Dafetti e 3DC
Dafetti e 3DC
Loading...

La vita a volte fa dei giri strani. Un po’ come certi amori cantati da Venditti. E se fai questo mestiere ti può capitare di trovarti di fronte qualcuno che conosci, ma che conosci bene bene intendo, prima ancora di incontrarlo.

Ricevo centinaia di richieste di ascolto da parte di giovani rapper che spingono la loro roba e vogliono un parere e magari un commento qui in Sellout. Molto spesso non sono ancora al livello, molto spesso sono indietro, a volte sono pure maleducati. Non è il caso di Andrea 3DC. Che, oltre ad essersi approcciato con grande educazione, nel mandarmi le sue robe per poco non mi fa venire un infarto.

PROD. DAFA”, leggo sul link ai pezzi sul suo canale. Prod. Dafa? Dafa chi? Dafa dei Lyricalz? Gruppo storico anni ’90, nonché mio gruppo preferito all time? Ma poi, perché Prod? Non ha mai prodotto, Dafa era un rapper.

Mi incuriosisco. Decido che ne voglio sapere di più. Così oggi sono qui in questo sordido caffè di Milano in zona Romolo a fare quattro chiacchiere con uno dei pionieri del rap italiano, uno dei più discussi, del più discusso gruppo della golden age. Uno che c’era, poi è sparito. O forse no.

Se vuoi fare un tuffo e toglierti dei dubbi, buona lettura. Partiamo da Dafa, passiamo da 3DC e arriviamo a Esa. Cosa c’entra Esa?! Seguici, il Presidente c’entra sempre.

Non aspettarti una cosa ordinata, non lo è. È un continuo su e giù tra passato e presente. Come un rollercoster. Ma non può essere altrimenti.

Come quegli amori di Venditti. Che fanno dei giri immensi e poi ritornano.

Io ti ho perso di vista intorno al 2010. Dopo i lavori da solista “A Distanza Ravvicinata” uscito per la Blocco Recordz e il Mixtape “Stato Di Grazia”. E oggi ti ritrovo alla voce “produttore”. Cosa è successo?

Dafa: È successo che ho trovato ispirazione in altri luoghi, ho avuto un periodo in cui facevo fatica a scrivere. E quello che scrivevo lo ritenevo un po’ banale per i miei 40 anni. Quando punti sempre sulla tecnica e poco sui contenuti rischi sempre di finire a scrivere robe più per i ragazzini che per quelli della mia età. Così ho iniziato a lavorare sui beat, alla fine un po’ di nozioni le avevo considerando tutti i mostri sacri con cui ho lavorato negli anni…. E mi son cercato subito un’impronta mia. Sai a me piacciono i sample e le cose un po’ “alla vecchia maniera” diciamo.

Scusa se divago subito, ma hai parlato di tecnica e contenuti, una diatriba secolare nel rap… ma quindi reputi che la tua scrittura negli anni fosse di poco contenuto?

Dafa: Assolutamente sì. All’epoca una scelta, ma anche perché ho scritto sempre molto di pancia. Ma l’ho sempre ammesso, io sono molto monotematico nei dischi. Oggi se devo fare un disco ho bisogno di altro. Ho intenzione di puntare più sui contenuti, perché l’età te lo porta a fare. Poi io non ho un pubblico, tantomeno di ragazzini. Ho gente della mia età e devo dare certe cose.

Concordo ma io vi ho difeso per anni… Ho sempre incensato la perfezione lirica. Va bene i contenuti, ma i contenuti devono essere accompagnati dalla tecnica sulla musica altrimenti faresti il mio lavoro.

Dafa: hai ragione. In quegli anni ci siam sentiti dire di tutto, ma se guardi bene in Deluxe abbiamo scritto un pezzo come “La vita che finisce” che a 20 anni chi è che ti scrive? Quello non è contenuto?

Riguardandola 20 anni dopo è anche bello aver dibattuto e difeso.

Dafa: Mi rendo conto oggi che quel disco aveva più contenuti di quanto pensassimo.

Ma quindi il fatto che ora produci non vuol dire che ti sei stancato di rappare?

Dafa: Assolutamente no! È solo una cosa che ho sempre voluto fare, io ho il mito di Bassi che per me è il Dio sceso in terra perché lui si fa tutto da solo! E quando arrivi a essere così tutto diventa più facile. Pensa che spesso do beat che in realtà vorrei tenere per me!

Ti è tornata la voglia quindi?

