EUROBASKET: Italia-Germania 89-82. Attenzione: contiene seri rischi alle coronarie
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EUROBASKET: Italia-Germania 89-82. Attenzione: contiene seri rischi alle coronarie
EUROBASKET: Italia-Germania 89-82. Attenzione: contiene seri rischi alle coronarie
Dall’instagram di Gallinari, il “selfie” della vittoria contro la Germania

Il giorno che mi verrà un infarto, perché vi garantisco che mi verrà un infarto, non avrò dubbi sulle cause. E la partita di oggi ha dato il suo bravo contributo.

Neanche il tempo di recuperare dall’hangover dovuto alla sbronza di ieri sera contro la Spagna, che oggi pomeriggio si è tornati in campo in una partita da dentro o fuori contro i padroni di casa della Germania.

Loro costretti a vincere davanti al proprio pubblico che accorre in massa manco fosse l’Oktoberfest per evitare l’onta di un’eliminazione in casa propria, non proprio la più bella delle figure.

Noi quasi costretti perché quella maledetta sconfitta all’esordio contro i turchi ci condanna a battere o la Germania o la Serbia. Non so quanto ne sappiate di basket, ma battere i serbi è facile come cavare un dente ad uno squalo a mani nude. Non proprio impossibile ma meglio vedersela contro i tedeschi.

Dopo le tre partite giocate finora viene da domandarsi: ma qual’è il vero volto della nostra nazionale? Quella roba oscena vista contro Turchia e Islanda oppure quella fantascientifica vista con la Spagna? Come spesso accade, la verità sta nel mezzo, ovvero nella partita giocata stasera: quando i tiri non entrano e la tua difesa non è sto granché, butti il sangue sul parquet e tiri fuori i canini e gli artigli per portare a casa il risultato.

E quando si tratta di aggressività e attributi nessuno è in grado di battere il 22enne cazzuto di Maddaloni (CE) ovvero Ale Gentile. Sfodera un primo tempo che salva la nazionale da un imbarcata storica.

In attacco facciamo una fatica bestia e in difesa sembriamo il telepass di Melegnano. I pericoli pubblici tra i crucchi sono sostanzialmente tre:

  1. il miglior giocatore europeo nella storia del NBA, ovvero Dirk Nowitzki (uno che ha avuto il coraggio di strappare un anello di campione a Lebron e vincergli il titolo di MVP in faccia);
  2. il tizio che chiamerei ogni volta che devo cambiare una lampadina, così mi risparmio la scala, Tibor Pleiss;
  3. Dennis Schroeder, ovvero il tipico tedesco: basso, veloce e nero che al confronto Carlo Conti è albino.

Fortuna vuole che i primi due non becchino la loro serata migliore, ma in compenso il terzo sembra Lewis Hamilton. Intendo nero e su una Mercedes (29 punti alla fine).

Nonostante tutto restiamo incollati, anche grazie a un paio di triple di Aradori e dei canestri impossibili del solito Gallinari e riusciamo a chiudere il primo tempo avanti di uno.

Il secondo tempo comincia malissimo, perdiamo palloni a raffica e non riusciamo a segnare nemmeno in una vasca da bagno: Hackett sembra quello visto tutto l’anno con l’Olimpia (non è un complimento) e Belinelli è in trip da Oki per il dolore all’inguine e non ne becca una. Sprofondiamo a -10 con il pubblico che stappa bottiglie di Weiss.

Ma è proprio in questi momenti che l’Italia dimostra di non essere la squadra degli anni scorsi; Gallinari si ricorda di essere Dio e comincia a dispensare lezioni di basket (25 alla fine con 9 rimbalzi), Belinelli si risveglia dal torpore da antibiotico e piazza tre triple consecutive e l’Italia arriva a -3 con 20 secondi da giocare. Gentile dimostra di avere le palle di granito e il sangue di ghiaccio e piazza un 2/2 ai liberi. Schroeder sbaglia un libero e l’ultimo pallone (a -2) finisce magicamente tra le mani geneticamente costruite per il basket di Danilo Gallinari. Palla in fondo alla retina e partita all’overtime.

A quel punto è chiaro a tutti che l’Italia avrebbe vinto e infatti piazza un parziale di 13-6 al supplementare che spedisce la Germania a casa (tanto non devono fare molta strada) e l’Italia alla fase finale in programma a Lille, Francia. Domani ci sarebbe una partita in programma con la Serbia che potrebbe valere il primo posto, ma vi ricordo il discorso sugli squali e accontentiamoci del secondo o terzo.

Ci si vede a Lille dove si comincia a fare sul serio. Già, perché finora ci siamo fatti due risate…

P.S. Notare che non ho parlato di arbitri, anche se sono stati palesemente di parte. Ok, adesso l’ho fatto.

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Ale Indy
Classe '81, drogato di basket, in particolare dell'Olimpia. Appassionato di scrittura, con all'attivo diverse pubblicazioni di poesie.