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In questo articolo avremmo tanto voluto raccontarvi di quanto ormai anche Machete si stia dando al commerciale, lamentarci di come Salmo inizi a pensare solo ai soldi, di come En?gma non arriverà mai da nessuna parte e di come Nitro non sfonderà mai. Avremmo tanto voluto cercare di fare i “Conscious Journalist” parlandovi di quanto siano superficiali le canzone del nuovo album di Nitro, di quanto siano solo dei ragazzini con la voglia di successo e di vendere 4 Cd in più.

Avremmo anche voluto descrivervi il macello che stamattina ci doveva essere nella nuova sede di Machete Productions qui a Milano, che avrebbe dovuto aprire per la prima volta al pubblico proprio stamattina, invece, la presentazione di Suicidol è stata spostata alla Sony Music.

Ma non preoccupatevi, perché questa è l’unica cattiva notizia.

Si, perché oggi 26 maggio uscirà Suicidol, il nuovo album di Nitro, e non riusciamo proprio a parlarne male.

Il rapper classe 1993, reduce dal successo di Machete mixtape Vol III (disco d’oro) e Danger (ormai sempre più un classico) ha caricato le munizioni di grosso calibro e ha iniziato a sparare sulla folla, facendo una carneficina.

Ma prima di parlare di questo disco è giusto dare qualche dato tecnico. L’album, come già saprete, esce oggi 26 maggio e potrete trovarlo in due diverse versioni: quella classica, comprendente 15 tracce tutte da gustare, e quella Deluxe, limitata, che vi delizierà con una fantastica “Nitro’s Rag doll” che è un peccato togliere dalla confezione.

Le produzioni e lo stile sono a 360° Machete anche se alcune delle basi sono state prodotte da DonJoe, Dj Shocca, Big Joe e Deleterio ma dopo i tanti featuring a cui ci ha sempre abituato, questa volta Nitro si è contenuto portando nel disco solo 3 artisti: la cantautrice statunitense che si è fatta conoscere con le sue cover, Lissie; il membro degli olandesi Dope DOD, Skit Vicious e, a coronare un rapporto di dichiarata stima reciproca, Fabri Fibra.

Il titolo dell’album, Suicidol, è un gioco di parole abbastanza ovvio tra Suicidal e Idol, due temi che si mettono bene in contrasto tra loro e che riprendono il filone conduttore di tutto il disco, un disco molto Noir che mette a contrasto il bianco ed il nero.

Le scritte che potete vedere in copertina non sono altro che una serie di insulti che gli sono stati rivolti durante la sua carriera, quello che a noi fa più ridere è “pusillanime” ma siamo sicuri che anche voi ne troverete di simpatici.

I testi delle canzoni sono pieni e ricchi e le strofe molto lunghe; ATTENZIONE: se all’interno del Cd non dovreste trovare i testi, non spaventatevi, tutto normale, solo erano troppo lunghi per essere inseriti nel booklet, ma Nitro ha promesso che li metterà on line sul sito di Machete appena uscirà l’album.

Sarebbe bello poter analizzare con voi ogni singola traccia di questo disco mostruoso, ma lasceremo gli elogi a voi, limitandoci a commentare alcuni pezzi.

Baba Jaga: la traccia numero 7 (produzione affidata a BigJoe) è tecnicamente devastante, ci ricorda che Nitro non è solo una bella biondina con i capelli lunghi, ma anche un rapper che sa fare il suo mestiere. Liricamente è forse una delle più leggere anche se il significato del titolo vale la pena di essere raccontato: Baba Jaga è, infatti, l’uomo nero della mitologia Russa.

Un altra traccia un po’ anomala è Pleasentville, una fotografia in bianco e nero con un dettaglio colorato”, titolo preso dal film degli anni ’90; la canzone parla d’amore, ma in un modo molto particolare, poetico ma decadente, sofferente, quasi marcio, reso perfettamente dal beat di un sorprendete Low Kidd.

Presto potrete ascoltare con le vostre stesse orecchie, ma intanto vi ricordiamo che su youtube sono già disponibili i primi due singoli: Rotten e Sassi e Diamanti.

Come avrete capito il disco si incentra sulla morte: la morte della musica, degli artisti, degli  idol; è un album che esprime un forte disagio, ma come ha detto lo stesso Nitro, bisogna vivere male per scrivere bene, un artista è tale perché cerca qualcosa, e, finché non la trova, non riuscirà a sorridere. E Nitro cosa cerca? Noi non lo sappiamo ma cercheremo sicuramente di chiederglielo, in compenso possiamo dirvi che qualcosa in questo disco l’ha trovata: la piena maturità artistica.

Le 15 tracce dell’album vi porteranno in un mondo di morte e redenzione, da ascoltare in ordine dalla prima, The Dark Side of the Mood, all’ultima, Rivivere… sempre che riusciate ad arrivarci vivi!

 

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Giacomo Jack Frigerio
Classe 1993, Giacomo Jack Frigerio vide per la prima volta la luce in Monza e da allora vi vive più o meno stabilmente. Dopo un percorso scolastico travagliato capisce che le cose che li vengono meglio sono scrivere e sputare sentenze; da allora si dedica ossessivamente a queste due. Opinionista per Hano.it dal 2015 e frequentatore assiduo di osterie, trattorie e vinerie; tra i suoi hobby potete trovare: l'hip hop, la musica, le tavolate di amici, poltrire e guardare la pioggia da un luogo asciutto