Con il termine dissing (derivato da disrespecting, tradotto come ‘non rispettare‘) si intende quando all’interno di una canzone ci si rivolge ad un altro artista con termini dispregiativi, mancandogli appunto di rispetto. Il dissing, così come la cultura Hip Hop, trova luce, come sempre, in America. Le provocazioni e le faide però avevano un altro sapore rispetto al significato che abbiamo ora noi di ‘dissare’ qualcuno. In America c’era l’eterna lotta fra West ed East Coast, provocazioni e litigi che non si fermavano soltanto alle parole ma che, purtroppo, molto spesso passavano ai fatti : prepotenze, sparatorie e risse che hanno causato parecchie vittime all’interno del rap americano. In Italia, invece, abbiamo un concetto differente : i dissing possono durare anche più di un semplice botta e risposta ma non si arriva mai ad una violenza vera e propria. Ed è questo che ci si vuole domandare.

I dissing, seppur senza brutalità, possono essere uno stimolo in più per i rapper italiani?

La risposta non è semplice, per nulla, perché se da un lato lo spettatore può prendere i popcorn e le cuffie e ascoltare delle rime e/o dei pezzi che magari non sarebbero mai usciti e quindi conoscere ancora meglio un artista, dall’altro lato c’è il sospetto che questi litigi non siano sempre reali. Appare chiaro che se due rapper abbastanza conosciuti, iniziano a dissarsi, è normale vedere che l’attenzione mediatica della scena possa cadere proprio su di loro. Il punto è proprio questo: chi lo dice che non lo stanno facendo per avere solo un po’ di promo? Magari di mezzo c’è un disco in uscita, un momento dove ci si deve rimettere in gioco, ricominciare a far girare il proprio nome all’interno del rap game…e chi più ne ha più ne metta. Il ragionamento nasce soprattutto dal fatto che probabilmente mai nessuno di questi artisti è andato a ‘prendere l’altro a casa‘, come in America.

Analizziamo ora alcuni dissing mediaticamente rilevanti del rap di casa nostra.

Percorrendo la strada a ritroso, senza quindi aver bisogno di rinfrescarvi la memoria, il più ‘importante’ dissing avvenuto nell’ultimo periodo del rap italiano è sicuramente quello fra Vacca e Fabri Fibra : un botta e risposta serrato, iniziato subito dopo l’uscita del disco di Vacca, fatto di provocazioni, offese e pezzi di 11 minuti dove i due artisti sembrano davvero agguerriti e determinati. Nel pezzo ‘Niente di personaleFF annuncierà addirittura ‘Squallor’. Il diss si concluderà quando Vacca, accusato di aver mancato di rispetto alle vittime dell’alluvione capitata proprio a Senigallia, rimuoverà il pezzo da YouTube e Fibra firmerà l’armistizio scrivendo questo su Facebook : “Raga, sinceramente da ora in poi il mio interesse riguardo il diss è zero. […] Una parte del mio passato si è chiusa. Comincio ufficialmente a lavorare al mio nuovo album.”.

Tornando invece all’estate del 2011, a qualcuno verrà in mente il dissing fra Babaman (poi defilatosi), Entics e Mondo Marcio. Il secondo, per insultare il rastaman, tirò in ballo il modo di rappare di Mondo Marcio (“se fossi un rapper saresti Mondo Marcio che parla per ore ma non si capisce un cazzo“). Ovviamente la risposta non si fece attendere, a cui seguirono altri due pezzi, rispettivamente un altro di Entics e un altro del Marcio. A tal proposito Entics, appena entrato sotto la etichetta di Fibra, proprio alla fine del suo pezzo di risposta, annuncerà al pubblico che il suo disco ‘Soundboy’ uscirà a settembre. Marcio invece era in lavorazione al disco che uscirà poi nel 2012, concludendo il diss con “Oh, comunque è tutta promo, stiamo solo scherzando.“.

Concludiamo con l’analizzare il comportamento avuto da Inoki nell’ultimo periodo della sua carriera : il rapper bolognese iniziò nel 2012 quando se la prese con Gué, convinto che il rapper della Dogo Gang possa avergli copiato una rima. Inizialmente titubante, si convince poi a pubblicare un brano esclusivamente diretto a dissare Gué Pequeno dal titolo ‘Baciami il culo’ prendendosela anche con la stessa crew dei Dogo. Il Guercio stesso e gli altri componenti dalla Gang, però, non cadono nella provocazione e risponderanno soltanto con il silenzio. Stesso anno, stavolta Inoki attacca Salmo con freestyle e insulti su Facebook per supportare un membro della sua crew dal nome Timmy Tiran. Ad Inoki, però, va male di nuovo perché il rapper sardo sembra non aver risposto al suo dissing anche se ‘Stupido gioco del rap’, postato poco dopo, potrebbe far pensare ad una risposta ‘velata’. Inoki ci casca e dissa di nuovo Salmo nel pezzo ‘Parla chiaro’, accusandolo di non aver coraggio di rispondere direttamente ad un dissing. Arriviamo fino al 2014 quando Inoki se la prende anche con Achille L insultandolo su Facebook e dandogli del “topo di fogna ossigenato“. Inoki, fin dal 2012, ha continuato a sponsorizzare il suo nuovo album dal titolo ‘L’antidoto’, facendo uscire lo stesso anno qualche provino, il singolo ufficiale e varie news riguardanti la sua data d’uscita. Il disco vedrà luce poi due anni dopo, esattamente il 1° febbraio 2014.

Alla luce di tutto questo e dopo aver analizzato 3 casi differenti, possiamo ancora considerare i dissing come reali o dobbiamo sempre chiederci se queste situazioni sono soltanto dei momenti da sfruttare da parte degli artisti coinvolti per avere un po’ di promo gratuita? Probabilmente, alla fine del nostro articolo, possiamo affermare che la verità sta nel mezzo : il dissing nasce casualmente e poi il rapper che ne è coinvolto cerca di trarne il massimo. Cerca di avere promozione, attenzione e considerazione. A discapito di quello che possa essere un litigio, a discapito di quello che concettualmente era il significato vero e reale di dissing.

E voi? Come la pensate? Il dissing esiste veramente o è del tutto promozionale? A voi l’ultima parola.