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Cerchio di fuoco è il primo estratto dal nuovo album di Pula+, Featuring Pula, la cui realizzazione è stata annunciata in anteprima con una campagna crowdfunding su MusicRaiser.

L’album, in uscita ad aprile, vede l’artista torinese caricarsi sulle spalle tutta l’esperienza acquisita nella sua carriera per tornare a essere indipendente al 100%, per esempio libero di suonare la chitarra in tutti i pezzi e coinvolgere altri strumentisti di talento per realizzare dei brani crossover in cui riff blues incontrano il rap.

Pula+ negli anni si è imposto con il rap all’attenzione del pubblico e di etichette come Universal e GiadaMesi (fondata da Dargen D’amico) – che hanno prodotto alcuni dei suoi precedenti dischi, compresi gli ultimi due in cui ha iniziato a introdurre la chitarra.

Questo brano che anticipa l’uscita del disco, Cerchio di fuoco, è una confessione che racconta vari episodi personali.

Non a caso nel video si vede solo Pula+ mentre sta parlando di fronte a uno smartphone – che lui definisce “il confessionale dei nostri giorni” – e lo fa all’interno di una palestra, il classico luogo da circolo degli alcolisti anonimi, per rendere l’idea di una situazione dove ci si apre a confidenze intime davanti a sconosciuti.

Questo anche perché lo smartphone ha realmente ripreso la scena durante la realizzazione del video, trasmettendo tutto in diretta sulla pagina Facebook ufficiale di Pula+.

Il video, diretto da Francesco Coia e Dimitrije Roggero, non è altro che la ripresa di questa confessione di fronte allo smartphone, avvenuta davanti a tutti i fan di Pula+ che erano connessi in quei minuti e a chiunque, in quel momento, navigando, passasse da quelle parti.

La scena madre del video è quella in cui l’artista si tira un pugno sul mento, un uppercut (vero), che arriva per riportare tutto alla realtà dopo una strofa in cui Pula+ gioca a fare il personaggio.

Il pungo vuole creare uno stacco tra l’artista e la persona reale, per sottolineare come questo pezzo sia il più sincero possibile.

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