Fabri Fibra Fenomeno
Fabri Fibra Fenomeno
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Partiamo da lontano: era il 1999, ascoltavo l’Hip-Hop già da parecchi anni anche se quello italiano (senza adesso mettersi a parlare di Sangue Misto e di altre colonne portanti del genere nel nostro Paese) non mi faceva impazzire. Preferivo quello d’oltreoceano, preferivo capire meno i testi (in alcuni casi nulla a quei tempi) ma mi piacevano quelle voci, quei flow, quel modo di fare musica e soprattutto (deviazione professionale lo ammetto) i beat, che anche se costruiti da solo una cassa, un rullante e un suono ripetuto in loop per tre minuti mi facevano uscire matto!
Un bel giorno un mio amico mi passa a prendere e in macchina mi dice “Oh Spesso’ oggi è uscito Sindrome di Fine Millennio degli Uomini di Mare, l’ho preso ascoltiamolo!” BOOOM! Finalmente anche in Italia si poteva fare il rap con giochi di parole, cambi di flow, beat sporchi – come tutto il suono del CD – ma di qualità. Da quel giorno per mesi “Sindrome di fine millennio”, e con lui Fabri Fibra e il potentissimo Dj Lato, rimase in loop nella macchina, nei walkman (sì, non c’erano gli iPod) e negli impianti di tutti i miei amici e nei miei chiaramente.

Da lì grandi aspettative per Fabri Fibra, finchè nel 2001 insieme a Fritz da Cat e Fede dei Lyricalz registra e fa uscire “Basley Click” e partono le prime critiche “l’album è strano”, “non è il Fibra che conoscevamo”, “sembra Hip-Hop per fighetti” e bla bla bla…però tutto sommato niente di grave, molti si sono dimenticati subito di Basley Click, gli stessi Basley Click (se così si può dire) si sono dimenticati di questo progetto che a me era piaciuto molto e aveva portato una ventata di novità nella scena che viveva un momento di piattume assurdo.

Nel 2002 finalmente, il primo album solista di Fibra, “Turbe Giovanili”. Un album molto introspettivo e riflessivo con il quale il rapper marchigiano prende in giro la società raccontando i suoi problemi in rima e con uno stile ancora nuovo. Nel booklet leggiamo «Neffa un giorno mi telefonò per dirmi che aveva recuperato delle basi dal suo vecchio hard disk. Questo album è dedicato a tutti i turbati distratti che insistono a credere in questa scena che ancora continua a darci energia. Personalmente non smetterò mai di credere in ognuno di voi, da chi mi ama, a chi mi odia, chiunque scrive o produce, chiunque balla o dipinge, chi lo fa da un anno e chi da una vita. In memoria di DJ Ciso.» di tutto quello che c’è scritto nella dedica (passatemi il termine) a noi italiani Rappusi resta in mente solo il fatto che Neffa ha dato a Fibra dei beat che gli erano “avanzati” e quindi giù con le critiche “si sente che i beat non sono stati costruiti per lui” e ancora “alcuni beat si sente che sono degli scarti di Neffa” e poi “io non ci avrei mai rappato sui beat scartati da qualcun altro” (come se Neffa vi avrebbe mai dato i suoi beat…dai siate realisti amici).

Dopo Turbe Giovanile Fibra sparisce per un po’ va a fare un’esperienza a Londra (dice) perché la ragazza l’ha mollato e lui non ce la fa a stare in Italia (dicono) e a un certo punto muore. Nel 2004 risorge e se ne esce a sorpresa con Mr. Simpatia e qui cominciano le critiche quelle vere, quelle pesanti da parte dei puristi dell’Hip-Hop e forse al tempo anche io non avevo dato tanto peso a quest’album ma adesso vi spiego perché non sono d’accordo con quelle critiche. Il parlare sporco, le volgarità, parlare male apertamente (e in un disco) di un collega, reagire alla sfiga con aggressività portandosi addosso altra sfiga, il sangue in copertina, il fatto di non essere assolutamente felici della vita che si sta vivendo sono tutti argomenti sdoganati e che troviamo in moltissimi dischi Hip-Hop di oggi, di oggi appunto non del 2004.

