Sono combattuto. Diviso. “Pop-Hoolista” è un album, se posso permettermi, controverso. Non è hip hop (ma cosa lo è ormai, a questo livello di mercato?), ma non è questo il problema; l’album è controverso perché ha una serie di alti bassi al suo interno che lo rendono quasi “ingiudicabile” a livello oggettivo.

Pop-Hoolista Recensione Fedez

Etichetta: Newtopia
Distribuzione: Sony
Anno: 2014

Alcune tracce sono belle, molto, sia a livello musicale che a livello di contenuti, di metrica. Fedez è cresciuto artisticamente parlando, è diventato personaggio televisivo nel frattempo (evitiamo ogni commento a riguardo, è un lavoro come un altro e lo sa fare anche discretamente bene), si è reinventato o meglio si è saputo reinventare nel corso degli anni e degli album pubblicati e questo è un enorme punto a suo favore.

Di contro, credo che nel disco esistano tracce meno belle, di una qualità che pare inferiore, diciamo. Ed è qui, su questo punto dove mi trovo combattuto.

Come si può trovare una definizione di oggettività su queste tracce che non mi hanno, come dire, conquistato? Prendiamo ad esempio “M.I.A.” con i Boomdabash: fondamentalmente non c’entra nulla con il resto dell’album, il beat sudamericaneggiante (tipico del gruppo salentino) mi trasmette l’idea d’estate in questo periodo autunnale, ma di un’estate opaca, un po’ scontata, “cheap” non di sicuro l’estate che fa per me. Ma appunto, è un discorso soggettivo, la canzone là fuori, sicuramente piacerà a molti.

Le collaborazioni poi con Malika Ayane, Elisa e Noemi sono dal puro punto di vista musicale non criticabili: le voci delle tre donne in tutte e tre le canzoni alzano il livello del disco e si sposano con il flow di Fedez che trovo nettamente migliorato in questi ultimi anni.

Contrapposta, trovo la canzone con Francesca Michielin un po’ troppo monotona, mielosa, una canzone d’amore preparata quasi a tavolino.

Certo, se si può parlare di critica, credo che si senta l’influenza di J-Ax molto più di quello che si dovrebbe sentire in realtà, perché è un’influenza che non arriva dagli Articolo 31 ma dall’ultimo Ax, quello post rap’n’roll, che ha perso un po’ di “mordente” sul piano artistico.

Passiamo ai contenuti: sicuramente dice qualcosa di più rispetto alla media, certamente quello che dice riguardo a politica e situazioni di attualità può essere condivisibile o meno, talvolta irritante (il perpetuo accanirsi su situazioni di povertà e disillusione di massa rispecchia la realtà solo in parte, l’Italia va male ma ancora non così malissimo) ma, nel complesso è detto nettamente meglio di come fanno altri; lo stile scanzonato con giochi di parole, che si ritrova anche nei titoli delle canzoni stesse, fa presa, è divertente, fa ridere e fa riflettere allo stesso tempo.

Nel complesso è un album decisamente bello; indirizzato ad un pubblico giovane, sicuramente, però senza “bocce-soldi-fighe-omicidio” che caratterizza un po’ la linea d’influenza sia Major che degli artisti che cercano d’emergere imitando le loro controparti più grandi.

Trovo un Fedez cresciuto, migliorato, l’esperienza Newtopia sta migliorando e ha migliorato, a mio avviso, la sua carriera, legata prima all’underground e poi a Tanta Roba, dove i target probabilmente erano di altro tipo e le direttive indirizzavano su altri piani.

La musica che passa commercialmente ora è questa e, ad oggi, credo che sia un paio di spanne, nel suo genere, sopra gli altri. Merita sicuramente un ascolto e forse anche un acquisto.

Vitto (Twitter @vittoworldpeace)