Mi hanno scritto in molti incuriositi da un ricordo fuoriuscito dall’ultimo pezzo di Sellout sui Club Dogo. Questo: “Quel giorno, al concerto dei SangueMisto, c’era Jake, al tempo ancora Fame, che faceva freestyle, ma non sul palco. Sotto…”. Mi hanno scritto in molti per dirmi: Ma tu sei stato davvero a un live dei SangueMisto? Ce lo racconti?

Sì, ci sono stato. Ero piccolo e la memoria è quello che è, ma se vi fa piacere… ecco cosa ricordo. Mi rendo conto che non molti possano avere in archivio un evento del genere. Un po’ perché i SangueMisto non è che siano stati in giro tanto alla fine e un po’ perché parliamo di oltre 20 anni fa. (Per cui se qualcuno che legge, c’era e vuole integrare lo faccia che ci divertiamo insieme…)

L’anno doveva essere il 1995, credo, quindi io avevo circa 17 anni, seguivo il Rap da qualche anno e avevo divorato SxM, conosciuto tramite una cassettina che mi aveva fatto il mio migliore amico. Di allora e di oggi. Allora si chiamava Fear. Ricordo che era settembre o giù di lì, sicuramente dopo le vacanze estive e avendo sentito (in qualche modo, forse letto su Aelle) che ci sarebbe dovuto essere un concerto del gruppo bolognese, mi sono fiondato alle Messaggerie Musicali di Corso Vittorio Emanuele a Milano dove ero solito andare a caccia di biglietti per i concerti (che poi, “solito”, al tempo avrò visto forse gli Articolo dopo Messa Di Vespiri e credo stop).

Ricordo che, comprato il tagliando, ricevetti subito una grossa sorpresa: il gruppo di supporto sarebbero stati i Next Diffusion, altro collettivo che all’epoca mi aveva impressionato di brutto col disco Straight from da heart, per intenderci, erano in 3: NextOne, Maury B e Left Side e che chiamare “di supporto” è riduttivo. E come Dj della serata, a sorpresa: KaosOne. Sì, hai capito bene, Don Kaos. Boom. Mentre ammiro il ticket fra gli scaffali delle Messaggerie mi ferma un ragazzo e mi fa “uh, ci sono i SangueMisto in concerto?” e io, lo ricordo nitidamente, nel candore dell’entusiasmo dei miei 17 anni gli risposi totalmente fuori fuoco con un “I SangueMisto! E in più i Next Diffusion e Kaos!! Ma ti rendi conto, questo biglietto dovrebbero farlo pagare 100 mila lire!!”.

La sera del concerto mi trovo in Moscova con il mio amico di sempre, sempre Fear (anche se poi ho scoperto che a scuola era soprannominato Il Tacchino, anvedi ‘sti bboy duri e puri…) che faceva parte degli LK una crew di writer nota in città (quella sera c’erano anche Yado e Meno, forse altri) e all’appuntamento si sono uniti anche alcuni ragazzi della PM, altra crew storica milanese, tra cui Fame, anni dopo diventato Jake La Furia. Tutta gente che girava intorno al mondo del Santa Marta, un liceo artistico del centro di Milano. Quando siamo arrivati in Moscova qualcuno abbozzava qualche passo di break nello spiazzo che oggi ospita il The Club, un tempo Indian Cafè.
Io sicuramente ero vestito da minchione. Con una camicia a quadrettoni sicuro. Ma a stile ero indietro anni luce, non voglio ricordare che scarpe potessi avere o che pantaloni. Penso anche che Matteo, Fear, si vergognasse pure un po’ di me. Forse mi presentò anche con un nome d’arte che mi ero scelto all’epoca che poteva essere Ade, ma che mai utilizzai poiché non sapevo fare nulla, né disegnare né rappare (anni dopo ci provai, con le rime, con un altro nome, ma mi resi conto abbastanza presto di fare cagare ed ebbi la dignità di smettere).

Ci dirigiamo verso il locale (di cui per anni ho cercato di ricordare il nome e, finalmente, proprio per scrivere questo pezzo mi sono imbattuto nella locandina che vedete qui, per cui ringrazio i ragazzi di questa pagina FB) di cui non ricordo né zona né dimensione. Boh, sarà stato tipo un pub con palco, non certo l’Alcatraz.

Una volta dentro ricordo poco, incredibile gli scherzi che ti fa la memoria (un po’ come Il sabato del villaggio di Leopardi…):

  • ricordo che Fame e Son (un altro nostro amico, uno che assomiglia tantissimo a Ortega (cit.) facevano freestyle sotto al palco mentre il dj mandava musica.
  • ricordo che KaosOne aveva la maglietta del Catanzaro Calcio. Sono quasi sicuro. E ogni volta che passava, rideva. Rideva. Non so se era emozionato o molto contento.
  • ricordo che NextOne era in consolle durante la performance dei Next Diffusion e a un certo punto giocando col pubblico mentre stava per spingere la base di “Do the next dance” tirò una frecciatina, velata, a OneTwo OneTwo.
  • non c’era Maury B. Non so per quale motivo. Sul palco coi Next, ad accompagnare Left Side al microfono, c’era un ragazzetto vestito con una giacchetta militare. Mesi dopo scoprii che era Fede dei Lyricalz.
  • a un certo punto NextOne fa un passo di break. Uno solo. Come se fosse un regalo personale al pubblico. È esploso il posto. (Se non capisci come mai fatti un giro sulle bio).
  • del live dei SangueMisto ricordo davvero poco, paradossale, forse l’adrenalina me l’ero giocata tutta prima. Un bambino al luna park a fine serata, forse ero un po‘ stanco. Ma 2 cose le ho nitide in fronte:
    • Fame e Son che passano le canne a Neffa sul palco mentre canta e lui che dice al mic “Uhm, buono, grazie” e ogni volta che, oggi, vedo un gesto simile (ad esempio mi è capitato al live a Lugano di Gemitaiz e Madman) penso giocosamente “Magari quel ragazzetto sotto il palco sarà il nuovo Jake La Furia!”.
    • E poi ricordo che Lo Straniero è stata l’ultima canzone in scaletta e l’han fatta senza ritornelli. Tre strofe di fila senza respirare.

Ricordo anche che finimmo tardissimo. Non è vero, a me sembrava tardissimo, ma c’erano ancora i tram per cui tanto tardi non doveva essere. Ma ero piccolo, un bel po’ babbo e non avevo minimamente idea di come tornare a casa da lì. Non so che fine fecero gli altri ma l’ultima cosa che ricordo è che Matteo sale su un tram, forse il 2, lo seguo. Mi addormento e mi sveglio sotto casa di mia madre.

Magie dell’adolescenza.

Matteo Fini

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Matteo Prof. Fini
Nella vita reale mi occupo di ricerca, didattica e formazione in Università e nel privato. Laureato in Scienze Politiche e Dottore di Ricerca in Statistica mi piace giocare coi numeri e le parole così nel 2010 ho pubblicato "Non è un Paese per bamboccioni" per CairoEditore. Seguo l’Hip Hop da sempre e dal 2013 firmo pezzi per Hano curando la rubrica Sellout e portando la mia particolare visione nel panorama italiano