemi i miei cazzo di soldi

Angolo Marzuliano: fatti una domanda e datti una risposta

Secondo te hanno capito? Secondo me no ma fra un po’ capiranno.

Un saluto a quei mascalzoni di Hano.it da Ghemon!

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Giacomo Jack Frigerio
Classe 1993, Giacomo Jack Frigerio vide per la prima volta la luce in Monza e da allora vi vive più o meno stabilmente. Dopo un percorso scolastico travagliato capisce che le cose che li vengono meglio sono scrivere e sputare sentenze; da allora si dedica ossessivamente a queste due. Opinionista per Hano.it dal 2015 e frequentatore assiduo di osterie, trattorie e vinerie; tra i suoi hobby potete trovare: l'hip hop, la musica, le tavolate di amici, poltrire e guardare la pioggia da un luogo asciutto