La mia testa è nei morsi di gogna,
I sensi di colpa nei sorsi di cognac,
La paranoia, che nelle sere mi ingoia,
Come un bicchiere di Nero di Troia, dipingo pitture nere di Goya.
Come se non meritassi ciò che ho.
Come se contassi ma per quante ciocche ho.
Assuefatto al fastidio, prendo merda addosso e mica la schivo, chiamami Steve, Oh!
Vivo in un sogno surreale come Dalì.

Qualcuno mi chiede “Michele, dimmi, com’è da lì?”
Da qui? Come non si era mai visto prima
Uno sballo! Senza dietilammide nè mescalina!
Ti do una dritta: appendimi al muro come un Magritte!
Mettici su la mia faccia e sotto la scritta “Ceci n’est pas une pipe!”
O mettici quello che vuoi, tanto non cambia!
Ascolto una voce che parla con calma!

Fai,
Fai da,
Fai da te,
Fai da tela,
E lascia che la gente ti dipinga, come può!
Come deve!
Come crede!

La gente!
Tutti ce l’abbiamo con la gente…
Come se non ne fossimo parte, ci si estromette sempre! Sempre!
Vorremmo la perfezione ma non può essere!
Essere: ci viene male come le fototessere!
Dubbi!
Chissà se è bastardo!
Chissà se è castrato!
Chissà se è bastato!
Nasconde la follia… chissà se la stano!
Mantegna insegna a fare delle frecciate un’icona, San Sebastiano!
Sospetto vago
Vago spettro di Christmas Carol,
Ma da Escher non si esce!
E mi ritrovo qui daccapo, intrappolato nella mia visione della vita, caro!
Io con le mie sopracciglia da Frida Khalo,
Calo,
La mia testa nei morsi di gogna,
I sensi di colpa nei sorsi di cognac,
La paranoia, che nelle sere mi ingoia,
Come un bicchiere di Nero di Troia,
Vede l’angoscia come ad Utoya!

Fai,
Fai da,
Fai da te,
Fai da tela,
E la scia che la gente ti dipinga, come può!
Come deve!
Come crede!
Siamo come tele!
Siamo come tele!
Siamo come tele!
Siamo come tele!
Siamo come tele!