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Sappiamo tutti del lungo percorso di Nesli che lo ha portato dal Rap al Pop, un cammino graduale che inizia con “Le verità Nascoste” nel 2007 fino ad arrivare a “Andrà tutto bene” nel 2015. Dopo Sanremo Nesli ha rilasciato questa video intervista per la Videochat de La Stampa che potete visualizzare nella sua completezza nel player sottostante.

“Le verità Nascoste” è il disco più Rap che abbia mai concepito, questa cosa del passare dal rap la pop lo dicono nel momento in cui accade. Sono sempre stato una mosca bianca anche a far Rap non è che fossero poi tutti così affezzionati. Alla fine del disco “Le verità Nascoste” ho capito che quella non era la mia strada. Da lì è iniziato a cambiare il mio modo di comporre.

Col Rap si rischia spesso e volentieri, a meno che non si è Eminem, di riempire di troppe parole una canzone. Se esprimi un concetto con poche parole semplici è molto più vincente che non con un mare di parole. Per me l’obiettivo era catalizzare l’attenzione ed essere ascoltato. Il rap con troppe parole fatto così poi per farlo è troppo fine a se stesso, lo fai più per te che per gli altri perchè diventa criptico e incomprensibile. A me piaceva essere compreso non essere l’incompreso, ed ho voluto fare questa scelta. Io adesso se ascolto un disco di Rap italiano alla seconda canzone ho il mal di testa, proprio per la quantità industriale di parole che ci sono. Molte volte mi chiedo, ma c’era bisogno di tutte queste parole? Ho trovato vincente per me e per la mia comunicazione diminuire le parole cercando di rendere più solido il concetto e più armonioso il tutto.

Non ho fatto un tatuaggio, mi sono marchiato. E’ stata una prova, dovevo soffrire per cambiare pelle.

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