Stokka e MadBuddy dopo 2 anni di quasi totale silenzio, tornano con un prodotto nuovo: dopo #bypass e poche collaborazioni e qualche live, presentano “Struggle radio“. Se vogliamo affrontare qualche nota biografica, il duo si presenta la prima volta al pubblico nel 2003 con Palermo Centrale, ed è il primo discreto successo. Balzeranno poi agli onori della cronaca con Ghettoblaster (credo sia un brano da inserire nell’elenco dei brani forse più significativi della nostra scena), prodotto da dj Shocca che li seguirà poi da li in avanti con numerose collaborazioni, fino alla “Unlimited Struggle“, intesa come la conosciamo oggi: Una Label che sta incrementando la sua fetta di mercato e raccoglie alcuni tra i più rappresentativi rappers nostrani. Lo stesso Shocca (aka RocBeats) produce per intero questo disco, e non serve sottolineare il livello qualitativo delle produzioni. Ogni volta che sento un beat di Shocca mi stupisco, soprattutto quando si parla di produzioni fatte per Stokka e Mad: ho come l’impressione che ci sia qualcosa in più, forse grazie al legame tra le melodie scelte e la musicalità dei due artisti siciliani.

Stokka & MadBuddy - Struggle Radio (Recensione)

Etichetta: Unlimited Struggle
Distribuzione: —
Anno: 2014

Il duo mantiene il suo livello di prestazione, dandoci un prodotto fatto bene e curato. Tra le collaborazioni compare Zuli (in Trema Tutto), e Noyz Narcos (nella title track, Struggle Radio). Nel disco troviamo quello che ci aspettiamo di trovare: ottima musica dai toni decisamente tradizionali, ed i due artisti che parlano all’ascoltatore di quello che gli passa davanti agli occhi e nella testa. Troviamo qualche riferimento al campo musicale del momento, ma sempre trattato con fine “eleganza” e senza riferimenti troppo espliciti. Un disco piacevole, forse corto (7 tracce in tutto), e nota dolente, e troppo simile a tutti i loro lavori precedenti. Non mi vergogno di dire che lo trovo un lavoro davvero bello, e sono un loro “sostenitore” dai tempi di Palermo Centrale e dubito di smettere di aspettare con curiosità tutte le loro prossime uscite, ma non provo vergogna nemmeno a dire che da Block Notes ho avvertito pochi cambiamenti, poca freschezza e crescita, poca novità. Se seguite da tempo Stokka e Mad non resterete delusi, ma vi assumete il rischio di sentire quello che potrebbe essere inteso come un proseguo dell’album precedente, purtroppo. Se non conoscete Stokka e Mad, o non li avete mai seguiti con particolare interesse, vi consiglio comunque di ascoltare le tracce in preascolto, ne vale la pena.

Ciroga (twitter: @therealciroga)