Raramente capita di trovare un disco completo nella sua interezza, senza lacune a livello lirico, tecnico o musicale. “Squallor” di Fabri Fibra, uscito ieri a sorpresa su iTunes è fra queste eccezionalità: dalla prima all’ultima traccia, non v’è sintomo di errore.

Il rapper di Senigallia, negli anni ha fatto sì che il suo flow s’evolvesse al pari dei migliori mc americani, toppando, a volte, l’approccio sul beat, ma arrivando infine a consegnare un prodotto che in Italia mancava da tempo sia a livello qualitativo che a livello d’innovazione. Recentemente, Marracash (presente in una delle collaborazioni di “Squallor”) c’aveva provato con alcune tracce in “Status” ma non raggiungendo del tutto l’obbiettivo al quale Fibra è giunto.

Fabri Fibra Squallor recensione

Dopo due anni di silenzio, se si escludono alcune collaborazioni qui e là nella scena italiana e la lunga serie di diss con Vacca, ascoltare la prima canzone, “Troie in Porsche”, è quasi un piacere; beat trap e tecnica moderna c’introducono alle restanti 20 tracce, sulle quali possiamo sentire un diss a Fedez in “il Rap nel mio Paese”, un “tributo” a Kanye West e Jay-Z con il beat di “Alieno” (“la base mi ricorda quel pezzo ma qui non siamo a Parigi”), le collaborazioni con Nitro e Salmo in “Dexter”, con il franco-congolese Youssoupha in “Rock That Shit” e poi ancora Gué Pequeno, Gel, Clementino, Gemitaiz e Madman, oltre che al già citato Marracash.

Dexter” se non la miglior traccia, è sicuramente sul podio, Salmo e Nitro come al solito aggiungono qualcosa di più, nelle canzoni dove intervengono.

Interessante la collaborazione con Gel in “A volte”: per lui un ritorno in grande stile sulla scena "commerciale"

Anche come contenuti, che di solito vengono abbandonati per concentrarsi più sulla tecnica nel cantato (vedi anche in questo caso la strofa in “E tu ci convivi” di Guè), siamo su livelli molto alti.

In Squallor si parla di politica, soldi, donne, autocelebrazione, però in questo caso non sono “spersonalizzati” come in molti altri cd; troviamo ad esempio molti riferimenti alla sua giovinezza musicale sparsi qui e là tra le 21 canzoni.

Una giovinezza musicale che si sa, comincia e si sviluppa negli anni ’90, riscontrabili in toto nella seconda parte della canzone “Lamborghini/Rime sul Beat” dove c’è un grande richiamo ad una ventina d’anni fa, tra cui citazioni di Neffa e dei Sottotono.

Il disco è stato interamente registrato tra Los Angeles, Parigi e Milano e Fibra riporta chiaramente le influenze di tutti e tre le città all’interno dei beat, prodotti da Amadeus, Hit-Boy, D-Ross, Medeline… e il risultato lo si può chiaramente ascoltare: è ottimo.

Se si può fare una critica generica, forse il disco è un po’ troppo lungo: 18 tracce + 3 bonus possono diventare impegnative anche se tutto sommato, è una serie piacevole da ascoltare per un paio di volte per intero e con alcune canzoni tipo “Alieno” e “Dexter” da riprodurre anche più spesso.

Nel complesso, insomma, Fibra tira fuori una perla rara in questo periodo in Italia dove nel panorama major il vero rap è scomparso, o meglio, si è trasformato in un hip hop melodico ed addolcito, pronto per le radio e i talent show.

Ascoltatelo, compratelo, fatene tesoro.

Il miglior Fibra mai sentito da anni a questa parte.

Vitto (twitter @vittoworldpeace)