-ANAGOGIA- STROFA 1
Ho imparato a camminare tra la gente in quest’ambiente
ho sempre usato gli occhi di chi sa che non vi deve niente.
Non mi servo di un padrone, non servo da servo, osservo il resto
e so che per adesso resto schiavo solo del mio nome. (Del mio nome!)
Vedo un mondo con la stampella
che fa a gara a chi avrà la bara più bella.
Nel mio disco il veleno, il grigio si mangia il sereno;
ancora non capisco se ho preso il treno in tempo o ho preso il treno in pieno.
Essere bravo, si ma come chi?
Ho messo la mia storia dentro un obiettivo, Cloverfield.
Non vedo persone buone qui; sognano tutti di
essere ricchi come se fossero tutti poveri.
Perso nel tempo come il nome della cosa mi sono
perso qua dentro come Il nome della Rosa. Chi sono?
Sono un prodotto dello stato italiano:
morirò in fila all’ospedale ad aspettare col ticket in mano. ///

RIT:
Guardo il mondo cadere a pezzi. Rimontarlo,si.. ma come?
Sempre solo quando perdi e tanti se sei il vincitore.
Guardo il mondo cadere a pezzi. Rimontarlo,si.. ma come?
Sono solo schiavo del mio nome. Senza padroni. ///

-NAZO- STROFA 2
Io ho imparato a camminare tra ‘sta gente e a non annegare
tra le merde, in alto mare senza salvagente.
Agguanto barre. A quanto pare non vi devo niente,
tutti bravi a fare etica con le spalle coperte.
E nello specchio sono intero, ma la vita si colora meno
se lavori solo in nero
e per salire il grattacielo o resti zitto
o resti un povero col lusso di essere sincero.
La mela non è marcia è che c’ha mille buchi, mille bruchi
e ognuno mangia. Per mille lupi
rivoluzione dormiente:
gente, russa. Russia. Putin.
La gioventù bruciata con i sogni sulla brace
a bruciare vivi tra illusioni senza trovar pace.
Conta chi sei o contano i Mi Piace?
Io morirò col ticket in mano in mano a un medico incapace. ///

RIT. ///

-DEBBIT- STROFA 3
Io ho imparato a camminare tra la gente,
ad andare verso il senso opposto
per schivare chi ti vuole entrare nella mente
e decidere al tuo posto, ad ogni costo.
L’orgoglio ci fa schiavi. So de Roma, quindi non
voglio mica capi! Da quando non mi cacavi
penso a come potrà andare questo viaggio..
Senza padrone, randagio, perso nel personaggio.
Vago nell’ignoto
tra faccioni di cazzoni in cerca di voto,
“Io sono il capo di me stesso!” In pancia il vuoto,
ci si arrangia spesso con poco.
Provo a studiare per un pezzo di carta
o finirò a rubare per un pezzo di carta
e se per averlo devo scrive un pezzo di merda
morirò povero, per la gioia di un pezzo di merda. ///

RIT. ///