Dieci anni fa sta roba mi si è appiccicata addosso,
avevo messo in conto di restarci sotto e molto, ma,
x me era un gioco, e poi in fondo a quell’età si sa,
si crede di spaccare il mondo e diventare star.
MA DA QUA…
ho visto gente arricchita,
fare la diva,
farsi uan riga,
e a me fa schifo quella vita.
X strada vendon sogni finti e caramelle di plastica,
più sono finti più qualcuno li mastica,
io non ci riesco questa gente mi sta stretta,
ne deduco che più è finta più qualcuno li rispetta.
Mi dissocio dai vostri problemi futili,
maschere inutili,
abili sudditi in società di numeri.
Ho preso parte a cene di vip,
con abiti schic,
mi son sentita fuori luogo,
godo nel mio chitc.
Ipocrisia bevuta in calici,
seduta tra più vergini,
ancora non gli sono entrati dentro crediti.
E’ un involucro,
vorrebbero gestirti come gli fa comodo,
pochi schemi in testa,
ma un lungo pelo sullo stomaco.
Uomo,
a me di compromessi non parlarne,
ti comprometti gesti e facce ed ora sto per sputtanarle.
Il tuo trono trema e spera che nessuno ci creda,
ho una storia che incatena te e la tua carriera oscena!

RIT:
DIMMI QUANTA GENTE HAI VISTO DENTRO,
NEL BACKSTAGE TRANQUILLO NON CI ENTRO.
GENTE IN FESTA CALPESTA IDEE CHE HAI IN TESTA,
NEL BACKSTAGE A ME NON INTERESSA.
LA PUZZA SOTTO AL NASO, ARTISTI SCELTI A CASO,
NEL BACKSTAGE TUTTO è DENARO.
CHI GIURA IL CAMBIAMENTO, CHI SE LO MENA A TEMPO,
NEL BACKSTAGE, NO, IO NON MI VENDO.

E’ un mondo falso all’interno,
amici freddi come inverno,
mani viscide di bimbe viziate in eterno.
Tante promesse e se ti incantano,
se vittima del magico “talk show” da discografico.
E’ una truffa, il tuo disco con la muffa non frutta,
poggi il culo sopra sedie d’oro e in tasca nulla.
Coraggio, illusionisti dentro il solito paesaggio,
lo cambio e il mio lp lo autoproduco per vantaggio!
Vogliono vendermi
lucciole x lanterne
fiammiferi x stelle
abbracci x sberle
pirla x perle.
Non mi omologo
è il solito comico modo di venderti in monitor,
mi corico e fumo il tuo tubo catodico.
Non mi inglobi in modi vuoti da idioti,
sono la fetta dell’Italia che fotte i tuoi giochi!
Potrei fare nomi e cognomi,
sedi e associazioni,
mandarvi a casa uno x uno,
voi e le vostre convinzioni.
A me non tappi la bocca,
no che non striscio alla tua porta,
ed ora che sto rap ritorna torna da chi ti da corda.
Che vuoi che mi fotta,
non ho mai cambiato rotta,
cerchi musica che scotta
in un promo che portai una volta.
Talent scout
all’improvviso intenditori di sto sound,
wow,
mi bastan 4 rime e vinco questo round, pow!
Quanti abbaioni,
bau, bau
il vostro circo di clown,
senza background è out!

RIT:
DIMMI QUANTA GENTE HAI VISTO DENTRO,
NEL BACKSTAGE TRANQUILLO NON CI ENTRO.
GENTE IN FESTA CALPESTA IDEE CHE HAI IN TESTA,
NEL BACKSTAGE A ME NON INTERESSA.
LA PUZZA SOTTO AL NASO, ARTISTI SCELTI A CASO,
NEL BACKSTAGE TUTTO è DENARO.
CHI GIURA IL CAMBIAMENTO, CHI SE LO MENA A TEMPO,
NEL BACKSTAGE, NO, IO NON MI VENDO.

Amarezza in bocca,
la ingoi ma torna raddoppiata,
se ogni loro goccia traboccasse un vaso sarei già annegata.
Ho poche strette di mano e abbracci da stringere,
ma un senso di vertigine x gente rampicante come il glicine.
Troppe belle facce,
non mi incanti,
doppi fini in sorrisini con cui vuoi ammaliarmi.
La major non rischia o investe,
piuttosto cambia teste,
le rende tutte liscie come Fester.
Chi vuol proporre rap,
il nuovo trend,
con live in play back,
e predende di affiancarti a scarti dance.
Yaner,
fagli sapere com’è, chi è che sa farsi da se,
lavoro 21 ore x goderne 3.
E il tempo passa,
non tanto a loro quanto a te che aspetti,
sei in una gabbia e non concludi altri progetti.
Legata da una firma,
quella postilla non t’ha mai convinta.
Non fare finta,
so che assilla essere vintage!
Gente arrivista,
di tutto x un’intervista,
io resto zitta alla conquista di una nicchia più distinta.
Ho visto donne vendersi x un successo effimero,
schiave di questo mondo frivolo.
Ho conosciuto chi promette nuovi mondi,
strapazza sogni,
prende il tuo demo e lo ripone tra i secondi.
Mi hanno legata x 3 anni
e,
ora non mi calmi,
ho,
parafrasi che sparo a fuoco come armi.
E’ la mia vita,
attento a non scherzarci,
stringo microfoni in mano
che creano stigmati sui palmi.