Caparezza non mi piace perché è troppo poliitico!
Troppo politico, perché vivo in un talk show,
dove se parlo, poi litigo,
perchhé sono più vecchio di Yoda,
perché seguo la moda del paleolitico.
Sono politico, l’ennesimo,
prevedo il flop come l’exit poll,
il mio lessico, poco compreso,
chi mi critica lo fa per partito preso!
Il mio lavoro è come il posto fisso, ambito,
cambio le casacche quando mi esibisco dal vivo,
negli ambienti estremisti io sono bandito,
simbolo da vivo, da morto, simbolo di partito!
Forbito, sono politico,
ed il motivo, viene da ciò che è stato spartito.
Sono avanti con il punto esclamativo,
rispetto a chi lavora sarò sempre lavativo.
Ma ve le canto dal mio pacchetto,
ogni libro che scrivo e ho letto,
se necessito di un consiglio,
mi rinchiudo nel gabinetto,
passo tutta la settimana,
con la gente che a sé mi chiama,
quando suono nel mio palazzo,
spunta subito la Madama!

Caparezza non mi piace perché è troppo politico.
“Onorevole ministro, la prego!

Sono politico, che c’è di strano?
Ho il nome di Santoro, il cognome di Gaetano,
Sono meridionale come la questione,
migliaia di persone, poche per il Questore.
Metto la firma sul tuo foglio se lo decreto,
mi accusi di cose che tu fai nel segreto,
le mie rime, sono primarie, uomo,
quella che vince mi rappresenta nello Stivale, sono,
ancora in carica da due legislature,
quando arriva il giornalista gli dico,
“Registra pure!”
E le domande sulla musica che fine fanno?
Le mie interviste sono discorsi di fine anno!
Dicono: nessuno è politico più di lui!
Ha collaborato coi ministri di Tempi Bui.
Come le schede mi spoglio di notte,
di nuovo preda dei sensi di golpe!

L’altra sera mi avete visto,
nel locale in un gruppo misto,
col microfono difettoso,
fa più fischi che in un comizio!
Chi mi osanna chi mi condanna
chi mi giudica da un programma
sono preda del ballottaggio,
che dilata la mia mutanda!

Caparezza non mi piace perché è troppo politico!

Sono politico, assennato, attempato,
di me si dirà “Ha tentato”!
Votato all’arte da sempre,
sguardo assente, come un deputato,
il biglietto politico,
tra i colleghi in tiro come un piattello al poligono.
Ci sono riuscito, plebisicito,
ho fallito, ti rendo l’elmo di Scipio.

Caparezza non mi piace perché è troppo politico!