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EUROBASKET: Italia-Israele 82-52: Sto sognando, non svegliatemi.

Prendetemi a schiaffi, tiratemi pizzicotti sui capezzoli, fatemi una doccia di acqua gelida… anzi, fatevi i cazzi vostri e lasciatemi sognare, perché una nazionale così è da decenni che non si vede.

L’ultima volta che ci fu Italia-Israele era l’europeo del 2011: gli azzurri già eliminati giocarono in ciabatte e si lasciarono abbattere da una nazionale israeliana non proprio fortissima. La partita fu inutile e deprimente ma durante un time-out il nostro coach di allora, Pianigiani (lo stesso di oggi) ci regalò una sfuriata storica nella quale addirittura si scomposero due ciuffi di capelli (giuro, c’è il video su YouTube).

Oggi si è goduto la partita in poltrona con il sigaro in bocca, perché quelli in campo hanno giocato in maniera perfetta.

Israele non è esattamente un’armata indistruttibile, ma è comunque uscita come seconda da un girone facile ma non facilissimo. Se vi state chiedendo cosa diavolo ci faccia Israele in un campionato europeo, sappiate che per il basket è sempre stato così, tant’è che il Maccabi Tel Aviv è una delle formazioni con maggior tradizione in Eurolega e l’ha pure vinta 6 volte.

A differenza della nazionale, che non ha mai vinto niente (è arrivata al massimo in finale) e non vincerà nemmeno questa volta, perché si è trovata davanti un’Italia in formato famiglia. A parte il 2-0 iniziale, Israele non riuscirà mai più ad essere avanti nel punteggio e già nel primo quarto siamo a +9, grazie ad un ottimo Bargani (dimostrazione del fatto che a lui le critiche fanno bene, quindi continuiamo a insultarlo) e a Belinelli (14 punti alla sirena) che piazza subito tre triple.

Nel secondo quarto ci perdiamo un po’ di vista e, complici un paio di forzature e le triple di Melli che non vogliono proprio entrare, Israele arriva fino a -4. Lo spavento dura lo spazio di un time-out in cui Pianigiani cerca tra i suoi quello con la faccia giusta. Stasera Gallinari ha deciso di sentirsi umano e prendersi un po’ di pausa dalla divinità, così è il turno di Ale Gentile.

Sono stato accusato di essere troppo di parte e parlare bene solamente di giocatori Olimpia o affini, ma come si fa a non esaltare il 22enne cazzuto, capitano di Milano? Rientra in campo su un cingolato, passa sopra la difesa avversaria come su un campo di pannocchie (27 punti alla fine) e chiude la pratica Israele nel terzo quarto, quando gli italiani piazzano un parziale di 28-9 con cui raggiungono i +29, riescono a far entrare in campo Polonara e Della Valle (non proprio le prime linee) e a far segnare una tripla a Melli.

Il quarto periodo serve solo per far deprimere maggiormente Israele e per le statistiche. Utili comunque a capire che l’Italia ha piazzato 21 assist (ottimo Cinciarini con 5), sintomo del fatto che hanno fatto girare le palle e nel senso positivo.

Adesso tocca alla vincente tra Lituania e Georgia (mentre scrivo non è ancora finita) con la forte probabilità che sia la prima a spuntarla. Qualche anno fa, al solo suono della parola “LITUANIA”, i pantaloni degli azzurri sarebbero diventati marroni. Oggi non è più così e ci fa venire in mente solo un tipico esemplare di bionda che sembra crescere soprattutto in quelle zone baltiche.

Unica nota negativa: nel secondo quarto si è infortunato Bargani ma da quel momento in poi abbiamo cominciato a vincere di brutto (è solo una critica costruttiva, a lui fa bene).

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Ale Indy
Classe '81, drogato di basket, in particolare dell'Olimpia. Appassionato di scrittura, con all'attivo diverse pubblicazioni di poesie.