[Non posso stare a contatto col mondo vostro,
mondo che se sbagli potrebbe crollarti addosso.
Come posso far finta che tutto qua sia al suo posto
Per questo se mi chiami di certo non ti rispondo.]

Ehi,
Ogni giorno io mi sveglio con le palle già girate
perché niente mi andrà meglio rispetto alle altre giornate.
Che cosa posso aspettarmi da questo mondo scomodo,
che ciò le tasche vuote proprio come il mio stomaco.(io)
Voglio partire, tornare, solcare il mare,

parlare per poi tacere,
pensare poi realizzare
che non posso accontentarmi,
nemmeno soffermarmi
su un mondo che fa riflettere, ma in cui non posso rispecchiarmi.
Raggi di sole che bruciano la città.
Arcobaleni poi la tagliano a metà.
Usano il normale sfruttando l’ingenuità.
E l’ho appena fatto anch’io dentro una canzone rap.
Voglio scappare pentirmi, poi ritornare.
Bisbiglio per non urlare, non voglio farmi ascoltare
da un popolo di stronzi
intanto se ti snobbano è roba da tutti i giorni.

[RIT]
Non posso stare a contatto col mondo vostro,
mondo che se sbagli potrebbe crollarti addosso.
Come posso far finta che tutto qua sia al suo posto
Per questo se mi chiami di certo non ti rispondo.

Alle persone nel mio cuore ho sempre dato valore
e me le son giocate come in una mano a poker.
Ho messo sentimento ed emozione sopra ad un tavolo
e nemmeno ad un santo però avrei fatto compassione.
Sotto lo sterno il ghiaccio che in attesa di squagliarsi
chiede mezza ragione per iniziare a fidarsi.
Conto i frammenti sparsi di ricordi da scordarsi
e uscire a fare quattro passi non cancellerà i disastri.
Ho preso un areoplano,
ho girato i mari e bruciato calendari in volo come un gabbiano.
Chiuderò le ali
e quando calerà il sipario
anche fosse domani tanto sarei già lontano.
Ma a che servirebbe.
Perché scappare ancora,
che tanto al mio ritorno tornerò ai drammi di allora.
E’ inutile pensarci e questa volta li affronto,
gli ostacoli che lascio
li troverò al ritorno.
Il serbatoio è pieno.
A Milano fa un caldo boia,
ma partire un’altra volta
non sò se ho ancora voglia.
E che dio si voglia, qua tutto è un’altra storia.
Volare come una foglia senza avere traettoria.
Il vento mi trasporta con una cadenza triste,
con il tremolio alle gambe di chi si innervosisce.
Mi sento una sorta di eroe come Ulisse,
che va in guerra per la donna
che poi stronza lo tradisce.

[RIT]
Non posso stare a contatto col mondo vostro,
mondo che se sbagli potrebbe crollarti addosso.
Come posso far finta che tutto qua sia al suo posto
Per questo se mi chiami di certo non ti rispondo.(x2)