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Il compito che spetta al regista Corin Hardy è di quelli difficili difficili, sarà lui infatti a riportare sul grande schermo Il Corvo nel prossimo remake. Perchè un conto è rifare un film che vabbè, bello, però si poteva fare meglio. Un conto è rifare un film come Il Corvo, amatissimo da tutti e che nonostante gli anni è ancora oggi moderno e godibile. Un vero e proprio film di culto. Senza contare il legame della pellicola del 94 con la morte dell’attore protagonista Brandon Lee, che tutti conosciamo. E’ un po’ come se rifacessero domani un remake di Edward Mani di Forbici e se Johnny Depp fosse morto sul set del film di Burton. Capisci che le aspettative sono altine da parte degli appassionati, e il coro “E’ molto meglio l’originale” è li, pronto ad esplodere.

Hardy è quindi deciso a riprendere il fumetto originale di James O’ Barr, piuttosto che la pellicola con Brandon Lee (il film è decisamente più famoso del fumetto), e cercare di dare una nuova lettura alle storie di Eric Draven e la sua vendetta:

“Ci troviamo ancora nei primi giorni di sviluppo. Io sono un grande, grande fan del primo film e del fumetto originale. Ero ossessionato da Il Corvo quando ero ragazzino. Quando ho sentito di questo remake ho pensato che potesse essere piuttosto interessante, soprattutto oggi che c’è questo Universo Marvel. Ho sempre trovato il Corvo un outsider. Per me, bisogna tornare al fumetto originale. Vederne le illustrazioni, la storia e prendere tutte quelle cose che non sono state adattate al cinema. Sarà incredibilmente emotivo e brutale, e tutte quelle cose che volete da una pellicola sul Corvo. Voglio fare un film che avrei voluto fare”.

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Daniel San
Lo voleva il Real Madrid, lo voleva Hollywood, lo volevano gli Avengers, amatissimo da tutti, di qualsiasi religione, sogno erotico femminile, il miglior amico che ogni uomo vorrebbe avere. Beato lui. Io invece sono Daniel, carpentiere di giorno e blogger nei pochi minuti che rimangono liberi. Appassionato di cinema, fumetti e cazzate. Un nerd d’altri tempi che ti racconta la nostalgia degli anni 80/90 come te la racconterebbe Mario Merola, e di come una volta se ti mettevi la maglietta di Superman e uscivi in strada eran coppini e zero figa per sempre, mentre oggi è la base per una rapida scalata verso il successo.