Fred De Palma
Fred De Palma

Lo scorso venerdì è uscito il nuovo singolo di Fred de Palma, Il cielo guarda te, che si propone come un lavoro totalmente diverso dai precedenti e che funziona da anello di congiunzione tra i lavori vecchi e il disco nuovo che sta preparando. Per saperne di più continuate a leggere la nostra intervista dove abbiamo parlato anche di Trap, di Rovazzi, di Trash e di Nietzsche!

Ciao Fred! Come va?

Molto bene! Stavo giusto controllando le prime reazioni al video de “Il cielo guarda te” che è appena uscito!

Ho appena finito di visionarlo anche io!

Com’è ti è piaciuto?

Il video è molto bello, soprattutto l’inizio sul treno, molto figo! Dov’è stato girato?

Il video è stato girato in varie location, la parte sul treno è una zona della Svizzera al confine con l’Austria o comunque da quelle parti là. Poi la spiaggia è in Normandia e la villa è la Villa Reale di Monza!

Ok allora parlami un po’ di questo singolo, anticipa un album?

Guarda in realtà questo singolo qua come ho già detto in precedenza è un po’ l’anello di congiunzione tra quello che ho fatto è quello che sto per fare. È un po’ l’evoluzione di quello che ho fatto in BoyFred ed è un po’ un’anticipazione di quello che sto per fare nel disco nuovo. Anche se poi il disco nuovo in realtà ha sonorità diverse, un po’ più verso il rap internazionale piuttosto che italiano. Volevo fare questo pezzo per chiudere un capitolo e iniziarne un altro.

A proposito di evoluzione musicale: ti senti maturo? Musicalmente pensi che sarà il tuo disco di maturazione?

Ma guarda ti dico che io ho sempre scritto tanto, e scrivendo sempre tanto sono arrivato sempre prima ad avere la completa padronanza di quello che dico, nel senso che io non ho mai scritto una rima perché faceva rima, ho sempre scritto rime che avevano un significato e dicevano qualcosa. Io penso che a questo punto il disco che sto facendo avrà un messaggio ben preciso, che è il mio e non quello di un altro. Per me la cosa principale è fare la tua strada scrivendola con la tua penna dopo quella degli altri. Quindi si, mi sento pronto a fare un disco maturo.

Senti riprendendo un po’ il testo della canzone mi interrogherei su QUELLA FRASE: “Sei tu che guardi il cielo o è il cielo che guarda te?” come va interpretata?

Quella frase in realtà me l’ero immaginata mentre stavo guardando una foto di questa ragazza con cui stavo, e lei stava guardando il cielo così mi era venuta “una battuta” e poi, sai, dalla battuta si crea sempre un po’ di poesia che poi diventa parte integrante del pezzo. Ed era talmente bella che ho deciso di farci il ritornello!

Mi ha ricordato un po’ Nietzsche “… se guarderai a lungo in un abisso, anche l’abisso vorrà guardare dentro di te.”

Esatto, chiaramente non è un omaggio a Nietzsche però lui parlava dell’abisso e io ho parlato di una cosa più positiva, quasi opposta.

A proposito di viaggi, il tuo è un viaggio verso cosa? Forse una volta mi avresti risposto “Il successo” ma ora?

Il viaggio ora è un altro, è arrivare a raccontare una storia. Secondo me i dischi di oggi, a parte alcuni casi, non raccontano una storia ma sono più un insieme di canzoni, delle compilation piuttosto che un insieme di pezzi che raccontano un messaggio comune. Quello che, invece, voglio fare io è riuscire comunque a trasmettere un po’ la mia storia e quello che mi capita attraverso il disco che sto facendo. Ovviamente è anche una scelta, A ME piace raccontare molto quello che mi capita ma capisco anche chi invece romanza le cose ecc., sono scelte. Comunque il viaggio arriverà alla fine dove, appunto, uscirò con il disco e racconterò questa storia.

Questa è chiaramente una canzone d’amore: tu ti senti più a tuo agio a scrivere canzoni di questo tipo o cose con punch line e robe più street?

Guarda io ho scritto veramente tanto, mi sono fatto quasi tre anni chiuso in casa a scrivere per imparare a fare le cose in un certo modo. Io in questo momento posso scrivere, non dico quello che voglio, però si. A me non cambia scrivere pezzi punchline o pezzi con i contenuti. Magari domani mi viene voglia di fare un pezzo punchline e lo faccio. Però ti dico non lo farei solo per il fatto che mi sembrerebbe di tornare indietro. Quella è una cosa che ho già fatto, è già successo che io abbia fatto pezzi così. In questo momento ho più voglia di scrivere cose di cui non ho mai parlato piuttosto che dire agli altri quanto spacco con una punch line.

