Numero Zero: Alle radici del rap italiano

Ci sono certi momenti nella storia in cui puoi accorgerti che qualcosa sta cambiando, ci sono dei momenti in cui tutti i tuoi sforzi ed i tuoi sacrifici vengono premiati con gli interessi, ci sono dei momenti in cui nelle pagine che raccontano il percorso dell’uomo va messo un punto e si inizia un nuovo capoverso.

Siamo stati a Bologna ad assistere all’anteprima di Numero Zero, ed abbiamo assistito ad uno di quei momenti.

Il film è, inutile dirlo, ne riparleremo, molto bello e molto interessante; ma quello che colpisce di più sono le partecipazioni che il film ha raccolto, l’atteggiamento con cui personaggi che hanno fatto la storia del nostro genere si sono prestati ad interviste, interviste, ed ancora interviste in maniera coinvolgente ed appassionata.

La cosa più bella di questo film, è il fatto che questo film sia stato realizzato. E’ un riconoscimento enorme verso quello che è stato fatto dai pionieri dell’hip hop in italia: Ice One, Kaos,Deemo, Neffa, Frankie Hi-Nrg e tanti altri hanno dato la loro voce per spaccare il muro dell’ignoranza e raccontare a tutti come sono andate davvero le cose.

La creazione di un documentario su quello che hanno fatto ufficializza il loro ingresso nella leggenda.

Il film è stato proiettato fuori concorso al Biografilm Festival di Bologna nelle giornate di sabato 13 e domenica 14 giugno.

Enrico Bisi, il regista, è un ragazzo inaspettatamente molto giovane ma con ottime e brillanti idee, la casa di produzione, Whitstand, ha investito sul film giusto sostenuta dal Piemonte film found, dando vita a qualcosa che, credetemi, rimarrà nella storia.

Già, storia, proprio di storia si sta parlando: se vi aspettate un film d’azione, pieno di colpi di scena, non comprate nemmeno il biglietto! Anzi, compratelo, e andate lo stesso al cinema perché, credetemi ancora sulla parola, non ve ne pentirete.

Numero Zero – Alle origini del rap italiano è un documentario affascinante ed imperdibile per tutti i fan dell’hip hop, ma anche per chi, semplicemente, vuole sentir raccontare una storia d’ arte, cultura e, ovviamente, musica da chi l’ha creata e vissuta con un narratore d’eccezione, Ensi.

Personalmente candiderei il film all’oscar come miglior colonna sonora, i pezzi di repertorio che vengono tirati fuori durante la proiezione valgono in prezzo del biglietto (Sfida al Buio di Deemo, Colle der Fomento, Kaos e perle dei Sangue Misto come se piovessero).

Noi di hano.it, siamo riusciti, in esclusiva per voi, ad intervistare Enrico Bisi, il regista del film.

Come ti è venuta l’idea di questo film, di questo documentario che, sicuramente, in futuro avrà anche il compito di raccontare alle prossime generazioni quello che successe in quel periodo?

L’idea del film nasce dalla volontà di raccontare una realtà che mi ha da sempre appassionato; da quando, nel 1991 ho sentito per la prima volta stop al panico degli I.P.A.S. (Isola Posse All Star).

Ci sono un manipolo di artisti legati al rap e all’hip hop degli anni ’90 che non hanno mai avuto la giusta considerazione e che per forza di cosa le nuove generazioni ignorano.

C’è stato un momento preciso in cui hai pensato “si può fare”?

Ho capito che si poteva fare nel modo in cui avevo in testa, quando, alcuni rapper più restii a parlare dell’argomento, hanno accettato di chiacchierare con me. Penso a Kaos, a Neffa, NextOne. Ma anche Fibra e J-Ax. Ma soprattutto ho preso coraggio quando la fiducia e la collaborazione degli stessi artisti cresceva intorno al progetto. DeeMo in questo senso è stato fondamentale per me. Una persona preziosa con una capacità analitica assoluta e uno sguardo sulle cose sempre interessante, mai banale che ha anche impreziosito il film con le sue animazioni grafiche.

Come mai la scelta di terminare il documentario agli inizi del nuovo secolo e non di protrarlo fino al “Boom del rap” di questi anni?

La storia che ho raccontato credo abbia un inizio e una fine. Non vuol dire che poi dopo il 2000 sia finito tutto, ma è rinato in maniera differente. Sono storie talmente diverse che è impossibile rinchiuderle in un solo film. Anche se alcuni dei protagonisti che hanno fatto grandi quegli anni sono ancora attivi e secondo me tra i migliori in circolazione.

Per tutti voi che ve lo siete perso, non disperate, il 13 luglio verrà proiettato anche a Milano, al circolo Magnolia.

Insomma che voi siate degli over 30 con un sacco di nostalgia, dei novizi del genere che vogliono farsi un po’ di cultura, gente che ha vissuto quei tempi ed ha voglia di farsi scendere una lacrimuccia o semplicemente dei curiosi, fiondatevi al Magnolia il 13 luglio o pazientate che esca in altri formati!

Numero Zero – Alle origini del rap italiano, per chi c’era e per chi avrebbe voluto esserci.

Giacomo Frigerio (twitter @gj_jack)

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Giacomo Jack Frigerio
Classe 1993, Giacomo Jack Frigerio vide per la prima volta la luce in Monza e da allora vi vive più o meno stabilmente. Dopo un percorso scolastico travagliato capisce che le cose che li vengono meglio sono scrivere e sputare sentenze; da allora si dedica ossessivamente a queste due. Opinionista per Hano.it dal 2015 e frequentatore assiduo di osterie, trattorie e vinerie; tra i suoi hobby potete trovare: l'hip hop, la musica, le tavolate di amici, poltrire e guardare la pioggia da un luogo asciutto