Sellout Shoot #6 - Re Die, lo strano caso del gruppo che fa solo
Sellout Shoot #6 - Re Die, lo strano caso del gruppo che fa solo "Ultimi Concerti"
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In una settimana che impazza sul pezzo di Michele Monina per il Fatto Quotidiano che accusa il rap di essere defunto mettendo in dubbio l’evoluzione stilistica e musicale del genere, mi son ritrovato questo weekend al live dei Re Die una band che unisce il rap a un tappeto strumentale suonato dal vivo di grande qualità.

Perché non è vero che gli strumenti nel rap non esistono, o non esistono più, anzi, ci sono e ci sono sempre stati.

Anche i Re Die nel loro piccolo ne sono un esempio, perché non parliamo di un gruppetto nato dall’oggi al domani, ma di una band che già 10 anni fa vinceva contest importanti come il Rock in Beat.

La cosa divertente di questo gruppo è che sono anni che annunciano che “questo sarà il nostro ultimo concerto”. E può anche essere, io ero già stato a un loro ultimo concerto, sette anni fa. “Non ci siamo mai sciolti, ci siamo solo diluiti nel tempo” mi fa sapere Elisa, la voce femminile del gruppo prima dello show.

Questa volta l’occasione per rimetterli su un palco è stata la raccolta fondi promossa da Lighea in sostegno dell’AiemMAD, progetto a favore della salute mentale.

Il loro live è sempre potentissimo. L’MC dal punto di vista lirico è impeccabile, la band, basso, chitarra e batteria, è formata da musicisti di primissimo ordine così che le canzoni, oltre che ben scritte, abbiano un grande impatto live.

Ma cosa ve lo dico a fare, ieri era l’”ultimo concerto”, per cui pace amen ormai ve li siete persi. Ma se, per caso, magari tra 5 anni, magari tra 10, vi capitasse di vedere una locandina inneggiante un live dei Re Die vi consiglio di fiondarvi al volo. Potrebbe essere l’ultima occasione.

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