Dr Testo è un giovanissimo producer dall'enormi potenzialità; ci ha parlato del suo disco, senza nome.
Dr Testo è un giovanissimo producer dall'enormi potenzialità; ci ha parlato del suo disco, senza nome.
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Dr Testo è un giovanissimo producer dall’enormi potenzialità; ci ha parlato del suo disco, senza nome

Se volete conoscere il nome che porterà le produzioni italiane ad un altro livello continuate a leggere quest’articolo.
Come inizio può essere un po’ forte, però credetemi, una volta scoperto Dr Testo, non ne potrete più fare a meno.
Producer, beatmaker e genio del MPC è riuscito a produrre una base degna dei migliori Dj italiani in poco più di un minuto.

Prima di tutto ci piacerebbe parlare un po’ di te: chi è Dr. Testo?

Dr Testo è un musicista principalmente con il brutto vizio di sperimentare appunto di “testare” sempre cose nuove. Ma nonostante il suo modo tremendamente razionale di affrontare la vita, è molto poliedrico e bipolare: lavora come ragioniere da anni, ma anche come fonico, si occupa ogni tanto di videomaking e grafica ecc.ecc. Una persona particolare insomma

 

Sei un producer, ti chiami Dr Testo, quante altre cose hai in comune con il più famoso Dj? E perché hai scelto proprio questo nome?

In realtà questa differenza ovvero quella lettera “I” tra me e Tiesto, ha molta più valenza di quanto sembri tant’è che Tiesto, anche se bravissimo, è proprio l’ultima persona che è fonte della mia ispirazione. Il nome Testo deriva dal verbo “testare” come spiegavo prima, perchè la sperimentazione e la ricerca dell’originalità è una componente fondamentale nella mia musica.

 

Quali sono gli artisti che ti hanno influenzato di più? O meglio, qual’è il tuo background musicale?

Il mio background ruota attorno a moltissimi generi che mi è capitato sia di sentire che anche di viverli in prima persona come musicista (jazz, rock, electromusic, progressive ecc.) ma se c’è una categoria che non ho mai smesso di approfondire e di suonare, e con suonare intendo non solo comporre ma proprio suonare, è il Rap ovviamente.

 

Raccontaci un po’ del tuo progetto, No Names: non sembri essere uno che con i nomi va forte, se non sai come chiamare il prossimo disco possiamo suggerirti noi di chiamarlo Hano (si scherza)

Non è un disco senza nome, è un disco senza nomi ovvero un disco tutto concentrato su di me, sulla mia libera ispirazione creativa.

 

Spesso i producer del mondo Hip Hop preferiscono lavorare con rapper, magari anche con nomi forti, per aumentare la loro popolarità e la potenza delle loro canzoni; tu invece hai scelto di fare un album completamente da solista, e non hai perso nulla in potenza mi pare di sentire. Come mai questa scelta?

Il succo del mio disco è proprio questo ovvero che non ho voluto, per scelta, fare un disco con collaborazioni che portassero ad una strumentalizzazione della stessa collabo. La cosa che ormai fanno tutti quelli che vedono un disco è girare il retro della copertina per vedere se ci sono nomi importanti con cui hai collaborato e poi, giudicano se sei “degno” di attenzione. Volevo abbattere tutti questi clichè e devo dire che ci sono in parte riuscito, molte persone sono catturate e devono esserlo, dal fatto che il disco è interamente fatto soprattutto con l’MPC…. per esempio Dj Baro ha apprezzato parecchio questa cosa delle “non collabo” e molti altri anche…..quindi direi “esperimento quasi riuscito!”

 

Ti abbiamo intravisto suonare di tutto: dal tuo MPC alla chitarra, da un basso ad un sassofono; mischiando generi diversi, sonorità diverse, campionamenti diversi. Qual’è il tuo genere? Se dovessi mettere No Name negli scaffali di un negozio di dischi, sotto quale etichetta lo metteresti?

Nice question! Questo disco, anche se arrangiato con moltissimi strumenti oltre l’MPC, è comunque un disco Rap. Un disco Rap strumentale come quelli di Alchemist o Araab Muzik (quindi non proprio un beat tape). Non credo di appartenere propriamente a un genere specifico perché adoro tutta la musica in tutte le sue forme però il mio disco ha comunque, in tutte le tracce, la classica componente hip hop solo che è fatta a modo mio.

 

Cerchiamo di tirare un attimo le somme: il disco come sta andando? Tra quanto ti vedremo con un major?

Il disco non sta andando male essendo comunque un lavoro non fatto per vendere; la cosa che mi rende soddisfatto è che un disco del genere venga apprezzato più da persone con un certo knowledge musicale che da altre persone meno esperte (And I like that). Ho avuto confronti con varie persone della scena con un certo spessore e il risultato è stato notevole, sono tutti molto incuriositi e mi danno forza con i loro complimenti. Per tutti gli altri che non capiscono questo mio album, che non gli piace come suona posso solo dire che me lo sentivo in parte …..non mi aspetto con il mio modo di fare musica, feedback positivi da tutti. Detto ciò ancora non è tempo per delle major ma chissà……

 

Angolo della puttHana: prostituisci il tuo disco

Il mio disco è come una escort che costa poco che ti fa pensare “Ehi mi sembra strano secondo me questa neanche sa come si fa” e invece poi ti fa capire che una così brava a letto la trovi difficilmente.

 

​Angolo MarzulliHano: fatti una domanda e datti una risposta

-La smetterò primo o poi di spendere tutti i miei soldi in strumenti musicali?

-Probabilmente no.

 

Angolo della sHanpista: regalaci un pettegolezzo

Nel 2016 uscirà un mio video dove ho recitato una scena con una ragazza, entrambi nudi.

 

Segui Dr Testo: facebook.com/Dr-Testo

 

 

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Giacomo Jack Frigerio
Classe 1993, Giacomo Jack Frigerio vide per la prima volta la luce in Monza e da allora vi vive più o meno stabilmente. Dopo un percorso scolastico travagliato capisce che le cose che li vengono meglio sono scrivere e sputare sentenze; da allora si dedica ossessivamente a queste due. Opinionista per Hano.it dal 2015 e frequentatore assiduo di osterie, trattorie e vinerie; tra i suoi hobby potete trovare: l'hip hop, la musica, le tavolate di amici, poltrire e guardare la pioggia da un luogo asciutto