Parlare degli EnMiCasa è un po’ come parlare di una costola del rap italiano: una formazione che esiste dal 1995 e che è sempre rimasta attiva. Ne abbiamo traccia in 50 mc’ees, nella compilation di “Area di contagio”, nei dischi di Vacca, LDuke, MistaB, in Fast & Furious – solo parti originali, e con Eric Bobo e B-Real (si, esatto, B-Real, quello vero, dei Cypress Hill).

Un curriculum sicuramente degno di stima e rispetto, ed in questi tempi in cui certe realtà sono oscurate dai “big del momento” è giusto dare uno spazio anche a queste note biografiche.

EnMiCasa 3 Sopravvisuti Recensione

Etichetta: Produzioni Oblio
Distribuzione: —
Anno: 2014

Parlando del disco troviamo Zed alle produzioni, che non si risparmia dal portare al gruppo dei beats molto “classici” e ben fatti. Un buon lavoro, nel quale troviamo tanta tradizione ma senza suonare troppo vecchio e stantio.

Al microfono, oltre a Zed, troviamo Tave e Gep (presente solo in “la mia casa”), e ci portano un rap per il quale non abbiamo grandi accenti da mettere: tecnicamente abbastanza puliti, ma molto elementari e grezzi, forse troppo.

Un album nel quale gli EnMiCasa ci raccontano la loro opinione sulla scena, e lasciano la finestra aperta a qualche scorcio personale, ma senza far mancare mai anche un po’ di autocelebrazione, più o meno velata ma mai eccessiva.

Purtoppo sono rimasto deluso da questo lavoro: conosco i lavori di EnMiCasa e Produzioni Oblio (casa di produzione indipendente di primo livello, “figlia” degli EnMiCasa) da qualche anno, ed onestamente mi aspettavo un lavoro di livello differente. Nel complesso non è un album fatto male, ma come dicevo poco sopra, è grezzo ed un po’ troppo elementare: forse è stato esagerato il concetto del fare qualcosa di marcatamente “old School”, di puro e senza troppe complicazioni. Se l’intento era quello, tanto di cappello, ma mi sarebbe piaciuto sentire qualche “inconveniente” metrico in meno, sentire un po’ più di attaccamento anche alla cura della tecnica, del flow ed alla musicalità, oltre che alle nostre radici musicali. Mi sarebbe piaciuto perché considero questo gruppo capace di fare cose molto più piacevoli da ascoltare e potenti.

Mi sarebbe piaciuto un album un po’ più ricco e pieno di messaggi, perché è giusto che il rap sia portatore di qualcosa, ma in troppe strofe incappiamo in qualcosa di “già sentito”, “già detto”, già visto e rivisto.

Purtoppo non bastano un Giso, un Meddaman, Michelle Lily, Jewels Jaselle, Ted Bee, Jamil, Son Doobie in ottima forma per rendere questo album un lavoro completamente degno di nota.

Questo disco mi “fa” un po’ rabbia, ed apro una piccola parentesi moralista: è un peccato che in un momento particolare per il rap italiano, come quello che stiamo attraversando, non sia uscito un disco veramente ben fatto da loro. Mi fa rabbia perché sono una formazione capace, con molta esperienza e conoscenza, ed avrebbero potuto fare e dare tanto per il rap nostrano.

Vi consiglio comunque un preascolto dagli store digitali, per sentire se è di vostro gusto o meno, ed eventualmente di procedere con l’acquisto, e vi consiglio inoltre di seguirli e tenerli d’occhio, perché possono fare molto meglio di cosi, e confido nel fatto che succederà.

Ciroga (twitter: @therealciroga)