RIT:Ah ah,ciò che provi per me,non lo provi per me,io ti amo perché mi sono preso della roba e mi sento fatto per te.E lo so che io non guarirò,ma mi ucciderai quando morirò,quando morirò,e non riesco più a guardarti ma,che giri su quel palo come un carillon,come un carillon.

Quando passi tutti con lo sguardo in aria,leggiadra su quei tacchi di prada
,fatta di merce varia,una figa leggendaria a metà tra una merce rara e una mercenaria.
E ci sono già cascati in tanti,mi chiedo baby come cazzo fai ad aiutarmi se non riesco a parlarti e tu non riesci a parlarmi,perché hai un vestito così stretto da togliere il fiato ad entrambi
.E con quel corpo,che io guardo quegli occhi è il colmo,ma non riesco a passarli e nemmeno a guardare il conto.
E incontrarti mi ha distrutto e salvato è la verità e che sei a metà tra una fata e una fatalità.

RIT:Ciò che provi per me,non lo provi per me,io ti amo perché mi sono preso della roba e mi sento fatto per te.E lo so che io non guarirò,ma mi ucciderai quando morirò,quando morirò,e non riesco più a guardarti ma,che giri su quel palo come un carillon,come un carillon.

E le para hanno preso la precedenza,anzi no hanno preso la residenza,e io non riesco a fare resistenza,ora che mi pesa,la tua leggerezza!E tiro giù la sesta,devo restare calmo,ti ho solo nella testa devo pensare ad altro,che è solo un brutto viaggio ed è innocuo,ma sbatto nei tuoi occhi ad ogni sguardo che incrocio.Dove sono le tue mani?Sto camminando fra due mari,eravamo maledettamente uguali come due goccioloni amari

RIT:Ciò che provi per me,non lo provi per me,io ti amo perché mi sono preso della roba e mi sento fatto per te.E lo so che io non guarirò,ma mi ucciderai quando morirò,quando morirò,e non riesco più a guardarti ma,che giri su quel palo come un carillon,come un carillon.
Ciò che provo per te,non lo provo perché,mi è sceso l’effetto nel letto e ora che,non ti penso più,ci ripenso su!