Musicismo è un disco poliedrico, così come il “one man band” Parix. Si passa da melodie pop a innesti rap; se in una canzone Parix, potrebbe ricordare un atipico Cesare Cremonini in “Dimmi Perché” – nella successiva, “Il Mostro” ricorda il Dargen di “Van Damme”.

Abbraccia contenuti vari, tra story telling e tematiche amorose, parla di come il pubblico vede gli artisti e così via, che lo traslano sicuramente su un altro piano rispetto ad altri cantanti in uscite recenti, ma attenzione, non basta accelerare un attimo il cantato chiudendo un paio di rime per far diventare rap ciò che rap non è.

Jamil Il Nirvana recensione

Etichetta: Universal Music
Distribuzione: Universal Music
Anno: 2014

Inoltre, visto cosa offre il mercato ultimamente, mi fa sorgere spontanea una domanda: per ascoltare canzoni con un senso e dei contenuti decenti, è sempre più usuale, doversi discostare dal genere hip-hop ed avvicinarsi a stili sperimentali, al pop, al rock, che ormai sono fusi e totalmente mischiati con quello che una volta era un genere di nicchia e a sé stante? Ovviamente parlo della scena mainstream, ma pian piano questo “contagio” arriverà anche tra emergenti e in parte in un underground che cerca sempre più di trovare spazio, soffocato da un mercato che richiede credenziali diverse da quelle proposte.

Tecnicamente Parix piace perché è un cantante vero, passino incastri e metriche ma una canzone come “Dentro al Cerchio” è una perla in mezzo al deserto musicale che ci circonda, chissenefrega se non è rap; è sopra la media sicuramente a livello musicale, i suoi beat creati a chitarra, pianoforte, basso, batteria con il sapiente aiuto di Dj Shablo danno la paga a tanti altri producer con fama e nomi pomposi. Parix è autodidatta, autore, polistrumentista e voce delle sue canzoni.

Ho detto che non è rap, ma non è nemmeno solo pop; non è nemmeno rock, ogni canzone vive di una vita propria, se prima ho citato Cremonini e Dargen, ora posso citarvi Bianconi dei Baustelle.

Afferma lo stesso Parix: “Non sono un “Chitarrista”, un “Cantante”, nè un “Pianista” o un “Rapper”: non mi sono specializzato in nessuna di queste cose, ma ho speso tutto il mio tempo per imparare come rappa un rapper, come suona un chitarrista, come canta un cantante…e sono diventato di conseguenza un po’ di tutti questi personaggi.

Shablo, Ensi, Fibra lo hanno esaltato, dai suoi primi provini (in lingua inglese) fino all’apertura dei concerti del rapper di Senigallia: lui ha ripagato con questo disco meraviglioso che tanto non piacerà ai puristi, probabilmente non piacerà nemmeno agli esaltati della new-school “pussy-coca-dinero”, ma piacerà sicuramente a chi capisce di musica, quella vera.

Musicismo” è un disco che non può mancare nella collezione di nessuno di voi, se avete ancora orecchio, gusto e rispetto per la musica italiana.

Potrei giocare d’azzardo e dire che Parix sarà la “next big thing” sul suolo nazionale, ma non si sa mai, i gusti e gli stili cambiano ed è solo il disco d’esordio, vedremo in futuro cosa farà; sicuramente sentiremo parlare di lui.

Ascoltatelo, guardate l’intervista rilasciata da Parix a Hano.it e fatevi un favore, per staccare un po’ dalla solita solfa mainstream e dai soliti contenuti gloomy-incazzati degli indipendenti.

Vitto (Twitter @vittoworldpeace)