La nuova moda dei vinili.
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Ci sono le mode che vanno e vengono, si sa. Per qualcuno, soprattutto i più giovani, la moda del collezionismo discografico, sia esso strettamente rap/hip-hop o aperto a tutti i generi musicali è tornato in auge. Molte case discografiche, sia indipendenti che non stanno ristampando successi usciti negli anni passati o riversando su vinile nuovi progetti.

Questo business genererà un giro monetario non indifferente, e se ne sono accorti soprattutto nell’industria musicale, basti pensare che solo nel 2014 negli Stati Uniti – secondo la R.I.A.A. – sono stati venduti più di 13 milioni di vinili.

Ecco che allora le stamperie indipendenti in associazione con le case discografiche e gli artisti, rimettono in piedi quelle macchine da stampaggio usate un tempo e che fino ad ora erano rimaste chiuse in cantina o in qualche capannone a prendere polvere.

Abbiamo trovato un bell’articolo sulle pagine del NYTimes, con una breve clip che racconta come l’industria indipendente si stia ri-organizzando per questo boom di collezionismo su vinile, una vera “gallina dalle uova d’oro”, e pensare che qualche mese fa, con l’avvento dei servizi in streaming e delle compressioni digitali della musica, si ipotizzava che i supporti fisici dovessero andare via via scomparendo.

A questo link troverete l’articolo completo, l’articolo sulle pagine del New York Times e qui sotto il video.

Voi siete collezionisti? Lo siete sempre stati? Lo siete appena diventati perché avere una collezioni di dischi va di moda, è vintage e – diciamola tutta – è anche un po’ hipster? Diteci la vostra.

 

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Luca
Classe '82, seguo tutto ciò che riguarda l'Hip-Hop da quasi 20 anni, ma non preoccupatevi: ho iniziato a capirci davvero qualcosa da pochissimo tempo. Per vivere provo ad occuparmi di architettura e design e soprattutto faccio il marito ed il papà. Mentre cerco di collezionare più dischi possibili, vi racconto quello che mi passa per la mente sulle pagine del nuovo hano.it