Dydo: il mio sguardo si posa su di te, e lo senti scivolare sul corpo, esplora le zone proibite, nessuno ti ha toccata così a fondo, mai

Livio: e ora parlami, con gli occhi so che puoi, e guardami, ci siamo solo noi, esplorami, ho un cuore da salvare, e insegnami, come lasciarsi andare,

Livio (ritornello): e con lo sguardo, mi tocchi, e resterai, ancora dentro, questi occhi, che guarirai, e se mi cerchi, tra i sogni, mi troverai, finchè ti guarderò, finchè mi guarderai,

Dydo (strofa 1): la palpebra sopra tocca quella sotto, come 2 labbra che baciano il corpo, so che non vuoi andartene, tu lasci tutto a parte me, ti ho di fronte ad un passo, e siamo così vicini senza avere un contatto, io ti guardo, finchè un brivido nasce sul dorso del tuo cuore caldo, e non c’è bisogno di parlare, quando la notte comincia a respirare, puoi sognare, questo cielo è la schiena di dio che si sdraia sul mare, non hai scampo, non serve entrarle nei vestiti se negli occhi ha un altro, il mio sguardo ti chiama, e le tue incertezze le nascondi con il mascara,

Livio (ritornello): e con lo sguardo, mi tocchi, e resterai, ancora dentro, questi occhi, che guarirai, e se mi cerchi, tra i sogni, mi troverai, finchè ti guarderò, finchè mi guarderai,

Dydo (strofa 2): è questione di alchimie, il tuo sguardo è la porta d’accesso alle tue fantasie, so che non vuoi andartene, tu lasci tutto a parte me, è l’unione più intima, i tuoi occhi sono come acqua limpida, le tue ciglia sono gli argini, che contengono il flusso d’immagini, i miei pensieri, stanno fuori dalla porta del tuo cuore in punta di piedi, e ti spiano dentro, dove senti il piacere ora muoversi lento, e per questo, se l’odio fa rumore l’amore fa tutto il resto, ora socchiudi le palpebre, il piacere si insinua tu lasciati invadere,

Livio (ritornello): e con lo sguardo, mi tocchi, e resterai, ancora dentro, questi occhi, che guarirai, e se mi cerchi, tra i sogni, mi troverai, finchè ti guarderò, finchè mi guarderai