"Ho appena chiuso il mio disco da solista": la nostra intervista a Shablo su Avantguardia
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“Ho appena chiuso il mio disco da solista”: la nostra intervista a Shablo su Avantguardia

Come nome, Pablo, potrebbe non dirvi molto, ma forse conoscete molto bene il suo alter-ego musicale: Shablo.

Nella nostra intervista ci ha raccontato del suo nuovo progetto, Avantguardia, delle sue aspettative sul futuro e di un suo nuovo disco da solista!

Parliamo del tuo nuovo progetto, “Avantguardia”: la prima volta che l’ho visto ho pensato “ma che roba é?”. Puoi aiutarci a capire meglio di cosa si tratta e chi ne sta prendendo parte?

Avantguardia e’ un archetipo, una visione. Quello che l’ arte dovrebbe essere – libertà creativa senza compromessi. Forma che diventa contenuto. Un contenitore dove poter essere se stessi, senza aspettative, esprimersi senza pensare ai risultati, perché esprimersi liberamente e’ gia il risultato.

E’ un idea nata insieme a Pepsy Romanoff e Ok Rocco, loro sono dietro tutta la parte visiva del progetto, perché non riguarda solo la musica, ma l unione di suoni ed immagini. Io poi ho chiamato Mace a darmi una mano nella gestione musicale del tutto perché avevo bisogno di un partner, e apprezzo molto il suo gusto musicale internazionale. Poi ci sono gli artisti di Avantguardia, al momento una ventina tra producers, videomakers, musicisti – alcuni noti al panorama rap come Big Joe, Charlie Charles, Sine ed altri e tanti emergenti ma con grande sensibilità come Sonny Crsn, 24Svn, Emvnuel e molti molti altri. Non posso nominarli tutti ma seguiteci sul web per restare aggiornati sulle uscite, da gennaio ripartiamo con tante sorprese. Non siamo una setta a numero chiuso, perciò sicuramente se ne aggiungeranno altri in futuro.

Hano x Shablo - Intervista Avantguardia

La domanda giusta potrebbe essere: ma come ti é venuta questa idea? No, davvero dove hai trovato l’ispirazione?

E’ un idea che avevo da tempo, viaggiando, vivendo, ascoltando tanta musica diversa. Dato che in Italia non esisteva una realtà del genere, abbiamo deciso di crearla. All estero in realtà esempi di strutture come Avantguardia esistono, e hanno molto seguito. Nel nostro paese purtroppo c è un grande appiattimento culturale, quando una cosa va per la maggiore – tutti fanno la stessa cosa, per cui mi sembrava l unica soluzione per unire sotto un nome le tante persone che per fortuna anche qui iniziano ad appassionarsi a un certo tipo di suono e di visione artistica e che fino ad ora rimanevano scollegate. Andava creato un network. Ovviamente non potevo farlo da solo, perciò quando ci siamo ri-incontrati con Pepsy e Ok Rocco dopo tanto tempo che ci conosciamo, abbiamo capito che era il momento giusto per farlo.

Il progetto, in realtà, é molto interessante  ed unisce visual e musica con molta delicatezza. Il nome rimanda alle avanguardie nel ‘900 che sognavano di radere al suolo musei e distruggere il concetto stesso di arte sovverchiandolo. É il vostro stesso obbiettivo? Vi ispirate a loro? 

No, non vogliamo distruggere niente. Eventualmente il nostro obbiettivo e’ soverchiare l’apatia diffusa. Ma, delicatamente, chi ci ama ci segua, non abbiamo grandi strategie o piani marketing per attirare consumatori …  e’ tutto molto naturale. Chi parla lo stesso linguaggio riconosce l’intento senza bisogno di parole.

Avantguardia si discosta molto da qualsiasi altro tuo lavoro, non credi sia un qualcosa troppo di nicchia perché abbia successo?

Hano intervista Shablo per Avantguardia
(Photo by: Matteo Valentini)

Il successo e’ un concetto relativo. Per noi il fatto solo di poter produrre queste cose e metterle al mondo e’ già un successo. Sicuramente e’ un progetto di nicchia. Non nasce per la massa.

E’ innegabile che ci vorrà del tempo per una diffusione di queste idee in maniera più vasta. Ma ricordo che era la stessa cosa che succedeva quando nel 1996 eravamo in quattro gatti a fare rap. Ci sono voluti anni per far partire bene il tutto in Italia, ma io non ho mai dubitato. Perché lo facevo per passione personale prima di tutto. Sono conscio di tutte le difficoltà che questo progetto si porta dietro. Non sono cosi naif, vedo come va il mondo, come funziona, le classifiche, le dinamiche. Ma non mi interessa.

Per me l’unico successo che conta e’ quello della vita, interiormente prima ed esternamente come conseguenza. E per una vita di successo devi dare spazio a tante cose, altrimenti diventa arida.

Sarebbe un po’ scontato chiederti quali altri progetti stai seguendo e quando rivedremo un tuo disco da solista, però se vuoi darci qualche scoop noi ne saremmo ben lieti.

Proprio per l’ amore della varietà che ti dicevo prima, seguo tante cose contemporaneamente. Altrimenti sarebbe troppo facile! Con Marra e Roccia Music stiamo portando avanti un bel discorso, produrre insieme alle nuove generazioni come Sfera Ebbasta, Charlie Charles e Achille Lauro e’ molto stimolante. Un altro giovane su cui sto puntando e’ Izi, stiamo producendo insieme al mio team di super produttori il suo prossimo album in uscita per Sony questa primavera.Ne sentirete sicuramente parlare – è da pochissimo uscito il primo estratto insieme a Coco “La Tua Ora”

Poi stiamo chiudendo i nuovi pezzi di Clementino per Sanremo, anche questa e’ una bella novità per me. E produco ovviamente anche per altri artisti anche se ormai il tempo e’ sempre meno e devo rifiutare molte proposte … tra le ultime cose a cui ho lavorato e’ un beat per il disco di Salmo, non potevo non esserci. E infine  sempre per una questione di diletto artistico personale ho appena chiuso il mio prossimo disco solista non rap. Si chiama “Mate y Espiritu” ed uscirà il 22 gennaio appunto per Avantguardia. Dentro ci sono artisti di tutto il mondo, e’ il seguito del mio primo disco del 2008 “The Second Feeling”, che essendo ormai fuori stampa e mai distribuito digitalmente sarà ristampato e venduto insieme a “Mate y Espiritu” in un doppio CD (più versione digitale). Potete ascoltare il primo estratto “Remember” :

Angolo Marzulliano: fatti una domanda e datti una risposta 

-Quando finisce quest’intervista?

-Adesso.

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Giacomo Jack Frigerio
Classe 1993, Giacomo Jack Frigerio vide per la prima volta la luce in Monza e da allora vi vive più o meno stabilmente. Dopo un percorso scolastico travagliato capisce che le cose che li vengono meglio sono scrivere e sputare sentenze; da allora si dedica ossessivamente a queste due. Opinionista per Hano.it dal 2015 e frequentatore assiduo di osterie, trattorie e vinerie; tra i suoi hobby potete trovare: l'hip hop, la musica, le tavolate di amici, poltrire e guardare la pioggia da un luogo asciutto