Nella bocca della tigre Mondo Marcio RecensioneEtichetta: Mondo Records
Distribuzione: Universal
Anno: 2014

Curiosa, la nuova collaborazione di Mondo Marcio: non arriva da nessuna nicchia dell’ambiente rap; cambia tutto, campiona Mina e produce 12 tracce inedite, senza collaborazioni ma duettando “virtualmente” con LA voce femminile per eccellenza della musica italiana.

Per il sesto album ufficiale in studio, il primo per Universal, ammettiamo che avviene un deciso salto di qualità rispetto alle produzioni precedenti; rispetto a “Cose dell’Altro Mondo” datato 2012 e registrato totalmente negli States, cambiano molte cose: le rappate sono decisamente più mature, i contenuti nettamente meno “suoi” ma più commercialmente spendibili, mirati non solo ad un pubblico giovane, come ormai è destinata la maggior parte della musica nella scena, ma anche ad un’audience più adulta, in grado di apprendere concetti più “profondi” delle solite  barzellette trite e ritrite che ci vengono cantate. Per essere chiari, Marcio non è più il gangsta – rapper che si conosceva ma, per sua stessa ammissione, ha fatto cadere la maschera.

Arrivati a metà album, alla sesta traccia (dodici in tutto) “Solo Parole” campionando appunto “Parole parole parole” (tendenzialmente, unico campione di un “singolo forte” di Mina, le altre tracce sono più ricercate, non per forza famosissime) troviamo un attacco, seppur velato, alla scena (in particolare Fedez e Fibra).
Per il resto i contenuti spaziano tra metafore religiose, (“Fiore Nero” e “Meno Fragile”) ironia su ragazze e vita quotidiana ma ogni argomento non va assolutamente fuori dal contesto delle canzoni originali di Mina, ed è questa la parte vincente.

Primo singolo in rotazione per radio e con video è “A denti stretti” che contiene campioni di “Più di Così”.

La linea guida di questo disco è la storia di un ragazzo che dal niente voleva ottenere qualcosa, che da poco, voleva arrivare ad avere tanto, non solo a livello economico ma soprattutto riempire dei vuoti della propria infanzia e deve lottare con le difficoltà della vita e quelle di un governo che non aiuta ma, secondo l’artista, con egoismo impedisce la nascita di nuovi progetti. Troveremo un lieto fine, la storia si concluderà bene: il ragazzo, seppur con fatica, riuscirà ad ottenere il risultato sperato. Questo percorso, è un altro punto vincente del disco che alla fine, regala un po’ di ottimismo in un momento in cui è necessario averne e non il solito struggle senza fine o l’eterna ricerca di mettersi in mostra che alcuni cantanti esagerano sempre.

Le produzioni sono tutte curate in prima persona da M.M. e l’assenza di collaborazioni (da parte di altri artisti della scena rap italiana) è voluta per due motivi:
– “Cose dell’altro Mondo” è stato il punto massimo di collaborazioni raggiunto da Marcio e quindi si potrebbe definire anche saturo, non voleva assolutamente contaminazioni tali da far sembrare un “nuovo” tipo di rap (che poi nuovo non è, in quanto da sempre si campionano le tracce classiche per ottenere beat e sample di un certo tipo) qualcosa di già sentito
Il disco è molto personale, non si sarebbe trovata un’attitudine tale per collaborazioni esterne a quelle del cantante principale.

Nel complesso il disco è veramente bello, suona nuovo rispetto a quello che c’è sul mercato ed è assolutamente consigliato. Mondo Marcio ha raggiunto un apice di maturazione importante, pronto anche per il grande pubblico al di fuori del mondo del rap. Si può ora definire un artista completo.

Vitto (Twitter @vittoworldpeace)