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Una puntata veramente pallosissima. Di quelle che mentre la segui pensi a tutto tranne che a The Walking Dead, tipo che provi a ricordarti tutte le formazioni della Serie A del 93, panchinari inclusi, inventandoti anche nomi, personalità e statistiche dei giocatori che non ti ricordi, perchè è comunque più divertente che seguire questa puntata di The Walking Dead. E c’è davvero pochissimo da dire, tutti che parlano senza soggetto e cercano di metabolizzare le ultime perdite attraverso la filosofia e la poesia. A lavorare!

Ma andiamo con ordine:

Daryl detto Bertolli Robusto, lo sappiamo, è una delle persone più sporche mai esistite. Del tipo che gli zombie non lo mordono per paura di prendere brutte malattie. Che c’ha i capelli talmente unti che l’insalata la condisce a testate. Ma questo è sempre importato poco a tutti gli appassionati di Bertolli, che anche quando il loro personaggio preferito ha iniziato a secernere aceto balsamico dalla testa si sono fatti scudo con un “Ma tanto è bello dentro“. E invece no. Dentro Daryl ci sono i vermi. E’ una merda d’uomo a 360.

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E la cosa inizia a mettere a disagio anche i suoi compagni che iniziano disperatamente a cercare dell’acqua per lavalo o morire provandoci

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Ma di acqua non se ne trova e quindi sono costretti ogni tanto a fargli fare il giro largo passando dal bosco per riprendere fiato. Carol Penna Bianca Ravanelli, in un momento di follia, da un bacio sulla fronte a Bertolli, proprio il punto dove il condimento si concentra. Non la vedremo più per tutta la puntata.

A Rick viene una delle sue idee geniali, che lui è uno stratega oltre che un hipster, e quindi decidono di non uccidere gli zombie ma di spintonarli giù da un dirupo basso:

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Glenn sente qualcuno che lo chiama, ma invece non lo stava chiamando nessuno, era solo il suono di qualcosa di metallico che cadeva.

Mentre i nostri amici si concedono qualche minuto di sosta, arrivano i cani sporchi che nel giro di pochi secondi si trasformano in cani arrosto. Siamo a metà puntata e ci stanno facendo vedere ogni sassolino calpestato, ogni macchia di sugo sulla canotta di Abramo, in pratica tutto ciò che si allontana da una narrativa scattante e dinamica. Non sanno più cosa fargli fare…

Mentre gli altri mangiano costolette di cane alla brace pucciandole su Daryl per condirle, succedono cose inutili.

Daryl, mentre gli chiedono se può fare il giro lungo passando dal bosco, che hanno bisogno di ossigeno, si fuma una sigaretta e se la spegne sulla mano per riuscire a piangere. Quando sarebbe bastato annusarsi le ascelle. Al suo ritorno Rick gli dice che è arrivato un corriere con un pacco per lui. Dell’acqua:

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E capisci che la roba di Daryl che puzza troppo sta diventando un caso nazionale.

Poi però, quasi subito, inizia a piovere di brutto. E capisci che la roba di Daryl che puzza sta diventando un caso anche a livello divino.

Eugenio prova a fare lo sguardo intelligente:

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Succede poi che Dio vede che Daryl è veramente sporchissimo e decide di mandargli sopra una tempesta. I nostri eroi trovano rifugio e riparo in un vecchio fienile, in cui passano la serata a parlare di cose varie senza senso ed evitabili. Quando arriva la notte, attirati dai capelli fluorescenti di Abramo, arriva un gruppo di zombie alla porta del fienile. Segue una scena in cui Rick e gli altri fanno a gara con gli zombie a chi spinge di più la porta. Altissimi livelli.

Al loro risveglio scoprono che non era un semplice temporale, ma un uragano che ha distrutto tutto nel raggio di 10 chilometri. TUTTO. Tranne il fienile demmerda.

Poi arriva uno che dice di chiamarsi Aro e che fa finta di essere dietro un muro di vetro:

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Dio voleva fare lavaggio e centrifuga con Daryl?

Perchè ogni tanto Rick fa la voce di Batman?

Troveranno munizioni per coltelli e spade?

Voi avete visto il decimo episodio della quinta stagione di The Walking Dead? Cosa ne pensate?  

– Ci tengo a dire, per prevenire minaccioni e malocchi vari laggiù nei commenti, e soprattutto per cercare di non ritrovarmi, come ogni mercoledi mattina, la macchina rigata con le chiavi, che questo articolo non vuole essere una critica alla serie televisiva, che io adoro, ma un modo di commentare la puntata easy easy, in simpatia e in allegria, così, per tirare un pò su di morale a quegli sfigati in giro per la Georgia, ok?

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Daniel San
Lo voleva il Real Madrid, lo voleva Hollywood, lo volevano gli Avengers, amatissimo da tutti, di qualsiasi religione, sogno erotico femminile, il miglior amico che ogni uomo vorrebbe avere. Beato lui. Io invece sono Daniel, carpentiere di giorno e blogger nei pochi minuti che rimangono liberi. Appassionato di cinema, fumetti e cazzate. Un nerd d’altri tempi che ti racconta la nostalgia degli anni 80/90 come te la racconterebbe Mario Merola, e di come una volta se ti mettevi la maglietta di Superman e uscivi in strada eran coppini e zero figa per sempre, mentre oggi è la base per una rapida scalata verso il successo.