Achille Lauro. Occhiali, borsa da donna e la sua passione per la moda
Achille Lauro. Occhiali, borsa da donna e la sua passione per la moda

Coca-Cola Light, Boxer Calvin Klein, Wild For The Night, La roba nelle Nike
Voglio la giacca Givenchy, Sciarpa Burberry, Yves Saint Laurent, Christian Louboutin…
Pantaloni stretti, occhiali da donna, cinta in coccodrillo.
Parlo con la gomma in bocca, con le occhiaie di Vuitton, all’orecchio Swarovski, con la roba addosso, con la felpa col cappuccio

Di primo acchito, ascoltando questa canzone, quello di Lauro può sembrare uno sfoggio, una vera e propria ostentazione, il voler far vedere alla gente che veste determinati brand di lusso perché, a differenza di altri, lui se li può permettere, in realtà, ascoltandola bene e capendone poi il significato, il messaggio che trasmette è tutto tranne che ostentazione.

Achille Lauro
Achille Lauro

Lui, treccine bionde, parrucca e felpa rosa, maxi collane, cinta che sberluccica e occhiali da donna, ha sicuramente uno stile egocentrico, fuori dagli schemi ed esuberante.  A vederlo così, da una foto su un social, dà un’immagine di sé che non corrisponde alla realtà. Lui stesso ammette “prima di conoscermi, molte persone, hanno un’idea sbagliata di me e posso risultare antipatico”.

In tanti si sono chiesti dove finisca la persona e inizi il personaggio, ma Lauro non è un personaggio, la sua non è una maschera, che quando la toglie rivela una persona completamente diversa, lui è così, genuino e assolutamente non costruito.

A vederlo arrivare, con jeans skinny, giubbotto in denim griffato, cappellino, cintura Versace dalla grossa fibbia dorata e i suoi immancabili occhiali da donna accompagnati da pochette Fendi, sembra di aver davanti una persona che “se la tira”, in realtà, Lauro, è tutto tranne questo, anzi, è un ragazzo molto umile e intelligente con un enorme passione soprattutto per la musica e poi per la moda.

Ma cosa si nasconde dietro quelle foto che siamo soliti vedere sui suoi profili social?
Ho scambiato due chiacchiere con lui per conoscere il suo punto di vista in fatto di immagine e di moda.

Qual è il tuo rapporto con la moda?

“Più che un rapporto, la mia è una vera passione. L’esibire una marca, magari su un social, può essere visto come ostentazione o esibizionismo, ma in realtà tutto quello che metto, dalle scarpe di Versace, a una semplice maglietta, le indosso solo perché mi piacciono. Me le vado a comprare, mi faccio la foto e la posto su Instagram, esattamente come fa la maggior parte dei ragazzi”.

Quando nomini brand o capi di abbigliamento nelle tue canzoni, qual è il messaggio che vuoi trasmettere?

“Nei miei testi uso la moda in un altro modo, che poi spiega che la mia non è un’ostentazione, ma più un voler dire “voglio quelle scarpe o quella felpa”, all’interno di un contesto speranzoso, quasi una forma di rivalsa.
Io vengo da una famiglia umile, non potevo permettermi determinati capi di abbigliamento, quindi, il mio approccio alla moda è stato graduale, dalla prima collanina d’oro che mi sono potuto permettere, fino ad arrivare alle scarpe da mille euro.
L’aspetto moda che ho voluto dare, per esempio in CCL, è un po’ diverso da quello che in genere si sente nelle canzoni, non ho usato la classica “rima al vestito” dove si elenca quello che si indossa, ma la chiave che ho voluto dare è il senso di conquista, l’arrivare a conquistarsi una giacca di una marca particolare o un paio di scarpe di un altro brand di lusso e l’ho fatto utilizzando la musica con un ritornello quasi “gridato”.
Quindi, nei miei testi, da una parte c’è il senso di rivalsa, di voler arrivare ad avere un certo tipo di vestiti e dall’altra, l’aspetto più goliardico legato, per esempio, agli occhiali da donna.

Achille Lauro
Achille Lauro

Riguardo a questo, non mi sono inventato nulla di nuovo, Kurt Cobain, già quindici anni fa, usava accessori da donna.

Io lo faccio perché mi piace e mi piace provocare indossando quello che preferisco. E forse in questo, in Italia, sono stato un po’ il precursore.
Indossare una parrucca rosa, per me è un gioco, una provocazione, in un panorama di moda street, è il voler dimostrare che certe mode non mi toccano e che posso indossare qualunque cosa.
La moda, secondo me, è molto donna e ci sono capi prettamente femminili, come ad esempio le borsette, che a me piacciono particolarmente, mi piace portarle e non vedo perché non dovrei farlo.
In questo senso non vedo distinzione tra uomo e donna, se un capo o accessorio mi piace, lo indosso”.

Quali sono i tuoi brand preferiti?

“Mi piacciono i brand lusso, come Vuitton, Versace e ho una vera passione per Moschino, poi sicuramente marchi streetwear, tra cui Supreme e Anti Social, ma amo anche capi assolutamente anonimi e i mercatini vintage. Quando vedo una cosa che mi piace, indipendentemente dal fatto che sia griffata o meno, la compro e la indosso”.

Achille Lauro
Achille Lauro

Hai in programma di creare una tua linea di abbigliamento?

“Per il momento ho solo un merchandising, che può essere definito più “pro” rispetto ai soliti merch e che si ispira a Off-White.
Ho sicuramente in mente un progetto per una mia futura linea, ho già parecchie idee al riguardo, ma per ora preferisco concentrarmi solo sulla musica e aspettare il momento in cui sarò pronto a creare un mio brand”.

Volevo avere, ma non per farlo vedere” dice Achille Lauro in “Ulalala“, forse, questa, è la frase, che più di tutte, trasmette il suo pensiero e il suo modo di essere e fa capire, a mio avviso, chi è lui davvero e magari, una volta per tutte, mette fine ai vari “chiacchiaricci” nati intorno alla sua immagine.

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Valeria Balestrieri
Classe '81, ascolto il rap da quando nell'89 ho abbandonato Cristina D'Avena per la prima cassetta di Jovanotti "La mia moto" e da lì non ho più smesso. Lavoro nella moda da sempre ma non sono una fashion victim.