Il D’iO live tour di Dargen D’Amico è partito il 24 aprile scorso da Padova e il 9 maggio ha finalmente raggiunto il capoluogo lombardo per l’unica data milanese. Il concerto si è tenuto presso il circolo ARCI Ohibò alla modica cifra di 23 euro; ma ATTENZIONE! Perché di questi 23 euro solo 10 erano di contributo artistico! Gli altri 13 servivano per il tesseramento Arci (sempre che non siate già soci), indispensabile se si vuole poter entrare.

L’inizio del concerto sarebbe dovuto essere alle 21.30, come riportato dal sito del locale e dagli altri canali ufficiali; ma le porte del locale si sono spalancate ben più tardi, verso le 22, e hanno accolto un numero cospicuo di spettatori in un angusto spazio sotterraneo, la cui unica fonte di areazione era un minuscolo ventilatore agganciato ad una parete; ma ATTENZIONE! Perché anche se il locale ha aperto i battenti più tardi del previsto, l’attesa per poter sentire dal vivo il cantautorap milanese è stata ancora più lunga!

Edipo, cantante pop targato Giada Mesi ed incaricato di fare il preshow, si è presentato sul palco alle 22.45 interpretando alcuni dei suoi pezzi più riusciti tratti dal suo ultimo disco (Preistorie), ma lasciando fino a quel momento i fan in trepidazione, in un’atmosfera invivibile dove facevi addirittura fatica a respirare per via dell’aria viziata e delle ascelle commosse.

Dargen D’Amico, da grandissima diva quale lui è, si è presentato sul palco intorno alle 23.30, ricevendo, ovviamente, tutto il calore del pubblico, ma anche qualche maledizione per l’attesa infinita e un ondata di afa ed umidità notevole che hanno iniziato a far grondare di sudore il corvo d’argento non appena ha messo piede sul palco.

Dargen D'Amico D'iO Live Reportage

Ma tutto il nervosismo è scivolato via come una goccia di sudore (e credetemi, di sudore ce n’era moltissimo) non appena ha attaccato con la prima canzone, un successo di “Di vizi di forma virtù”: Arrivi stai scomodo e te ne vai, rivisitata in chiave live con Matteo Bennici, bassista già in tour con Le Luci della centrale elettrica.
Bennici è l’unico musicista che stava sul palco insieme a D’Amico, e la sua presenza è fondamentale sia per l’accompagnamento musicale, sia per il supporto che da negli intramezzi tra una canzone e l’altra.

Dargen sul palco era un jukebox capace di assecondare ogni richiesta del pubblico e di interpretare sia molti brani di “D’Io”, sia pezzi dei suoi vecchi dischi, da Bocciofili, cantata con Mistico, a Malpensandoti, che non appena intonata ha scatenato le urla di gioia del pubblico (e le mie), passando per altri successi come Ma dove vai (Veronica) a Odio Volare, fino a toccare l’apice con Io, quello che credo realizzata interamente a cappella.

Interpretazioni eccellenti, siparietti esilaranti, regali al pubblico; insomma un concerto davvero straordinario conclusosi con i due più acclamati capolavori di “D’Io”: Modigliani e Essere non è da me che si sono conclusi con un bagno di folla e di sudore per JD.

Simpatica la scenetta che ormai si vede ad ogni concerto: l’artista fa finta di andarsene in fretta e furia, poi torna sul palco quando il pubblico lo acclama per il bis!
Nonostante la location penalizzante, è stato sicuramente un concerto memorabile che ha regalato al pubblico e allo stesso Dargen diverse emozioni; così ha commentato oggi sulla sua pagina Facebook.

Accettare le proprie ombre in ottima compagnia.
grazie a tutti per la serata di ieri a Milano.

Noi di Hano abbiamo cercato di raccogliere anche qualche impressione dal personale, che ha lavorato per garantire una festa a tutti, e dal pubblico che si è dimostrato cooperativo nonostante l’afa.

Proprio il “troppo caldo” è stato il commento più frequente.

Il personale della sicurezza, molto efficiente visto che non c’è stato alcun tipo di problema in sala, ha comunque enfatizzato l’elevato numero di persone per la capienza del posto con affermazioni come “stasera c’è il delirio” e molte altre irripetibili in un articolo.

Ascoltando anche i ragazzi in sala abbiamo cercato di capire le loro emozioni a caldo e a freddo dopo il concerto.

Marco: “Dargen è un mattatore affaticato dal caldo allucinante che c’era”;
Chiara: “Attendevo questo concerto da mesi! L’emozione più bella è stata sentire Dargen come uno di noi!
Giulia: “Il mio cuore è in suo totale possesso! I brividi che da sono inimitabili

Giacomo Frigerio (twitter @gj_jack)