Immagine 9

Alla fine pensavo fosse una merda cosmica, di quei film che non sai perchè li fanno. Complice una campagna pubblicitaria minima, nonostante fosse una grossa produzione, tipo che pensi “cioè, forse si sono accorti che il film faceva schifo, e ora lo pubblicizzano pochissimo per evitare che la gente vada a vederlo”, e il gelo con cui è stato accolto nei cinemi statunitensi, Jupiter – Il Destino Dell’Universo non ha mai attirato troppo la tua attenzione e te lo sei lasciato alle spalle. Certo però che leggere “Scritto e diretto dai fratelli Wachowski” ti ha lasciato con un filo di curiosità che prima o poi avresti dovuto soddisfare. Ma davvero i due che hanno partorito Matrix, dopo aver partorito Matrix, hanno concentrato le loro forze per una merda?

E invece Jupiter non è per nulla una merda.

Mila Kunis è la figlia di due immigrati russi che vive a Chicago pulendo cessi, rifacendo letti e odiando profondamente la sua vita. Nonostante sia un attrice veramente scarsissima, la più importante e potente famiglia dell’universo ha messo gli occhi su di lei come essenziale tassello per loro intrighi di potere, lei che è la reincarnazione della defunta regina. Ma a correre in soccorso di Jupiter ci sarà Channing Tatum nel ruolo di un legionario guerriero albino mezzo uomo e mezzo lupo, con gli stivali antigravitazionali, che pattina nell’aria mentre spara con pistole laser e para i colpi con scudo laser. Desidererai essere lui. I due arriveranno fino ai confini della galassia per riportare sul trono la sua legittima proprietaria e, vabbè, anche per impedire l’estinzione della razza umana sulla Terra. Quello sempre.

Immagine 7

Jupiter è un film enorme, in pieno stile Wachowski, pieno di personaggi, creature, personalità, astronavi, traditori e combattimenti esagerati. Potenzialmente enorme al pari di saghe come Star Wars e Star Trek, da cui prende evidentemente spunto. E’ davvero ben strutturato. Fantascienza dura ma con un tono piuttosto leggero, senza che si scada nella commedia, anche da questo punto di vista è piuttosto equilibrato. Un’avventura intergalattica che ha tutti gli stilemi classici del fiabone. La storia e la sceneggiatura sono molto buoni, niente di originalissimo, certo, ma il film è godibile e scorre via che è un piacere. Tra l’altro, i Wachowski si divertono a dare una spiegazione plausibile agli avvistamenti e alle foto di alieni nel mondo reale, compresi i cerchi nel grano, particolari che oltre a strappare un sorriso e un “…ecco perchè!”, irrobustiscono inevitabilmente il mondo creato dai due registi, che ripropongono la loro idea di coltivazione e il consumo della razza umana, nel caso di Jupiter gli umani, dopo la mietitura, vengono utilizzati per produrre un liquido che dona giovinezza e tempo ai ricchi alieni.

Immagine 5

C’è talmente tanta roba in Jupiter che avrebbe potuto benissimo essere il primo capitolo di una saga più estesa, non sarebbe stato male, voglio dire, se Maze Runner e Divergent sono delle trilogie, non vedo perchè Jupiter non potrebbe e dovrebbe.

E poi c’è Sean Bean che non muore!!

Immagine 10

Gli effetti e le battaglie sono “Wow!”. Veramente spettacolari, e se pensavate che in quanto a scene di mazzate con Matrix i Wachowski avessero già dato tutto, vi sbagliate.

Unico neo della pellicola è Mila Kunis, veramente monoespressiva, che a confronto Channing Tatum, anche solo se annuisce, sembra Jack Nicholson. Fai te. L’unica espressione del viso dell’attrice è “fare gli occhioni”.

Immagine 11

Jupiter è un film che non è stato capito, anzi, a giudicare dagli incassi, che lo hanno reso uno dei più grandi flop degli ultimi anni, non è proprio stato guardato. Ed è un peccato.

 

Condividi
Daniel San
Lo voleva il Real Madrid, lo voleva Hollywood, lo volevano gli Avengers, amatissimo da tutti, di qualsiasi religione, sogno erotico femminile, il miglior amico che ogni uomo vorrebbe avere. Beato lui. Io invece sono Daniel, carpentiere di giorno e blogger nei pochi minuti che rimangono liberi. Appassionato di cinema, fumetti e cazzate. Un nerd d’altri tempi che ti racconta la nostalgia degli anni 80/90 come te la racconterebbe Mario Merola, e di come una volta se ti mettevi la maglietta di Superman e uscivi in strada eran coppini e zero figa per sempre, mentre oggi è la base per una rapida scalata verso il successo.