Ok, proviamo a fare un punto ragionato. Credo di essere uno dei pochi che si ricorda di “Latte versato“, uno dei primi e unici pezzi di Rima nel Cuore, ossia Grido e Strano prima di essere Gemelli DiVersi. E anche uno dei pochi che c’era al primo live dei Gemelli al Pow Wow di Milano. Era il 98, credo.

E per chiudere il cerchio sono andato, nel dicembre scorso, a quella annunciata come l’ultima data di sempre dei Gemelli DiVersi, all’Alcatraz di Milano (oltre ad essermi trovato negli anni anche in altre occasione curiose, come quella famosa del punk, i seggiolini e il Palatrussardi, ma questa è un’altra storia).

Questo per dire che ho occhio e memoria su tutto. Non solo su Mary.

In quell’occasione, all’Alcatraz, era chiaro a tutti che non fosse una pausa di riflessione, ma che davvero la lunga, e un po’ osteggiata, storia dei 4 fosse ai titoli di coda.

Ma l’idea che mie ero fatto era sbagliata.

Ero convinto che fosse una scelta dettata dal calo di vendite, innanzitutto, e dell’interesse generale. E questo è sicuramente vero, anche il palazzetto pieno, ma non pienissimo era lì a testimoniarlo. Ma alla base pensavo che ci fosse soprattutto uno scazzo generale, una stanchezza, mancanza di stimoli e voglia. Oltretutto durante la serata era giunta la notizia della futura paternità di Grido.

Nella mia testa pensavo che THG si sarebbe messo a produrre in giro (tra l’altro, commento personale, sottovalutatissimo…), Thema si sarebbe messo a fare altro (nell’ultimo disco la presenza era quasi impalpabile), Strano non so e Grido, nella mia testa, lo immaginavo a dedicarsi alle sue passioni (ben espresse sul suo sito) e a suo figlio.

E invece no. In settimana sono arrivate le notizie di un nuovo tour dei Gemelli, ma solo 2, Strano e Thema, e dell’uscita di un EP di Grido per Newtopia anticipato da un lungo messaggio di addio/rinascita lanciato sui social.

Ovviamente la cosa ha scatenato un putiferio in rete: per il nome scelto, per la cover del disco, per l’uscita nella label del fratello, per il video, per i nomi fatti, a metà tra ironia e dissing, nella title track, etc etc. Solito polverone, niente di nuovo.

Grido o Weedo, ma dov'è il Cavaliere senza Re?

Chi ha ragione?

Non lo so. Il ragazzo ha il diritto di uscire col prodotto che vuole e dovrebbe essere giudicato per quello non per la sua storia. La storia fa parte dell’uomo, dell’artista, ma non, per forza, del disco. E non sarebbe nemmeno una storia da disprezzare, comunque. Leggera, senza pretese di essere il padre di nessuno, con dei picchi, sia a livello commerciale che di qualità. Se guardi da fuori, con obiettività, vedi tutto. Il brutto e il bello. Ciò che è stato fatto bene e ciò che è stato fatto meno bene. Sicuramente peggio chi si erge a paladino di ‘sta roba, non ha mai chiuso una barra a tempo, vive di rendita su una presunta fierezza della preistoria e poi si venderebbe per molto meno se solo gli dessero ascolto mentre sbatte coi piedi per terra come un bambino di 6 anni.

Anche a me alcune cose non sono piaciute, a partire dal nuovo nome, ma ho l’onestà intellettuale per ricordare che a Grido è sempre stata riconosciuta una certa capacità e possibilità. Le potenzialità le ha sempre avute. Specie nelle robe più street, più dritte, paradossalmente quelle meno farfallone. Questo è sempre stato il pensiero di tutti, “sprecato” dicevano, magari sottotraccia, perché ammettere di averlo pensato toglie consensi.

Il pezzo “Cavalieri senza Re” nel b-side di Funkytarro mi spacca ancora oggi.

Il live di presentazione dei Gemelli al Pow Wow di Milano fu potentissimo, molto americano, molto Hip Hop. Una mezza negrata direste oggi. Non ci crederete, ma non c’eravate, per cui… Ricordo come fosse ieri quando poi è scattata la sessione di freestyle con Ax che da sotto il palco come la peggio groupie sale sopra e demolisce tutto ciò che incontra finendo con due microfoni in mano.

L’apertura del concerto degli Articolo 31 durante il “Nessuno tour” (occasione per cui furono massacrati e considerati troppo fortunati per l’opportunità di esibirsi davanti a un pubblico vastissimo. Pubblico che però “gli altri” non volevano…) fu una cartella in faccia.

Poi alcuni feat di Grido negli anni, più noti, il diss a Fibra, le posse track, e via.

La domanda ora è: Grido, o Weedo, riprenderà la via del Cavaliere senza Re o si adagerà su qualcosa di già fatto, più facile, più in linea con cosa va forte oggi? Avrà voglia di mettersi in gioco? Aspettiamo e vediamo.

L’EP non fa testo, aspettiamo il disco. Qui in Hano è già scattata la bagarre tra chi si aspetta che esca una cosa e chi il contrario. Dopo si giudicherà.

In ogni caso in bocca al lupo.

Matteo Fini
Ricercatore e Autore.
@matteofinii
Per Hano ha scritto anche: Bamboccioni e Maestri, Con la Z€N da Fantini, E se Emis Killa fosse vecchia scuola?, Tanta roba o troppa roba?

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Matteo Prof. Fini
Nella vita reale mi occupo di ricerca, didattica e formazione in Università e nel privato. Laureato in Scienze Politiche e Dottore di Ricerca in Statistica mi piace giocare coi numeri e le parole così nel 2010 ho pubblicato "Non è un Paese per bamboccioni" per CairoEditore. Seguo l’Hip Hop da sempre e dal 2013 firmo pezzi per Hano curando la rubrica Sellout e portando la mia particolare visione nel panorama italiano