I peggio haters non sono gli haters. Sono i vecchi del Rap. Quelli che qualunque cosa scrivi, con onestà,  ti dicono no. Che tu non puoi parlare perché non sai rappare, non sai scratchare, non sai breakare, non sai dipingere. Mi è già capitato parecchie volte da quando scrivo qui.

Come se per allenare si debba saper giocare, come se per fare il fantino si debba esser stato cavallo (cit. Arrigo Sacchi), come se per mangiare bisogna essere Cracco. Da piccolo uno dei primi claim che mi è rimbomabato in testa è stato “Rap is something you do, hip hop is something you live”. Si può essere hip hop anche facendo altro. Come scrivere, con onestà.

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Matteo Prof. Fini
Nella vita reale mi occupo di ricerca, didattica e formazione in Università e nel privato. Laureato in Scienze Politiche e Dottore di Ricerca in Statistica mi piace giocare coi numeri e le parole così nel 2010 ho pubblicato "Non è un Paese per bamboccioni" per CairoEditore. Seguo l’Hip Hop da sempre e dal 2013 firmo pezzi per Hano curando la rubrica Sellout e portando la mia particolare visione nel panorama italiano