Fibra era avanti, era controverso, irriverente e NON politically correct “entro in casa mia arrampicandomi dal terrazzo punto un lanciafiamme sulla mia famiglia e l’ammazzo così voglio vedere quando vado all’inferno se il demonio c’ha la faccia d’Erika o del suo ragazzo..”. Sicuramente l’obiettivo era far parlare di sé e ci è riuscito, forse solo involontariamente è riuscito a cambiare il modo di fare rap in Italia. Poi se mi venite a dire che l’album non vi piaceva e che vi dà fastidio il fatto che una persona provi a fare successo con il rap beh…è un altro discorso, liberissimi di continuare a fare la musica in cantina come fanno tanti sfornando anche cose di valore. Chiaramente anche la critica alla scena rap italiana presente in “Non Fare la Puttana” non deve aver fatto piacere a molti, per carità.

Grazie a Mr. Simpatia – prodotto da Vibrarecords – Fibra riesce a mettersi in mostra facendosi notare dalla Universal, capisce che non può vivere a Senigallia per arrivare dove vuole arrivare e si trasferisce a Milano e nel 2006 esce “Tradimento”, Fibra continua con l’irriverenza e la presa in giro di tutto e tutti ma le sonorità cambiano, le produzioni di Fish si sentono e “Applausi per Fibra” è in heavy rotation ovunque e l’album vende circa 130.000 copie. Ha sbagliato? È diventato troppo commerciale? I numeri gli danno ragione. Il grande pubblico gli dà ragione e la qualità generale dell’album è di alto livello. Nel 2007 esce “Bugiardo” e anche in questo album il rapper di Senigallia (ormai Milanese di adozione) capisce che deve ancora innovare in qualche modo e allora comincia a circondarsi di diversi produttori alcuni dei quali non italiani come il francese Medeline e lo statunitense Antwan Thompson e vende 100.000 copie.

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FINO A QUI TUTTO BENE…

Nel 2010 esce “Controcultura”, da questo punto in poi non trovo più nulla di innovativo rispetto agli altri album, vende 180000 copie e questo è il vero disco POP di Fibra. Tutti sono ormai abituati al fatto che offenderà qualche personaggio, che ci prenderà in giro…tratta temi come la politica, la massoneria, il problema del lavoro in Italia e altri fino a far uscire nel 2011 un libro “Dietrologia”.
Nel 2013 esce “Guerra e Pace” un album in cui si fa fatica a trovare una rima, un album cupo con poco Hip-Hop dentro. Forse il peggiore album di Fibra, lo dicono anche le “sole” 60.000 copie vendute.
L’ultimo album “Squallor” del 2015, migliore dei precedenti due soprattutto per sonorità vede un Fabri Fibra sempre alla ricerca della produzione impeccabile (Amadeus, Medeline, D-Ross, HazeBanga e tutti gli altri fanno un lavoro eccezionale), le rime tornano ma a volte continuano a mancare, il pubblico è contento di questo lavoro forse soprattutto per la sorpresa dell’uscita senza marketing e senza pubblicità, all’improvviso come nu pugno allo stomaco e in vendita solo sugli store online…ma non mi ha sconvolto.

In conclusione, Fibra non è morto né dopo Sindrome di Fine Millennio né durante il suo periodo a Londra non è morto dopo il suo album peggiore (Guerra e Pace) e non è morto nemmeno dopo l’apparente chiusura della sua etichetta Tempi Duri, alla quale farebbe bene a dedicarsi in un futuro molto prossimo dando l’opportunità di emergere a qualche giovane con la fotta, come era lui qualche anno fa…

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Fabrizio DjSpessore Angelelli
djspessore, al secolo Fabrizio Angelelli, classe vecchia molto vecchia! Milanese di adozione si avvicina all'Hip-Hop nei primi anni '90 quando un compagno di Judo gli fa conoscere Run DMC, Public Enemy e LL Cool J (I'm that type of guy!). Pochi anni dopo si appassiona al DJing e alle produzioni, rompe diversi salvadanai e compra giradischi, mixer e campionatore. Colleziona vinili da più di 20 anni. Ha collaborato con diversi rapper della scena come dj e produttore (ma non gli piace fare nomi, non è questa la sede adatta). Entra nel team di hano.it nel 2015 e si occupa di recensioni e di marketing.