Nel dome rosso del Wired Next Fest 2014, tutto pieno, J-Ax e Fedez presentano il loro progetto discografico indipendente Newtopia. “In momenti diversi, io e Fedez abbiamo scardinato il modo della discografia che invece ci chiudeva le porte”, dice J-Ax. L’obiettivo è quello di supportare musicisti esordienti finanziando album e video, proposte su cui le grandi etichette invece non investirebbero: “Il successo della nostra etichetta si misurerà da quanto saranno contenti i nostri artisti“.

I due rapper amati dal pubblico battezzano l’evento al Red Dome, e parlano della nuova frontiera della musica rap: l’indipendenza della produzione. “Una situazione come quella del Wired Next Fest dovrebbe diventare fissa per Milano. Un luogo dover poter sperimentare e confrontarsi, soprattutto se si hanno idee diverse”. Apre così Massimo Russo, direttore di Wired Italia, la seconda edizione della manifestazione organizzata ai giardini Indro Montanelli di Milano. Raccontare un mondo che cambia, che sperimenta e che si sporca le mani rischiando. E’ proprio questo l’obiettivo di Wired e degli incontri. Il primo esempio è Newtopia, la casa discografica fondata da J-Ax e Fedez.

“Stanno provando a cambiare i modelli economici del loro settore, la musica”. Li presenta così Massimo Russo, direttore di Wired. “Prima di essere un cantante sono un nerd e un troll — racconta Alessandro Aleotti, in arte J-Ax — Mi sarebbe piaciuto fare lo sviluppatore di giochi. Il mio idolo è Matteo Bittanti, il filosofo. Quella del giornalismo tech degli anni ’80 è una storia di piccoli eroi italiani. Una bellissima storia”.

E’ Fedez a raccontare l’esperienza di Newtopia: “Il nome deriva da una citazione di John Lennon. Noi facciamo investimenti. Scommettiamo su rapper che le grandi etichette discografiche non prenderebbero in considerazione. Il problema è che si ragiona troppo con i numeri in questo mondo: non si dà agli artisti la possibilità di crescere. Noi facciamo l’esatto contrario”. Dare lavoro a una mamma, ecco cosa ha fatto Fedez: “Ero stufo delle grandi etichette. Partita questa esperienza con J-Ax, ho chiamato mia mamma a lavorare con noi. Una raccomandazione al contrario”. L’obiettivo è aggirare la mediazione di informazione e grandi case discografiche: “Del resto, noi l’abbiamo già fatto con le nostre singole esperienze — continua J-Ax — Gli Articolo 31 sono nati nelle discoteche, mentre Fedez è diventato quello che è diventato sul web. Spesso notiamo che c’è una grande distanza tra il consenso mediatico e il consenso reale nei confronti di un’artista. Alcuni cantanti, osannati dai media, sono i Renzi del rap”.

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