The Walking Dead 6×13: ne vogliamo parlare?!

Nel tredicesimo episodio scopriamo finalmente chi si cela dall’altra parte della radio, pensavamo fossero tipo un esercito di guerrieri assetati di sangue post apocalittico, militarmente preparati, con due stelle michelin e tre forchette del gambero Rosso come minimo, e invece ci ritroviamo la versione The Walking Dead delle nuove Ghostbusters al femminile del reboot. Più un tizio, che però tanto muore. In realtà muoiono tutti. Come è giusto che sia. Ma andiamo con ordine e cerchiamo di conoscere meglio i nuovi personaggi:

Salvatora Rossetti, detta Pola da quando quell’asiatico continuava a insultarla ripetendole che non era altro che un volatile da allevamento, ex sindacalista di ferro e amministratrice della pagina facebook “Che schifo il sesso”. Pola non ha mai permesso a nessuno di violarla. E infatti non è rossa naturale. E’ ruggine. Poi c’è mamma della Banda Fratelli dei Goonies, detta enfisema o Marlboro Nonna. E Brandon Lee da femmina. Salvatora Lee. Insomma, un bel gruppetto.

The Walking Dead 6x13

Il problema è che decidono di prendere in ostaggio La Moglie di Glenn e Carol. Non sapendo che Carol in Romania le mamme vampiro raccontano la storia di Carol per terrorizzare i loro figli. Che cii sarà un nuovo film de I Mercenari, ma solo con Carol, lasciati a casa tutti gli altri. E che Carol è così cattiva che scrive la letterina a Babbo Natale coi ritagli di giornale per non farsi riconoscere.

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The walking dead 6x13

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Questo gruppo d’elite dei Salvatori porta Carol e La moglie di Glenn in un posto sicuro e arredato in modo discutibile. Le due vengono chiuse in una stanza dopo essere state immobilizzate con due giri di scotch sui polsi e legandogli le stringhe delle scarpe. Doppio nodo. Carol sorride, lei che è riuscita a fuggire dalle prigioni di Mordor. Pola, confusa dall’aspetto da zia buona di Carol inizia a prenderla un po’ di mira dando vita ad un’inutile sfida persa in partenza

the walking dead 6x13

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Ah, c’è anche un altro tizio con loro, ferito, e cagacazzi. Il suo unico ruolo nell’episodio e quello di grondare sangue e di non nasconderlo mai. Esibizionista. Se proprio vogliamo dare un nome anche a lui, nonostante sia chiaro al primo sguardo che morirà a breve, lo chiameremo Salvatore. Detto Epistassi.

Vabbè, Epistassi muore.

Ma l’odore di morte è nell’aria perché fuori, da qualche parte, c’è Rick che sta sfogando la sua frustrazione per essere stato chiamato “Stronzo” sulla flora e sulla fauna locali, e si sta avvicinando.

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Brandon Lee da femmina ad un certo punto vuole prendere la situazione in pugno, prende La Moglie di Glenn e la porta in uno stanzino, dicendo “Ora la faccio parlare io a questa”. E invece finisce che Brandon Lee da femmina inizia a confidarsi e a parlare del peso che la fama dei componenti maschi della sua famiglia ha avuto sulla sua crescita personale, con Megghi che fa finta che le interessi con la classica ma sempre verde pacca sulle spalle.

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Ad un certo punto i due giri di scotch intorno ai polsi di Carol la riconoscono e decidono di andarsene da soli per evitare ripercussioni violente della prigioniera su di loro e sulle loro famiglie. Carol libera La Moglie di Glenn e insieme vanno ad uccidere le Destiny’s Child post apocalittiche.

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Che durano pochissimo.

Solo Pola ci mette più dei pronostici a morire ma solo perché Carol, invece di spararle, decide di infilzarla su un palo, e riprovare con nostalgica gioia gli anni in cui in Romania la chiamavano Carol L’impalatrice. Mentre uno zombie che passava di li, divora la faccia di Pola, arriva una chiamata alla radio. Sono Salvatore, Salvatore e Salvatore Junior che sono sotto casa e che stanno salendo. Salgono e vengono infornati e bruciati vivi in una stanza piena di benzina. Quando Carol preparava i biscotti non stava cucinando, stava studiando e perfezionando un nuovo metodo per uccidere persone.

L’episodio si conclude con Carol e Megghi che escono dalla loro prigione dopo aver sterminato chiunque e incontrano Rick e gli altri che dicono “Oh, stavamo per venirvi a salvare”, loro rispondono con un “Graziealcazzo”, risata generale mentre la telecamera allarga l’immagine sul lieto fine.

the walking dead 6x13

Immagine 18

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Episodio di una noia micidiale, pieno di personaggi inutili ma che per giustizia divina non rivedremo più.

Se ci fosse stato un monologo triste di Don Dramma  sarebbe stato un episodio migliore?

Quante persone ci sono che si chiamano “Salvatore” in Georgia?

Voi avete visto The Walking Dead 6×13? Cosa ne pensate?  

– Ci tengo a dire, per prevenire minaccioni e malocchi vari laggiù nei commenti, e soprattutto per cercare di non ritrovarmi, come ogni mercoledi mattina, la macchina rigata con le chiavi, che questo articolo non vuole essere una critica alla serie televisiva, che io adoro, ma un modo di commentare la puntata easy easy, in simpatia e in allegria, così, per tirare un pò su di morale a quegli sfigati in giro per la Georgia, ok?

Se vi siete persi qualcosa andate a leggervi i riassuntoni precedenti QUI!

E non dimenticatevi di cliccare “Mi Piace” sulla pagina Facebook di Nerd Army per non perdervi nemmeno un post e per dire la vostra sull’episodio QUI

 

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Daniel San
Lo voleva il Real Madrid, lo voleva Hollywood, lo volevano gli Avengers, amatissimo da tutti, di qualsiasi religione, sogno erotico femminile, il miglior amico che ogni uomo vorrebbe avere. Beato lui. Io invece sono Daniel, carpentiere di giorno e blogger nei pochi minuti che rimangono liberi. Appassionato di cinema, fumetti e cazzate. Un nerd d’altri tempi che ti racconta la nostalgia degli anni 80/90 come te la racconterebbe Mario Merola, e di come una volta se ti mettevi la maglietta di Superman e uscivi in strada eran coppini e zero figa per sempre, mentre oggi è la base per una rapida scalata verso il successo.