ZETA IL FILM: non è 8 Mile, è Il Tempo delle Mele
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ZETA IL FILM: non è 8 Mile, è Il Tempo delle Mele

Siamo stati all’anteprima di Zeta, l’attesissimo film di Cosimo Alemà con la maggior parte dei rapper italiani come interpreti. Ve lo diciamo in modo schietto, è orribile.

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Mettiamo, per un attimo, da parte il paragone con il film di Eminem e concentriamoci su altri film sull’Hip Hop usciti nell’ultimo periodo.
Numero Zero – Alle radici del rap italiano e Straight Outta Compton sono i primi due nomi che mi vengono in mente; il primo è un interessantissimo documentario di Enrico Bisi che vede come protagonisti molti rapper che hanno fatto la storia della Golden Age e non solo; il secondo, l’avrete visto tutti, è il film semi-biografico sulla storia degli N.W.A. di Dr. Dre, Ice Cube e Eazy-E.
Cos’ha in comune, quindi, Zeta, con questi due film?
Assolutamente nulla.
Chiariamoci, Zeta non è assolutamente un film sull’Hip Hop in Italia, non è nemmeno un film sull’’Hip Hop: Zeta è una tenerissima storia d’amore adolescenziale.

Vi faccio un sunto della trama cercando di non spoilerarvi.
Il protagonista, Alex (interpretato dal rapper Izi) sogna di diventare un rapper famoso insieme al suo amico Marco (Jacopo Olmo Antinori).
I due come coppia non riescono a sfondare, ma Alex, supportato anche dalla ragazza del suo amico, Gaia (la bellissima Irene Vetere, una delle poche note positive del film solo perchè è gnocca) cerca la sua strada da solo incontrando numerose facce note della scena rap italiana, da Salmo a Clementino passando per il rapper fantoccio “Sante”, interpretato da Salvatore Esposito (il Genny di Gomorra), combattendo contro il mondo e soprattutto contro sé stesso.
Figo! Penserete voi, e invece, a meno che non abbiate 14 anni, no.
Partiamo dalle note positive: in primis la bellissima interpretazione di Irene Vetere e Jacopo Antinori, due dei pochi attori veri che, si vede, sanno il fatto loro e riescono a trasmettere a noi spettatori le poche emozioni del film.
Altra cosa molto positiva, nel film c’è tanto rap: ci sono Salmo, Ensi, Clementino e tanti altri artisti che si mettono in gioco sullo schermo e sul palco inserendo nel film anche qualche loro brano cantato che crea una bella atmosfera, un’ottima colonna sonora.
Certo ai più malfidenti potrebbe venire il dubbio che sia solo un modo per farsi pubblicità, e molto probabilmente lo è, ma chissenefrega, senza Salmo questo film avrebbe fatto anche più schifo.

Ma cos’ha di tanto sbagliato?
Partiamo dal protagonista, il rapper Izi, che nel film si farà chiamare Zeta: ecco il problema principale è che la sua musica non è nulla di lontanamente vicino (scusate l’ossimorico gioco di parole) al rap, né tantomeno all’Hip Hop o perlomeno non a quello che ci aspettiamo da un film venduto come “Il film sul rap italiano“.
I singoli di Izi come Chic o Scusa, sono ottimi pezzi ma non li definiremmo certo strettamente Hip Hop.

Il resto del film è anche peggio. Salvatore Esposito, amatissimo dalla critica e dal pubblico per il suo ruolo in Gomorra –  la serie, è relegato a fare da spalla/mentore e come rapper sarebbe anche credibile, se non fosse per il cappello alla John Wayne rubato direttamente a Young Thug e che, gravissima quest’ultima cosa, nelle scene in cui rappa è doppiato da Tormento, il che attribuisce al film ancora più artificiosità. Tormento poi, poverino, quando compare sullo schermo, anche se per una breve e toccante scena, sembra voler finire in fretta di girare per andare a casa.
Un’altra critica la devo fare alla produzione, che ha deciso di investire nei cameo di molti rapper giusto per mettere il loro nome sulla locandina piuttosto che in un regista che avesse anche qualcosa da esprimere.
Fedez e J-Ax si intravedono per qualche istante, e forse è stato meglio così, ma altri hanno addirittura una parte ancora più marginale, un piccolo cameo di qualche artista che poco c’entra con la trama del film, trama che, tra l’altro, fa un po’ acqua da tutte le parti.
Insomma non è che uno va ad una serata, sale sul palco, ruba il microfono a Fatt Mc e se ne va come se niente fosse senza prendersi la sua dose di schiaffi dalla sicurezza.
Tra noi addetti ai lavori ci si è chiesto come mai Fabri Fibra non avesse preso parte al film, visto che ha lavorato per molto tempo con il regista, Cosimo Alemà. Quando prima del film qualcuno ha posto proprio questa domanda, il regista ha risposto che non era stato interessato a prendere parte al progetto in un periodo della sua vita in cui Fabri non ama mettersi sotto i riflettori.
Bene, con il senno di poi vi dico: meno male! Meno male che c’è ancora qualcuno che preferisce mantenere un briciolo di dignità piuttosto che associare il proprio nome a delle porcate del genere.
Perdonate il mio sfogo, ma questa volta, proprio, non ho retto.
Non preoccupatevi però! Siamo abbastanza convinti che questo film sarà un successo, semplicemente prendetelo per quello che è, una bizzarra storia d’amore alla Moccia su dei ragazzetti che a tratti sfiora il trash.

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Intanto guardatevi il trailer:

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Giacomo Jack Frigerio
Classe 1993, Giacomo Jack Frigerio vide per la prima volta la luce in Monza e da allora vi vive più o meno stabilmente. Dopo un percorso scolastico travagliato capisce che le cose che li vengono meglio sono scrivere e sputare sentenze; da allora si dedica ossessivamente a queste due. Opinionista per Hano.it dal 2015 e frequentatore assiduo di osterie, trattorie e vinerie; tra i suoi hobby potete trovare: l'hip hop, la musica, le tavolate di amici, poltrire e guardare la pioggia da un luogo asciutto