Allora è davvero un disco di maturazione!

Si! Però purtroppo in Italia c’è sempre la parola commerciale che scappa di mano, nel senso che appena fai qualcosa che va al di fuori del rap canonico sei subito commerciale. Io ci tengo a dire che trovo davvero discriminante parlare nel 2016 di etichette musicale, dire “tu fai rap”, “tu fai pop”, “tu fai rock”. Secondo me è solo musica però si rischia proprio di finire in un razzismo musicale dove se tu fai un altro genere che non è il genere che dici di fare, allora fai schifo. Ecco quindi che secondo me è meglio parlare di musica piuttosto che parlare di genere.

Sei stato, in un certo senso, uno dei primi a fare Trap in Italia; ti senti in qualche modo legato a questa nuova scena? Sfera Ebbasta, Izi ecc.?

Io mi sento legato alla scena di adesso perché anche io faccio qualcosa di diverso rispetto a quello che facevo. In più sono uscito nello stesso anno in cui è uscita la trap. Poi dico “uscito” ma intendo a livello più importante perché già facevo musica ma il disco che mi ha fatto conoscere a molta più gente è uscito in quel periodo lì, prima era impensabile fare numeri come quelli che ho fatto. Quindi si, mi sento legato solo dal fattore novità. È gente che fa quello che gli piace, io faccio quello che mi piace e quindi ci sta.

Senti qualche tempo fa chiacchierando con Shade mi ha detto che ha iniziato a fare una scuola per doppiatori come “piano B”; tu ti sei preparato un eventuale “piano B”.

No no, io ho sempre fatto questo e tanto in ogni caso farei sempre questo. Alla fine quando sposi una causa la segui fino in fondo non cerchi un piano B, altrimenti vuol dire che non ci credi abbastanza; non dico in particolar modo di Shade ma in generale.

In questo periodo, in Italia, si è un po’ creata la moda del Trash, vedi il successo di Rovazzi

Adesso ti dico quello che penso di questa cosa: io penso che ogni canzone e ogni roba che esce ha un motivo di esistere. Se Rovazzi non usciva con quel pezzo, un’altra persona usciva con qualcosa per quel pubblico. Non è che una canzone funziona a priori, una canzone funziona quando c’è una fetta di pubblico, che nessuno ha preso, che chiede quella cosa. La musica deve coesistere. Quindi ci sta quella roba lì come ci stanno le cose più Hardcore: fa tutto parte dello stesso ecosistema, infatti io sento molto spesso criticare, però Andiamo a comandare di Rovazzi è una canzone che ha svolto un compito, è stato un tormentone e ci sono stato tormentoni ben peggiori come Il Pulcino Pio.
Io credo che certe canzoni non debbano essere per tutti.
Una bella canzone non potrà mai essere per tutti, perché non tutti potranno capirla; invece una canzone un po’ più facile per quelli che ne capiscono sembra una minchiata, però ad altri può piacere tipo i balli di gruppo.

Certo poi lui è stato molto chiaro, ha sempre detto: “io non sono un cantante, non ho la presunzione di dirlo”.

Ti dirò di più, mentre stava facendo quella canzone ci siamo pure beccati e me l’ha pure fatta sentire dicendomi “ho fatto sta roba, ho voglia di provarci”, capito? L’intento non era il successo, era una cosa fatta così.

Ci salutiamo con le domande Hano.it

Angolo della puttHana: prostituisci il tuo singolo!

Raga scaricate il mio nuovo singolo “Il cielo guarda te” perché è una bomba.

Angolo della shampista, regalaci un pettegolezzo.

Quest’estate era uscita una foto in cui ero nudo e sono riuscito a non farla uscire fuori troppo, però è uscita

Angolo MarzulliHano: fatti una domanda e datti una risposta.

Il singolo piacerà a tutti? Speriamo!

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Giacomo Jack Frigerio
Classe 1993, Giacomo Jack Frigerio vide per la prima volta la luce in Monza e da allora vi vive più o meno stabilmente. Dopo un percorso scolastico travagliato capisce che le cose che li vengono meglio sono scrivere e sputare sentenze; da allora si dedica ossessivamente a queste due. Opinionista per Hano.it dal 2015 e frequentatore assiduo di osterie, trattorie e vinerie; tra i suoi hobby potete trovare: l'hip hop, la musica, le tavolate di amici, poltrire e guardare la pioggia da un luogo asciutto