Dafa: Ma guarda anche nel periodo buio in cui magari non mi son fatto vedere in realtà la voglia l’avevo. Anche quando i Lyricalz si sono sciolti e io e Fede abbiamo preso strade diverse ho avuto sì anni pesanti perché trovarsi da un giorno all’altro tagliato fuori da tutto, da solo a Novara, senza stimoli, non è stato facile, ma la voglia c’era ancora.

Fammi capire meglio perché da fuori non è stato chiarissimo. Io ero un grande fan, vostro e dell’Area Cronica, vi seguivo ovunque e conoscevo ogni movimento. Ricordo di essere venuto persino a Novara al festone che avete fatto al Palazzetto dello Sport. Poi da un certo momento in poi non vi ho visto più.  Ne in giro coi Sottotono, ne sulle riviste, ne sui dischi. Come sono finiti i Lyricalz? Cioè, Fede ha mollato e non ne ha più voluto sapere dopo quel pezzo su Microspasmi come sappiamo tutti e anche se lo si incontra in giro bisogna evitare accuratamente l’argomento Lyricalz-rap-anni 90, ma, al di là di tutto, tu come l’hai vista e vissuta?

Dafa: Ho capito cosa vuoi dire e faccio fatica a capirlo, perchè è quasi un rinnegare. Insomma Fede ancora oggi è considerato uno dei più grandi rapper di tutti i tempi! No? E non vedo perchè lui debba sminuire la cosa, ma va beh lui ha la sua testa, io la mia. Ma in realtà non c’entra. I Lyricalz sono morti quando è morta l’Area Cronica. Come Label, ma anche come persone che vivevano insieme. E poi in quegli anni lì non era tanto l’Area a essere morta ma un po’ tutto il movimento. Insomma una concatenazione di eventi.

Non c’è stato un vero punto… la cosa è andata scemando pian pianino… Fede in quegli anni aveva fatto Basley Click con Fibra e Fritz, poi Microspasmi, veniva alle gare all’Indian Cafè a Milano. Ha trovato altre strade, altre persone, ma ci stava, andava bene così.

Lyricalz Live Forum d’Assago Hip Hop Village ’97

Quindi prima si sono sciolti i Lyricalz e poi ha deciso che lasciava il rap.

Dafa: Esatto. Il problema non è che i Lyricalz sono morti, ma che lui lasciava il rap. Anche perchè io son sparito per anni ma a casa ho sempre continuato a scrivere. Avevo bisogno di stare per i fatti miei, motivo per cui faccio fatica a rientrare. In punta di piedi, ma io sono fatto così di mio. Anche con la Blocco ho messo dei paletti, ma perchè sono io così. Con loro mi son trovato bene, ma è naturale siam cresciuti insieme, i Lyricalz han tirato su i DDP! Quando mi han proposto di fare il disco io ero contentissimo, ma volevo rimanere ai margini della Scena perché non mi sentivo più parte.

I maligni dicono che eravate troppo attaccati ai Sottotono e non siete riusciti poi ad affrancarvi.

Dafa: Non credo. Abbiam fatto oltre 200 date come Lyricalz. Non credo che fossimo troppo attaccati alla mammella dei Sottotono. Ce l’han detto in molti, anche loro e ne avevano tutto il diritto. Può essere, ma non credo. Forse non siam riusciti a farlo noi, o forse perché quegli anni era difficile. Ma io mi chiedo se oggi ci fossero ancora i Lyricalz sarebbero credibili come in quegli anni? Perché noi siam sempre stato un po’ il diavolo e l’acqua santa. Per i dischi, per i vestiti, per i live. Quando Fede in quella famosa intervista dice “noi eravamo i più bravi a copiare gli americani” non dice una cazzata, è vero. Eravamo quelli con l’attitudine più americana di tutti e agli occhi di quelli che volevano la roba più italiana dava fastidio, invece per altri eravamo i numeri 1, come nessun altro in Italia.

Però io ricordo che molti dicevano che davamo fastidio per come intendevamo la cosa ma poi faccia a faccia tutti ci facevano i complimenti. Siamo sempre stati aperti e amici di chiunque. Era uno stereotipo quello dei Lyricalz, che se la tiravano etc. Ma in realtà come persone davamo tanto per questo ci chiamavano tutti i più grandi in Italia. Apprezzavano le persone prima che i rapper.

Oggi io non voglio espormi forse perchè ci ho messo troppo la faccia a 20 anni. Non mi sono risparmiato mai. Io son stato il primo a parlare di certe cose nei testi quando nessuno lo faceva, forse non si poteva e oggi lo fanno tutti. Ci odiavano perché usavamo l’autocelebrazione, ora lo fanno tutti. Chi più, chi meno. Oggi ci incontrano e ci dicono “Cazzo eravate 10 anni avanti a tutti gli altri!”. È una bella soddisfazione.

