Gambe incrociate come un monaco tibetano,
ticket e andiamo, liberiamo energia dal palmo della mano
Chakra schiusi, occhi chiusi
pensieri pochi ma confusi
In giro come topi in cerca di pertugi
nella parete di buchi nella rete,
di crepe in cui arredare il nostro angolo di quiete
Mentre voi copioni tutti uguali, coi sermoni micidiali
tipo pater nostri, paternali
Fate tanto i padreterni
ma alla prova coi tempi restate fermi
siete temporanei, immanenti
passeggeri come i temporali.

Rit. (Pat Cosmo)
Prova tu a resistere mille anni senza chiedere
a restare carico, se bevi male fumi il panico
Prova tu a resistere mille anni senza chiedere
a risparmiare ossigeno, mentre tutti attorno gridano

Eravamo in pace prima che arrivaste
ciononostante a mani giunte
ci siamo inchinati dicendo “Namasté”
Abbiamo giocato le nostre carte
e una volta vista la vostra mano
è stato come farvi le lastre
Siete carte lette, cibo scadente
cavallette nelle scatolette,
esche per la gente che vi investe
di poteri, ma per i veri non siete niente
giù le creste, via le tende, siete la peste
ma queste teste vedono pure senza bende
ma queste teste…

Nessuna sconfitta, nessun neo nel mio dojo
ho al collo uno scarabeo come Mojo e la mia ombra per socio.
Anche se certi giorni mi dissocio da lei, è sempre per poco
e ci riuniamo a destra al prossimo incrocio.
Paranoia tassativa, vivere in stiva,
lettere imbottigliate, recepisci la missiva.
La tua bianca mi svilisce, il nero mi sfina,
stiamo a un mare di distanza, come Scilla e Messina.

Rit.
Prova tu a resistere mille anni senza chiedere
a restare carico, se bevi male fumi il panico
Prova tu a resistere mille anni senza chiedere
a risparmiare ossigeno, mentre tutti attorno gridano

Tagliati i capelli e levami dal cazzo i tuoi sgherri
che sbocco solo a vederli
Grattacieli e grattacapi, grate e galere gratis
Ok avete fatto i capi, ma adesso ci avete stancati…
Gente grama, ascessi
gli unici tagli all’arte ammessi