Lustro
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Lei va, lei vola e va, si innalza e volerà libera
Sopra ai tetti di questa maledetta città
Lei va, lei vola e va, si innalza e volerà libera
Sopra ai tetti di questa maledetta città

Ogni giorno passa uguale eppure sembra diverso
Ogni pensiero è sempre uguale, oppure è più complesso
Ogni istinto è naturale ma controllarlo è ammesso
Se lo scopo è diventare diverso da me stesso

Già scrivevo a dodicianni per sfogarmi
Ora ne sono passati tanti e scrivo per riposarmi
Dallo stress del lavoro, la vita di questa città
Da una lei irritabile e ricoperta di vulnerabilità

Così non va, mi ripeto ma cosa faccio per cambiarlo?
Ogni strada è un vicolo cieco, ma con te non ne parlo
Ma contemplo da tanto la bellezza prima che passi
Rovinata dalle abitudini di uomini mai sazi

Se tu fossi qui, saremmo comunque insoddisfatti
Perché non siamo mai sazi!
Lei va, lei vola e va, si innalza e volerà libera
Sopra ai tetti di questa maledetta città

Lei va, lei vola e va, si innalza e volerà libera
Sopra ai tetti di questa maledetta città
Ogni giorno passa uguale eppure sembra
Una corsa ogni progetto da affrontare ti stringe in una morsa

Eppure sembra ora la settimana scorsa
Un’altra primavera è trascorsa, il tempo è una risorsa
Che non siamo in grado di controllare a pieno
Qual è la posta in gioco, ora mi chiedo

Il senso dell’esistenza proprio non lo intravedo
Accedo al mondo senza che lo richiedo e poi decedo
E nel mezzo una vita di possibilità e delusioni
Felicità, tristezza, cibo, amici, amori

Siamo tutti cloni, creati da un sistema che omologa
Ma non c’è cronaca senza ripercussioni
Sulla mentalità della gente, lotta di classe
Uno slalom tra carcasse e grancasse

Suoni-rumori, luci-bagliori, lavoro e tasse
Sogno una Fuga dalla città alla Kurt Russel
Lei va, lei vola e va, si innalza e volerà libera
Sopra ai tetti di questa maledetta città

Lei va, lei vola e va, si innalza e volerà libera
Sopra ai tetti di questa maledetta città

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