99 Posse Curre Curre Guagliò RecensioneEtichetta:Vnt1 Records
Distribuzione: Vnt1 Records
Anno: 2014

Esce un Re-Edit della storicissima formazione Napoletana dei 99 Posse. Gruppo tra i “fondatori” della nostra scena, precursori del rap sociale, e rimasti fino ad oggi autori di alcuni inni dei ragazzi animati dallo spritiro “mancino” della politica attivista di oggi. Curre Curre Guagliò è un disco che ha lasciato un segno importante nella nostra musica: uscito nel periodo che molti titolano “Golden-Age” del rap italiano furono, unici con i 13 bastardi, coloro che fondarono le basi per la creazione di una scena rap partenopea.

Un passato glorioso e grandioso, fatto di brani portabiandiera di una generazione figlia del 68 e dei flgli di chi lo aveva vissuto in prima linea, con la carica di rabbia e di impegno politico attivista che caratterizzava la gioventù più acerba in quegli anni.

Questa versione 2.0 è figlia diretta di quel successo. Questo album è la copia rimasterizzata del vecchio, con qualche piccola aggiunta e qualche riammodernamento, ma nulla di veramente nuovo. Motivi punkeggianti, rap, reggae, a creare una buona varietà di sonorità differenti ma sonoricamente legate tra loro anche grazie ai cantanti, che si danno un buon da fare ad animare le produzioni.

Le collaborazioni sono una buona ventata di aria fresca, Sangue Mostro, Ensi, Alborosie, Clementino, Paolo Rossi, Caparezza, Roy Paci, J-Ax. Enzo Avitabile. Un disco di buona qualità nel suo complesso, ma che non mi ha colpito particolarmente. Non posso essere completamente oggettivo perché non vivo la loro realtà, sono cosciente del fatto che possa essere radicalmente diversa da quella che si vive fuori da certi quartieri di Napoli, una città meravigliosa ma ricca di contraddizioni e sfumature che puoi conoscere solo vivendola, ma ho la sensazione che il tempo, per i 99 Posse, non sia mai passato.

Le tematiche sono le stesse di un tempo, non è cambiata una virgola, le canzoni sono le stesse, con le stesse parole ed intenzione, e mi lascia abbastanza dubbioso il fatto che dopo più di 15 anni ci sia solo quello di cui parlare. A parte i noiosissimi lati tecnici non abbiamo molto di cui parlare, basta ascoltare due tracce e si evince il contenuto di tutto l’album. L’acquisto ve lo posso consigliare se siete nostalgici della formazione (che ha perso la voce femminile, con il passare degli anni), o se siete molto interessati alla lotta sociale di sinistra. Per tutti gli altri posso dire di cercare le preview negli store digitali prima di investire in un acquisto, anche perché nonostante stiamo parlando di un gruppo che si fa bandiera della lotta, contro gli interessi economici industriali, il disco è sotto etichetta indie “novenove”, ed ha un costo.

Ciroga (Twitter: @therealciroga)