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I seguenti contenuti sono ovviamente inventati. Hip Hop BullShit

Fabri Fibra è il rapper più famoso d’Italia, questo è un dato di fatto. Ma non è arrivato a questo risultato casualmente, no lui ci è arrivato grazie ai suoi testi brillanti, intelligenti, educativi… insomma delle vere e proprie Perle di saggezza. Ecco perchè ho deciso di dedicargli uno speciale, solo per lui: Fabri Fibra.

Fin dalle prime rime, quelle fatte quando aveva ancora i capelli in testa, Fabri Fibra si è subito distinto per l’importante e profondo messaggio lanciato ai giovani:

“Ah. ogni volta che vedo una gnocca penso come sarebbe se me lo prendesse in bocca!”
(Scattano le indagini – 2002)

Fibra ha sempre riconosciuto i veri valori della vita come ad esempio la famiglia, di cui parla nei suoi testi in modo affettuoso:

Entro in camera di mio fratello, l’odore è quello mi siedo qui e accendo sto colonnello…

O ancora il desiderio di diventare papà, sempre vivo nei suoi pensieri:

Finché sogni grilletti ma senza canne mozze
non basteranno fregne per queste rime zozze
Sputo catarro lascio chiazze marroni
io per evitare un figlio mi siringo nei coglioni

Andando avanti con gli anni la sua vena poetica si affina sempre di più e sempre più ricercati sono i suoi incastri metrici ma prestando sempre attenzione al significato delle parole. E forte della sua capacità di scrivere testi cresce anche la sua autostima e il rispetto di sè stesso. Ecco a dimostrazione un passaggio del suo album “Mr. Simpatia”:

…Lancio freccette sulla mia foto da bambino
E se ancora non mi ammazzo… è grazie al cazzo!

(L’uomo nel mirino – 2004)

L’amore per se stesso e per il genere umano rimane sempre il fulcro dei suoi testi:

ho il cervello bollito e un coglione indolenzito
ho un acido in circolo che ancora non ho smaltito
rinfaccio a mia madre il giorno in cui mi ha partorito
come auguro la morte ad ogni stronzo che mi ha tradito

Ma è nel 2006 che Fabri Fibra trova la consacrazione nell’ambiente mainstream con il suo album “Tradimento” e nei suoi testi si nota subito la maturazione da grande artista, ecco ad esempio una barra tratta dal suo successo “Applausi per Fibra”:

Io mangiavo lucertole aperte da ragazzino
tornavo a casa e vomitavo in mezzo al giardino

(Applausi per Fibra – 2006)

E aumenta anche il suo successo con le donne, testimoniato da queste rime:

la metà del mio fascino è data dal mio cellulare
il resto invece da un filmino fatto un pò amatoriale
uso un profumo irresistibile agli ormoni di bue

e comincia anche a guardarsi intorno con considerazione riguardanti il mondo della musica in generale, riconoscendo la sua passione per certi artisti come ad esempio Pupo:

il mio idolo è Pupo
che va a letto con le groupie e fa il cantante venduto
è talmente basso che d’in piedi sembro io da seduto
ma almeno lui qualcosa ha fatto s’è sposato e c’ha un mutuo

Ma la profondità dei testi trova il suo apice nel pezzo “Vaffanculo scemo” che già dal titolo lascia trasparire una intelligenza recondita (??) e nel testo trova spazio anche una scintilla di autocritica, segno della serietà e correttezza del rapper nei confronti dei suoi fan:

e questo nuovo disco è un flop sicuro
se lo compri pulisci un po’ di più il mio culo
sono troppo volgare e qui lo confesso
dico la parola “troia” in ogni testo

Ma nonostante il successo Fibra non perde la testa, mantiene sempre la lucidità ed è sempre in grado di scrivere testi che fanno riflettere, notate ad esempio questo passaggio:

bollenti caffe’ correttii
corretti
corre corre corretti
non dirmi che non collettiii
colletti
colle colletti.

