Verso fine dicembre, come tutti sapete, venne annunciata la chiusura di “The Flow” su DeeJay Tv; a parte il comunicato ufficiale e qualche news più o meno falsa trapelata sui social, la vicenda era rimasta poco chiara. Avevo così contattato il conduttore della trasmissione, MixUp (al secolo Marco Pitrelli) per chiedere delucidazioni più approfondite sulla questione e fornire un servizio un po’ più preciso rispetto alle mille supposizioni lette in rete. Ieri siamo riusciti ad incontrarci e abbiamo fatto due chiacchiere, spaziando dalla chiusura del programma al suo prossimo album in uscita a breve.

Innanzitutto mi sono trovato di fronte ad un ragazzo preparato, intelligente e determinato nel raggiungere i propri obbiettivi, il quale ha deciso di dedicarsi negli ultimi periodi alla scuola e al lavoro in tv, togliendo magari un po’ di tempo alla musica, per poi ritornarci e donarle il giusto tempo per evitare di proporre al pubblico un prodotto mediocre.

Marco Mixup The Flow

Ma procediamo con ordine: “The Flow”, programma con un alto share televisivo e soprattutto, seguitissimo sul canale Youtube da chi si perdeva le dirette, è stato chiuso per puri motivi commerciali; Discovery Channel ha deciso di acquisire il canale che ospita DeeJay Tv e di conseguenza, abbatterne tutti i format presenti, a parte DeeJay Chiama Italia, fortunata trasmissione radiofonica di Linus e Savino, la quale viene anche filmata e trasmessa al pubblico televisivo.

Con l’acquisizione del canale e la riduzione critica dello staff, si è rimasti orfani di un programma d’informazione che variava dalla musica nostrana a quella straniera, consentendo al pubblico di vivere sempre nell’attualità. MixUp ha affermato che ci sono stati un po’ di contatti, per ora non ancora concretizzati in nulla, per far ripartire il programma, ma mi ha rassicurato che il progetto c’è e un “The Flow 2.0” si farà: c’è solo ancora da capire come e con che tempi, ma l’impressione è che non ci sarà molto da attendere prima di rivedere in diretta video Marco dedito a svolgere interviste e presentare musica più o meno nuova.

Abbiamo poi cambiato il soggetto della conversazione, spostando il punto d’interesse sul suo prossimo album in uscita.

Dal momento in cui abbiamo iniziato a disquisire riguardo al disco di prossima pubblicazione Sony, è spuntata tutta la passione e la voglia di MixUp di fare bene, di fare qualcosa di diverso, di entrare nel mondo dei grandi della musica dalla porta principale, ma senza abbassare il livello, creandosi una propria personalità forte per potersi permettere non tanto di adattarsi al mercato, ma di far adattare il mercato alla sua musica.

Intanto, ad oggi, i provini pronti per il disco, sono ventisette; ventisette tracce dalle quali trarne almeno quattordici (ma discutevamo sul fatto che potrebbero anche diventare sedici).

Automaticamente, è stato spontaneo chiedere informazioni riguardo alle produzioni e a delle ipotetiche collaborazioni e per entrambi i punti, mi è stato detto che ci saranno interventi da parte sia di big del rap italiano, ma non solo: ci sarà spazio anche per producer e cantanti emergenti, che accompagneranno il giovane rapper in questa nuova avventura lirica.

Una certezza è che si sentiranno suoni vari ma molto rimembranti quelli degli anni 90, riveduti in chiave moderna, cosa che sta funzionando molto negli Stati Uniti, dove MixUp guarda di più per trarre ispirazione: si sentiranno influenze musicali da Kendrick Lamar agli ultimi lavori di J.Cole, da Nipsey Hussle a Big K.R.I.T. passando per Drake e il fenomeno underground dei Run The Jewls. Come ogni buon artista, anche MixUp ritiene giusto rubare qualcosa a tutti i migliori, farlo suo e poi riproporlo al pubblico senza risultare una brutta copia.

Influenze comunque, che non giungeranno solo dalla musica ma anche dalla letteratura: appassionato dei poeti maledetti, Baudelaire in primis, ritiene necessario leggere per acquisire più informazioni metriche, tecniche e sintattiche possibili dalle quali poi attingere per trasformarle in musica.

Per quanto riguarda i contenuti infatti, credo ci sarà da aspettarsi un racconto, piuttosto che un banale disco a scomparti tematici stagni.

Una storia che ci narrerà di un ragazzo di periferia che dal nulla è riuscito a farsi notare, crescere e farcela ad arrivare a pubblicare un disco major. Un percorso di crescita professionale contornato da tematiche d’amore, per la sua ragazza, per la sua famiglia e per il suo lavoro; per la fatica che ha fatto ad arrivare a questo punto con le corse da casa a scuola, dalla scuola agli studi di DeeJayTv e poi di nuovo di ritorno a Locate dove oltre alla necessità e al dovere dello studio, la sera, c’era anche la voglia di scrivere nuovi pezzi per non rimanere indietro con la sua passione principale. Insomma cercherà di dirci qualcosa di sé per tutta la durata del disco, ad avvicinarsi al pubblico in modo che si riconosca nelle sue canzoni e allo stesso tempo permettere che il pubblico si avvicini a lui ascoltando quello che ha da dirci rispetto alla sua vita, non limitandosi alle tematiche classiche – base che la maggior parte dei rapper italiani cerca di scimmiottare i cantanti statunitensi.

Marco Mixup

In ogni caso, MixUp, ritiene che:

non esiste musica bella o brutta, bensì musica fatta bene o fatta male

una volta che si è certi del proprio lavoro, poi sta al pubblico apprezzare o meno, l’importante è essere certi di aver dato il meglio senza lasciare nulla al caso. I risultati seguiranno e saranno conseguenti dell’impegno messo nella completa sfera artistica, quindi non solo nella costruzione di testi o nel cantato ma anche nella consolidazione del personaggio e nella capacità di trasmettere qualcosa ai propri ascoltatori.

Infine, per confermare la poliedricità artistica che lo caratterizza, Marco mi ha detto che sta scrivendo la prefazione di un libro, “Prospettiva Asfalto” di Gabriele Macchiarella, di prossima uscita, nella quale si troveranno storie di quartiere realmente accadute e storie inventate ma molto vicine alla realtà.

In attesa di ulteriori novità sia riguardanti il prossimo “The Flow”, sia l’uscita del disco che verrà anticipata da una serie di promo audio e video e, ringraziando MixUp per la disponibilità mostrata per questa intervista, ritengo giusto chiudere l’articolo con una citazione di uno dei suoi scrittori e poeti preferiti, Baudelaire, appunto, con la quale credo possa ritrovarsi e riconoscersi:

Che cos’è l’arte pura secondo la concezione moderna? È la creazione di una magia suggestiva che accoglie insieme l’oggetto e il soggetto, il mondo esterno all’artista e l’artista nella sua soggettività”

(tratto da “Scritti sull’Arte”)

Vitto (twitter @vittoworldpeace)