Matteo: C’è una barra di Marya nel primo disco dei Lyricalz che dice “se solo tu notassi il duplice sguardo lirico dal celeste chiaro al blu scuro onirico”. Io oggi la noto quella luce nello sguardo di Dafa e vedo un ragazzo pronto a ributtarsi nella mischia. Come vorrà lui, coi suoi tempi. Coi suoi modi e col suo innegabile stile. Perché, come dico sempre, alla fine contano le rime.

Qui con noi c’è Andrea 3DC che lo guarda con ammirazione. Lui, come me e come tanti, è cresciuto con Dafa e con l’Area, per cui immagino debba essere una soddisfazione immensa poterci collaborare oggi.

Introducimi il ragazzo. Che poi è il pazzo per cui oggi siamo qui!

Dafa: All’inizio molte cose che scriveva non mi piacevano, ma sentivo un talento sotto che mi ricordava la fotta che avevamo noi nei ‘90. E si è dimostrato una persona che sa ascoltare i consigli di chi è più grande e ci è già passato. E se ci pensi non è da tutti oggi. Così ora è diventato uno dei rapper più interessanti secondo me che si vedono in giro attualmente.

Lui prima si è fatto una cultura e soprattutto sa che quelli della vecchia sono lì e bisogna dare il giusto credito, ma soprattutto capire da dove tutto è arrivato. Andrea si è approcciato con umiltà, studiando per migliorare. E soprattutto va in giro. Il resto te lo dirà lui.

Partiamo dal classico: chi sei, come ti sei avvicinato al rap, etc…

3DC: Ho avuto la fortuna di avere un fratello maggiore che ascoltava il rap, all’epoca genere di nicchia, e sono cresciuto col rap, raro all’epoca in provincia.

Il primo disco che ho comprato è “La vita del rapper” dei Lyricalz e da lì tutto l’Area… avevo la mania di fare cassettine a tutti e mettevo sempre roba di Tormento o italiana che piaceva a me.

Poi ho iniziato a fare il DJ, a 16 anni a Vigevano, solo con vinili e ti dico la verità: ero proprio scarso a mixare, però avevo quella voglia di andare a rappresentare. Ai tempi trovare un posto dove fare il rap era difficile.

Poi ho iniziato a rappare e ho scoperto che sul palco son proprio bravo! Non dovrei dirtelo io ma son veramente bravo. E mi facevo, e faccio tutt’ora, tutte le serate, open mic e simili.

Ma a fare il rapper davvero ci ho pensato solo 3 anni fa quando dopo una serata Tormento mi fa “man facciamo un pezzo insieme” e io ho pensato: minchia il mio rapper preferito! Poi mi ha ospitato un giorno e mi ha detto: fallo tutti i giorni. E io lo faccio tutti i giorni.

Tu dici “vado in giro”, di solito oggi molti giovani rapper scrivono una 16 e poi la mettono su youtube…

Dafa: Il bello di Andrea è che lui ha la mentalità di noi dei ’90, va nei posti per farsi conoscere non sta a casa con la mail e la tastiera. Lui gira l’Italia e si è fatto un nome nell’underground. In pochi fanno così perchè tutti vogliono partire già dall’essere arrivati. Lui senza rendersene conto si è fatto la gavetta.

E quando arrivi ad avere nel tuo primo progettino Esa, Inoki (“La prima collaborazione importante è stata proprio con Inoki che mi ha prodotto un pezzo che si chiama Trecate By Night” dice 3DC), i beat miei, Vigor che ti fa gli scratch…

3DC: A me spiace molto che i giovani non conoscano bene le vecchie cose come l’Area Cronica etc perchè io rivedo quella mentalità li. Io rispetto tutti, ho aperto il concerto di chiunque, dai Dogo a Fedez e anche da Fedez, per dire, ho imparato, ma non mi sono mai avvicinato a nessuno. Oggi però non esiste più la crew, esiste records… cambia la mentalità di approcciarsi alla cosa. Però se non hai qualità non rimani. Io penso che se ancora oggi uno ascolta “Di Zona” pensa che è un bel pezzo. Quello che è certo è che noi abbiamo fatto una roba Hip Hop, può non piacere, ma è Hip Hop, nessuno può negarlo.

Come si chiama il disco?

3DC: Musica per Solitari.

Hai ricevuto contratti?

