Cosa credi serva ancora poco per darci due input,
distruggo queste cellule col volto di un dipinto.
Se poi volete dare una ragione a chi sta fuori
qui è come dare picche alla tua regina di cuori.
Cosa volevi avere in cambio di due telecamere?
Infrangere il divieto che poi ci vieta di infrangere?
La notte qui fa freddo ma io becco al pomeriggio,
col prezzo di un pezzo per la campagna di un ministro.
E ancora dare un giusto modo per smuover sto moto,
spiegando che una foto fa parte di questo gioco.
Insomma le denunce, i processi,
chi sfrutta questi eventi son coloro che ritrovi a scriver sui muri dei
cessi!
Il perbenismo ci fa schifo in sto governo,
ha mani più nere che le mie: nero d’inferno.
E se in passato ero calmato da un buon vento
adesso faccio fuoco con un marker, sù, stai sentendo? (ehi)

Non puoi capire cosa spinge questo tratto,
Non c’è una lama che taglia questo contatto,
Non servirà a fermarlo qualche tuo ricatto,
non è un fenomeno, è un dato di fatto!
Tutti i ragazzi giù in strada (ROCK ON!)
La linea, la lotta armata (ROCK ON!)
Con marker e bandana alzata (ROCK ON!)
E’ nero inferno sulle dita e non lo levi più.

Il vicinato cerca facce, i colpevoli senza luci,
dentro ai vicoli coi flop e la tecnica traccia e cuci.
Uso la forza dentro ai tunnel, se salto i tombini
è per scrivere tutto: dalla coda fino ai frontalini.
La polizia cerca le bande,
una rivolta di infottati sopra il bus col marker nelle mutande,
con Stokka e Buddy nello stereo per farsi domande,
i guanti ed i fat cap per riemprire all’istante.
Il fatto è che dal mio pensiero vi trovo distanti,
i flash che scattano le foto e fermano gli istanti,
i treni trash che testimoniano i primi rimpianti,
sfidando il buio con la PolFer che bestemmia i santi (porc!)
la yard è piccola,
la notte ride, la scena è ridicola,
con un coltello fotto la pellicola!
E’ nero inferno dietro a un passa-montanga e le schegge
il nostro amore non è la vostra legge! (peace!)

Non puoi capire cosa spinge questo tratto,
Non c’è una lama che taglia questo contatto,
Non servirà a fermarlo qualche tuo ricatto,
non è un fenomeno, è un dato di fatto!
Tutti i ragazzi giù in strada (ROCK ON!)
La linea, la lotta armata (ROCK ON!)
Con marker e bandana alzata (ROCK ON!)
E’ nero inferno sulle dita e non lo levi più.

Sono il segreto del colore che brucio,
che brucio, che brucio,
quando si scappa dimmi dov’è il rifugio,
rifugio, rifugio,
sapessi quante cose vede la notte,
la notte le sa solo lei…
Per questo adesso devi stare tranquillo,
tu sei la coscienza di quello che crei!
Il tuo nome è maledetto e piu lo spingi e piu ti piglia,
lo scrivi sulla superfice che più gli assomiglia,
con colpi come cinque carrozze T2B,
coi ferrini che bestemmiano il tuo nome messo li.
Gli toccherà lavarlo e più ci provano a sgamarlo
con foto, appostamenti e retate col carrarmato.
E’ il dolore che ti guida, questo gioco per lo spazio,
è il volto del silenzio che precede qualche scatto.
Evolvo le mie lettere in posti da zero chiasso,
persi tra gli sketch nel meglio dei vostri Picasso.
Loghi e nero inferno, rubo qualche bombola,
accarezza i vostri cani e stasera la mia crew ha fatto tombola!
Ripasso nomi e stili in una città sulle sue,
per chi maestri sul metallo props a Phase II.
Tutti stupiti per il tratto gigante,
nero come il manganello nel culo di un vigilante!

Non puoi capire cosa spinge questo tratto,
Non c’è una lama che taglia questo contatto,
Non servirà a fermarlo qualche tuo ricatto,
non è un fenomeno, è un dato di fatto!
Tutti i ragazzi giù in strada (ROCK ON!)
La linea, la lotta armata (ROCK ON!)
Con marker e bandana alzata (ROCK ON!)
E’ nero inferno sulle dita e non lo levi più.