(Che culo, che figa! – 2006)

E non scende mai nella banalità vantandosi del successo ottenuto mantenendosi sempre umile, dote da non sottovalutare:

Guido una macchina sporti-va
di fianco c’ho una gran fi-ga
diventi viola dall’invidia e
Tu così bella non ce l’hai

(Tu così bella non ce l’hai – 2007)

E acquisisce anche un ottima capacità di costruire ritornelli orecchiabili che fanno da contorno alle sue strofe brillanti, come ad esempio nel pezzo “Il più pazzo” del 2007

Dicono tutti che io sono il più pazzo..
Dicono tutti che io sono il più pazzo..
Dicono tutti che io sono il più pazzo..
Se te la prendi è perchè ti piace il cazzo…

E sempre più profondi sono i suoi viaggi nell’universo femminile che cerca di esplorare attraverso delle quartine degne del migliore Dante Alighieri:

la verità fa venire sete, la figa piace a tutti, anche al prete,
nasce una figa ogni secondo
mi sono fatto una figa che si è scopata mezzo mondo.

Uno dei suoi album di maggior successo è sicuramente “Controcultura” pubblicato nel 2010 e che contiene la hit “Tranne te” che ottiene un riscontro incredibile tra il pubblico. Il pezzo che probabilmente lo porta ad essere, come dicevamo in apertura, il rapper più famoso d’Italia.
Del resto in questo album sono contenute chicche quali ad esempio:

Ho sognato di condurre Striscia La Notizia con Noemi Letizia fatta a pezzi in una borsa di Krizia
fossi una donna ero Patrizia
escort, davo il culo per un posto in tv o un pezzo di pizza
pezzi di cazzi frullati in camera di Brenda, mica a Beverly Hills, Victoria Secret Agenda

(Escort – 2010)

Parole che lasciano il segno, per quanto sono pregne di un significato quasi commovente.
Altra hit contenuta in “Controcultura” è “Vip in trip”. Come dimenticare alcuni passaggi di questo brano che sono rimasti scritti nella storia dell’hip hop italiano, come la barra dedicata a Laura Chiatti:

Laura Chiatti me la voleva dare
Ma io dovevo lavorare, lavorare, lavorare
Ancora lavorare, ancora lavorare, ancora lavorare…
Beh, comunque ho il suo cellulare
Ogni tanto le messaggio, dico “Ciao, come stai?”
Lei mi risponde “Ci vediamo, scopiamo?”

O ancora l’analisi approfondita del caso di attualità riferito a Marrazzo:

Cazzo, trovati una ragazza, cazzo!
Me lo diceva mia madre da ragazzo
Lo disse al figlio anche la madre di Marrazzo
Ora vai a capire che c’è dietro
Anzi vai a capire chi c’è dietro

Veramente un album che non ha pari, forse solo “SXM” dei Sangue Misto o “L’attesa” di Kaos One o “Odio Pieno” dei Colle der Fomento riescono a stargli dietro (senza riferimenti a Marrazzo).

Potremmo continuare per ore a elencare le perle di saggezza di quel grande poeta che è Fabri Fibra, ma citiamo solamente qualche estratto dal suo ultimo album “Guerra e Pace” nel quale il rapper di Senigallia si ferma anche a fare una disamina della situazione politica del nostro paese:


tutti inculano tutti in italia
praticamente qui da noi già si nasce con un cazzo nel culo

(Che tempi – 2013)

Si esibisce anche nello storytelling:

Lui mi ha detto “Questa corda mi ricorda
Il mio compagno di scuola media
Si chiamava Massimo, chiavava al massimo
Una media alta, mi inculava come i Mass Media”
Gli ho risposto “Complimenti”
Gli ho abbassato i pantaloni
E sotto aveva un tanga e quattro assorbenti
Giù le mutande, liquido fuori da questo glande
Tira su tutto come le canne
Mi sono fatto Valeria Scanner

(A me di te – 2013)

Mantenendo però l’umiltà che lo ha sempre contraddistinto negli anni:

Sono diventato un mostro come un buco nero
Troppo grosso, più dell’universo intero

Non prendo più sonno, talmente famoso
Che mi riconoscono anche in sogno
Sfondo in rete, suono che sputa in bocca a un prete

(Frank Sinatra – 2013)

Insomma che dire… tornando al discorso di apertura, non possiamo far altro che ripetere che Fabri Fibra si è meritato di diventare il rapper più famoso d’Italia.
Ma la vera domanda è: PERCHE’??

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Andrea Bastia
Appassionato di hip hop e in particolare di graffiti, disciplina nella quale si è anche cimentato (ma con scarsi risultati). Attualmente gestisce la rubrica Hip Hop Bullshit su Hano e il sito Hiphopmadeinita.it