3DC: Mi è arrivato un contratto per fare i live ma l’ho rifiutato. Non voglio fare quello che non vuole fare i soldi anzi ne voglio fare di brutto ma voglio andare dove mi porta la musica. Come un MC deve fare. Per ora sto andando in giro molto con Sabsista…

Cazzo sì, quando ho visto che è tornata pure Sabsista ho pensato “Son tornati proprio tutti!”

Dafa: Mancherebbe Fede e poi ci sono davvero tutti…

Ma questo lavorare con mostri sacri della Old School deve essere davvero gratificante per te?

3DC: Io cerco di succhiare il potere!! Oltre a Dafa… Anche Esa, io gli voglio un sacco di bene, mi ha insegnato moltissimo, mi ha fatto rappare davanti a migliaia di persone all’Arco della Pace a Milano. Mi chiama spesso per fare il mio rap. Lui è cosi con tutti ed è davvero una persona che posso solo ringraziare.

Però è anche frustrante a volte, perchè loro sono bravi e riconosciuti e invece tu sei ancora indietro.

Qualcuno che ti stimola e con cui vorresti lavorare?

3DC: Next one.

E va beh grazie!

Dafa: mica è scemo eh!

Risate

3DC: Poi Bassi, Maury B, Tormento

Dafa: Va beh Torme è un po’ il finale…

Un po’ il livello ultimo, il mostro finale come nei video giochi!

3DC: Ma anche Gue, perchè secondo me ha fatto un disco che ha alzato il livello. A rappare spacca il culo, non puoi dire nulla. Ha fatto il disco dell’anno.

Dafa: Il Gue di oggi non è tanto diverso da Ax e Tormento di quegli anni e anche se è roba mainstream non puoi negare che sia roba di qualità. Bisogna essere realisti, lui è bravo ed è quello che oggi ha fatto fare il salto di qualità. Ma già i Dogo in quegli anni di vuoto han tirato su tutto quando erano rimasti in pochi e son qui da 10 anni sempre meglio e allora che cazzo gli devi dire?

3DC: Ma poi chi è che non vorrebbe avere i master che ha lui, i video che ha lui,..?

Dafa: Ma poi la storia è fatta di step: i Sanguemisto, poi Fibra, poi Dogo, ora Salmo. Questi son quelli che hanno alzato il livello, che hanno proposto qualcosa di diverso, di fresco. A Salmo che cosa vuoi dirgli? Fa tutto. Bisogna avere le palle per dire: “Questo è a un livello superiore.”

3DC: Ma poi anche col Turco mi piacerebbe lavorare. Sottovalutatissimo.

Il rapporto col mercato. Oggi è più facile fare rap, hai più spazi, c’è la rete e c’e un’audience.

Dafa: Una volta non c’era te lo dovevi guadagnare e cercare. Ma non vuol dire che ora non devi fare le robe in un certo modo. Io son dell’idea che la gente non è scema e anche se il livello si è alzato tantissimo c’è tanta roba ma anche tanta merda. Nei ‘90 era difficile trovarla perchè non c’era tutto questo spazio. E oggi molti fanno dischi decenti perchè hanno i soldi per pagarsi il produttore bravo, il featuring figo etc. Una volta la roba te la vivevi. Ai miei tempi ci piaceva andare in studio a lavorare non come oggi che ti mandi la mail e non ti vedi mai in faccia. Questo sarebbe un feat? Che alchimia potrà mai esserci? La roba va un po’ a perdersi….

3DC: A volte lo senti proprio che dietro c’è il “ti ho pagato e ti ho nel disco”.

Dafa: No alla collabo dove li nasce e li muore!

Che poi sarebbe il contrario di come dovrebbe essere in questa cultura.

Matteo: E Esa? Esa c’entra perché dopo questa chiacchierata ci siamo riversati tutti nel nuovo studio di Esa ad ascoltare beat, a parlare di quelle che saranno le prossime mosse di Andrea 3DC e anche di Victor Dafetti. Mi è capitato poche volte di incontrare persone, non solo rapper, capaci di guardarsi dentro e rimettersi in discussione anche se un tempo sono stati al top. Soprattutto se un tempo sono stati al top. E mi è capitato poche volte di incontrare giovani rapper così vogliosi di migliorarsi, di studiare, di crescere, prima di apparire e vincere. Non so cosa ci riserverà il futuro ma sono certe che la strada, per entrambi, è quella giusta.

In bocca al lupo ragazzi, a presto!

Matteo Fini

Dove puoi trovare Dafa e 3DC

Dafa è inarrivabile sui social network, attivo solo il suo canale Youtube

3DC lo trovate invece sulla sua Pagina Facebook o sul canale Youtube

Lascia un commento

Loading...