Rapper italiani e la sindrome degli occhiali da sole
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Da alcuni anni un morbo silenzioso dilaga tra i più vari esponenti della scena Rap italiana e ve ne sarete sicuramente accorti.

Sto parlando della Sindrome degli occhiali da sole.

In primo luogo starete tutti pensando a Dargen D’Amico, ovvio, sono in pochi quelli ad averlo visto senza occhiali; ma Dargen non è solo, anzi, direi che è in ottima compagnia.

Dagli anni ’90, e forse un po’ prima, o forse un po’ dopo, gli occhiali da sole fanno parte dell’immaginario collettivo di un rapper, di ciò che è e ciò che rappresenta.

Che sia per nascondere le pupille o per ripararsi dal flash di qualche fotografo, negli Stati Uniti non c’è rapper senza occhiali da sole, da Snoop Dogg a Jay-Z, e, come ogni altra buona moda che arriva dall’America, i rapper nostrani non stentano ad assimilare anche questa, così che molti di loro iniziano ad aver una vera e propria ossessione per i Sunglasses.

Ci piace pensare che uno dei motivi di questa curiosa scelta sia da ricollegare anche ad una questione personale, e non solo di stile.

D’altro canto tutti noi ci sentiamo più sicuri con addosso un paio di occhiali da sole.

Ovattano, nascondono gli occhi e parte del viso, lasciando solo intravedere le nostre espressioni ed emozioni, sono come una maschera che possiamo indossare senza dare nell’occhio.

Inoltre aiutano a rendere il viso più simmetrico, e, quindi, più attraente, più appetibile agli occhi del gentil sesso.

Insomma gli occhiali da sole fanno figo.

Dj Shablo
Dj Shablo

Oltre il ben noto e sopracitato Jacopo di Milano, un altro che non si fa mai vedere senza occhiali è Shablo, così come il suo socio Guè Pequeno, vuoi per nascondere l’occhietto guercio, vuoi per nascondere la pupilla troppo dilatata. (Abbiamo fatto 2 nomi, ma basta guardare un servizio fotografico di qualche rapper, vedere le apparizioni in TV e vedrete che l’occhiale da sole non manca mai)

Guè ha poi dato vita ad un originalissima moda di neofiti del rap che condividono, a quanto pare, il gusto particolare del Guercio, vestendosi rigorosamente ZEN, catenozze in plastica d’orata, capellino al contrario e via, indosso un paio di occhialoni da sole simil-Versace e si esce a spacciare le buste nel parchetto.

Questa più o meno e la descrizione del sedicenne medio (e, purtroppo, anche di qualche ragazzo “più grande”).

Il tanto blasonato Sfera Ebbasta è sicuramente figlio di questa generazione, cresciuta a Booster e Noi siamo il Club.

Pischelli a parte, il re dell’occhiale è indubbiamente Dargen, che ha anche lanciato una sua linea personalizzata, i DD Bodyglasses, acquistabili sul suo sito internet e contenuti in vari modelli in qualche edizione straordinaria dei suoi dischi.

Come dicevamo prima sono davvero in pochi quelli che possono dire di averlo visto senza, io, sono tra questi fortunati.

Lo ricordo nel backstage di un festival, dopo un’intervista, appollaiato sulla cima di una collinetta, isolato, e senza occhiali. Sembrava nudo.

Dargen D'Amico
Dargen D’Amico

Conoscendo artisticamente Dargen, provo ad ipotizzare che il suo portare gli occhiali o meno sia la sottile differenza tra il rapper Dargen D’Amico e l’uomo Jacopo D’Amico. Due personalità separate da un oggetto tanto banale quanto indispensabile. Una maschera pirandelliana per separare l’artista dall’uomo comune.

Ma, tutto sommato, le nostre sono solo chiacchiere da ufficio, pettegolezzi.

D’altro canto, come lo stesso Dargen ci disse una volta “chiedere ad uno che fa musica perchè ha sempre gli occhiali da sole, è un po’ come chiedere ad un meccanico che numero porta di scarpe“. (Questa l’intervista della dichiarazione)

Vi lasciamo con un interrogativo: se vi fosse capitato di incontrare Dargen per strada, senza occhiali da sole, siete sicuri che sareste stati in grandi di riconoscerlo?

Ps. Ecco una gallery fotografica di rapper italiani Sunglasses dipendenti

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Giacomo Jack Frigerio
Classe 1993, Giacomo Jack Frigerio vide per la prima volta la luce in Monza e da allora vi vive più o meno stabilmente. Dopo un percorso scolastico travagliato capisce che le cose che li vengono meglio sono scrivere e sputare sentenze; da allora si dedica ossessivamente a queste due. Opinionista per Hano.it dal 2015 e frequentatore assiduo di osterie, trattorie e vinerie; tra i suoi hobby potete trovare: l'hip hop, la musica, le tavolate di amici, poltrire e guardare la pioggia da un luogo asciutto