Matteo sul palco del Palo Alto legge alcune parti de #illibrochenonce
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Giovedì sera al Palo Alto Cafè il nostro Prof, Matteo Fini, autore della rubrica Sellout qui su Hano, ha portato in scena la presentazione del suo nuovo libro, che però non c’è. Il motivo lo abbiamo scoperto durante lo show, infatti la pubblicazione di “Università e Puttane”, questo il titolo, è stata bloccata dopo alcuni eventi scatenatisi, a partire da una serie di denunce preventive ricevute dall’autore a seguito della condivisione di alcuni stralci di bozze su Facebook.

Le denunce, l’esposizione sui media, la rivolta dei precari dell’università contro il circolo dei professori che invece cerca di affossare Matteo e il libro, sono i temi che hanno caratterizzato questo piccolo show portato a Milano giovedì scorso davanti a un pubblico davvero impressionante. I numeri parlano di oltre 200 persone che avevano voglia di scoprire tutta la storia.

Ovviamente c’eravamo anche noi di Hano a supportare il nostro Prof e quello che non abbiamo potuto fare a meno di notare è che anche in questa occasione Matteo non ha dimenticato da dove viene e, benché possa sembrare strano all’interno di una presentazione di un tema così importante e serio, quello che ci abbiamo trovato dentro lungo la serata è stato tanto tanto rap italiano.

Curiosi, nel fare due chiacchiere, gli abbiamo chiesto come mai.

Sei salito sul palco sulle note di Cry me a River di Justin Timberlake è vero, però sullo sfondo campeggiava a caratteri cubitali una citazione di una vecchia canzone dei Lyricalz

[quote_box_center]“io non insegno, intrattengo, racconto e spesso c’ho torto,
ma almeno quando mi volto, tra mille stronzate,
scorgo il volto di un uomo che è pronto per altre mete[/quote_box_center]

Innanzitutto perché i Lyricalz sono da sempre il mio gruppo preferito. Fede e Dafa, insieme a Torme e all’Area Cronica hanno segnato un bel po’ la mia adolescenza e quindi mi rivedo spesso in molte loro barre ovviamente.

Poi, per rispondere alla tua domanda, ho scelto queste rime tratte da “Per diventare uomo” perché non solo mi rappresentano molto, ma calzano a pennello per la intro dello spettacolo de #illibrochenonce perché mettono insieme le mie due anime: quella del Professore, che insegna, ma senza essere mai stato un Prof convenzionale. Ho sempre stabilito con gli studenti un legame profondo che permettesse a me di essere migliore e utile per loro e loro di contro mi regalavano l’attenzione che una lezione in aula merita. E l’altra anima, quella dell’autore che intrattiene e racconta che mi porta a scrivere libri e trovarmi su un palco in situazioni come questa.

Sarà che ti conosciamo bene, ma noi ci abbiamo visto proprio un’anima da rapper. Sul palco ti muovevi come se fosse un live di musica rap, senza rap

DJ della serata T-Flame, sul palco con tutta la famiglia Hano.it
DJ della serata T-Flame, sul palco con tutta la famiglia Hano.it

Beh, io vengo da quella cosa lì. Da piccolino ci ho provato anche a fare il rapper, ma ero troppo scarso e ho avuto la decenza di smettere. Però mi è rimasta forse l’attitudine. Me lo dicevano anche gli studenti in aula. Sai, stare su un palco e stare in aula son situazioni molto simili, alla fine devi prepararti, concentrarti, avere cose da dire, dirle bene e soprattutto conquistarti la “platea”. E non pensare che un’aula di 300 studenti siano meno esigenti e critici di 3000 fan all’Alcatraz! Ecco, tutta questa gavetta (ho insegnato per 10 anni all’università e ancora oggi campo nell’ambito della formazione) forse mi ha aiutato anche a stare sul palco l’altra sera.

Parlando dell’altra sera è stato davvero incredibile ascoltare tutto quello che ti è successo, a partire dalle denunce fino ad arrivare proprio alla decisione di portare #illibrochenonce in giro

Guarda non era previsto. Ma dopo che è uscita la notizia che sono stato denunciato da alcuni ex colleghi dell’Università si è scatenato una bagarre pazzesca tra chi mi insultava, pochi, e chi mi sosteneva, infiniti, e sono stati questi ultimi a chiedermi di portare in giro questa storia il più possibile per far sì che tutti sappiano cosa succede in questo mondo. E allora ci siamo organizzati ed è nato questa piccola cosa che chiamare spettacolo è troppo ma diciamo che è un po’ più di una classica presentazione. è un modo per stare insieme, divertirsi, perché alla fine ci divertiamo e lasciamo a tutti i rancorosi farsi il sangue amaro. Poi se posso portare il mio contributo per migliorare “la scena” dell’accademia italiana ben venga, io son disponibile poiché credo molto nel lavoro dei ricercatori italiani e dei ragazzi che studiano e ci provano.

Tornando al rap. Lo show lo hai chiuso con due nomi giganti di ieri e di oggi. Da J-Ax hai preso una barra storica del ’98 che vediamo nella foto qui sotto e invece di Guè Pequeno hai fatto proprio mandare il pezzo che ha chiuso lo show

E ti dirò di più, ho fatto anche un po’ di Freestyle… nel senso che a inizio show ho citato pure Emis Killa, non era previsto, ma mi son ricordato che l’idea di aprire lo spettacolo con uno spezzone tratta dal film Casinò l’ho avuta dopo aver sentito la citazione stessa ripresa da Emis in una canzone del suo ultimo tape, Ketamusic 2.

La barra di Ax invece l’ho usata perché racconta tremendamente me. Io mi sono reinventato mille volte nella vita. Ho fatto il docente e l’ho fatto bene, ho fatto lo scrittore e l’ho fatto bene, domani non so cosa farò ma so che mi impegnerò per provare a farla bene. E anche il fatto che questo libro mi sia stato bloccato e allora abbia deciso di portarlo in giro lo stesso sotto un’altra forma ti dimostra che non sto fermo mai. E per buttarla in culo a tutti quelli che stanno provando a bloccarmi dicendo che non son buono la frase di Ax ci sta benissimo.

Citazione J-Ax
Citazione J-Ax

Invece “Giù il soffitto” di Gue’ l’ho voluta mettere perché è una canzone che mi dà, da sempre, una carica incredibile, un po’ per il testo sufficientemente ego tripping, arrogante e condito da spirito di rivalsa del Guercio che ben ci sta per chiudere uno show come questo e un po’ per il beat dei 2nd Roof che come loro sanno, e voi di Hano pure, sono i miei produttori preferiti.

Insomma #illibrochenonce è uno show ma in realtà è anche un modo per metterci dentro le cose che mi piacciono!

Ma questo libro, alla fine, c’è o non c’è?

Il libro c’è. Non è pubblicato per tutte le questioni di cui sopra e magari non sarà pubblicato mai. Ma se vuoi puoi scaricarti i primi due capitoli in free download a questo indirizzo. Sono solo due capitoli, pochi per spiegare cosa sia, ma è un regalo che volevo fare a chi ha partecipato all’evento a Milano.

E, tornando al rap, ci troverai in apertura un’altra piccola sorpresa. Ti do solo un indizio: 950.

Buona lettura 🙂

Matteo Fini - Università e puttane
Matteo Fini – Università e puttane

Per chi ne volesse sapere di più ecco come fare:

Matteo Fini

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