L’uscita di Status di Marracash ha prodotto un fenomeno che i sociologi dell’Hip Hop studieranno negli anni a venire: il corto circuito dell’hater italiano. Come fare, infatti, a giudicare l’attesissimo nuovo disco del rapper più forte d’Italia utilizzando possibilmente tutti i superlativi conosciuti quando tra i produttori figura TakagiBeatz?

Com’è possibile che il King del Rap, lo scrittore numero uno, il più idolatrato, il più aspettato, il più venerato, il più Peso, il più Hip Hop, si sia affidato a quel vecchio mezzo tronista raccomandato?

Inizialmente il nostro amico non ci ha dato molto peso. Uscita la tracklist di Status, l’attesa e la goduria erano talmente grandi che, scorrendo i nomi dei featuring e dei produttori, alla lettura di THG a fianco della traccia In Radio ha fatto spallucce pensando “va beh, figo tutto, skipperò quella traccia che ovviamente sarà una merda e ascolterò il resto che ovviamente sarà una bomba”.

Il problema è che poi si è ritrovato In Radio come primo singolo. Come pezzo in heavy rotation. Come colonna sonora delle giornate in macchina o nelle cuffie dell’iPod. Si è ritrovato In Radio in TV. In radio, Marracash ha scelto di tornare forte sulla scena e nel mercato discografico con In Radio. Prodotta da TakagiBeatz.

E ora?

Questo accanimento contro THG non l’ho mai capito. Ti facevano schifo i Gemelli DiVersi? Anche a me fa schifo l’uovo di Cracco, ma non posso negare sia cucinato bene. Io non sono un tecnico per cui non mi azzardo a dare giudizi in tale direzione (e che il ragazzo sia sempre stato sottovalutato lo avevo già detto qui), mi limiterò a parlare di gusto, quindi, e, al di là di tutto, penso che la storia qualcosa racconti. Ale THG ha firmato un sacco di hit, anche coi Gemelli, ma anche senza. Non ultimo la vittoria di San Remo con Nu’ juorno buono (anche in quell’occasione con Mr. Ketra) di Rocco Hunt. Poi è cresciuto tantissimo negli anni. Io ho amato molto le sue ultime cose nelle numerose Posse Track, musicalmente tanto differenti da Un attimo ancora che invece trovo incredibile per leggerezza, gusto e semplicità. La gente cresce. Lavora e cresce.

È facile fare hit? No, non è facile. Come accusare Max Pezzali. Scrivila tu Come Mai allora se è così facile. Cos’è, ti fan schifo i soldi altrimenti la scriveresti instant? O come quelli che dicono che Messi fa 50 gol all’anno solo perché gioca nel Barcellona. Ci han giocato anche Suarez, Sanchez, Neymar, Ibra e Ronaldinho. Quei numeri no, però.
Chiaro che conta anche la squadra e il contesto. Ma proprio per questo dire “bello il disco di Marra, peccato per Takagi” è una forzatura fastidiosa.

Se vuoi fare hit devi lavorare con chi sa fare hit.

Marracash, oltre ad essere un rapper straordinario e uno scrittore sopraffino, è un ragazzo intelligente. Ha voluto il meglio per sé e per Status e così come ha voluto Tiziano Ferro, ha voluto Fibra, ha voluto i Medeline e ha voluto anche THG. Pace amen.

Matteo Fini

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Matteo Prof. Fini
Nella vita reale mi occupo di ricerca, didattica e formazione in Università e nel privato. Laureato in Scienze Politiche e Dottore di Ricerca in Statistica mi piace giocare coi numeri e le parole così nel 2010 ho pubblicato "Non è un Paese per bamboccioni" per CairoEditore. Seguo l’Hip Hop da sempre e dal 2013 firmo pezzi per Hano curando la rubrica Sellout e portando la mia particolare visione nel panorama italiano